POLITICA & SOLIDARIETA' | domenica 17 gennaio 2021 07:04

POLITICA & SOLIDARIETA' | 08 gennaio 2021, 10:37

VARIANTE CA' DEL BUE, IL CASO AL MINISTERO DELL'AMBIENTE Businarolo (M5S): «Grave errore rinunciare alla Valutazione d'impatto ambientale»

«Un grave errore escludere l’impianto di Ca’ del Bue dalla Valutazione d’impatto ambientale. Abbiamo segnalato l’accaduto, con un’interrogazione, al ministro dell’Ambiente Sergio Costa». Lo rende noto Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle. «Sulla riattivazione di Ca’ del Bue — prosegue Businarolo — i residenti della zona Sud Est di Verona, di San Giovanni Lupatoto e di San Martino Buon Albergo sollevano da anni dubbi legittimi. E meritano delle risposte. Ecco perché non ci si può accontentare delle rassicurazioni da parte di Agsm per la nuova variante che, pochi giorni fa, ha avuto l’avallo della Regione Veneto. Gli abitanti, preoccupati in particolare per i rumori e gli odori che potrebbe sprigionare l’impianto hanno il diritto di conoscere nel dettaglio l’impatto ambientale dell’operazione, in nome del diritto alla salute. L’azienda dice gli “effetti resteranno all’interno del Comune di Verona”, ma temo che queste parole non possano essere sufficienti». «Purtroppo i cittadini delle zone coinvolte — aggiunge Roberto Bianchini, consigliere comunale di San Giovanni Lupatoto — non sono mai stati né interpellati né informati di quello che sta accadendo. Le nostre richieste di un consiglio comunale dedicato sono cadute nel vuoto. L’impressione è che la politica locale se ne sia lavata le mani e abbia lasciato fare alla Regione».

VARIANTE CA' DEL BUE, IL CASO AL MINISTERO DELL'AMBIENTE Businarolo (M5S): «Grave errore rinunciare alla Valutazione d'impatto ambientale»

 Lo rende noto Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle. «Sulla riattivazione di Ca’ del Bue — prosegue Businarolo — i residenti della zona Sud Est di Verona, di San Giovanni Lupatoto e di San Martino Buon Albergo sollevano da anni dubbi legittimi. E meritano delle risposte. Ecco perché non ci si può accontentare delle rassicurazioni da parte di Agsm per la nuova variante che, pochi giorni fa, ha avuto l’avallo della Regione Veneto. Gli abitanti, preoccupati in particolare per i rumori e gli odori che potrebbe sprigionare l’impianto hanno il diritto di conoscere nel dettaglio l’impatto ambientale dell’operazione, in nome del diritto alla salute. L’azienda dice gli “effetti resteranno all’interno del Comune di Verona”, ma temo che queste parole non possano essere sufficienti».
«Purtroppo i cittadini delle zone coinvolte — aggiunge Roberto Bianchini, consigliere comunale di San Giovanni Lupatoto — non sono mai stati né interpellati né informati di quello che sta accadendo. Le nostre richieste di un consiglio comunale dedicato sono cadute nel vuoto. L’impressione è che la politica locale se ne sia lavata le mani e abbia lasciato fare alla Regione».

ECCO L'INTERPELLANZA

 

Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Per sapere – premesso che:
nei giorni scorsi, come riportato da notizie di stampa (www.veronasera.it del 4 gennaio 2021) la Regione Veneto, con DDR n. 1103 del 29/12/2020, ha escluso dalla procedura di V.I.A. il revamping per il miglioramento dell’impianto di gestione anaerobica ed amianto di selezione secco R.S.A.U. e R.S.U. dell’impianto di Ca’ del Bue a Verona, attraverso il progetto presentato da AGSM Verona;
tale esclusione si basa sulla verifica effettuata dal Comitato Tecnico regionale V.I.A. che aveva evidenziato che l’intervento non produce impatti ambientali significativi negativi diversi rispetto a quanto già valutato nell’ambito della procedura di verifica di assoggettabilità conclusasi con DDR n. 555 del 12 giugno 2020 nel rispetto delle condizioni ambientali in esso contenute;                  
sulla vicenda ci sono state molte riserve avanzate da parte della Provincia del Comune di San Giovanni Lupatoto e in parte da quello di Verona, nonché dal Comitato civico di Ca’ del Bue e dai consiglieri della settima circoscrizione di Verona, che hanno espresso preoccupazione per gli odori, le polveri e i rumori prodotti dal sito;
la Regione ha ritenuto valide le motivazioni esposte da uno studio di AGSM Verona secondo cui “gli impatti ritenuti significativi (ossia superiori al 5% del limite di legge) si esauriscono in prossimità del confine di San Giovanni Lupatoto, evidenziando quindi che restano sempre all’interno del Comune di Verona”;
sulla base di tale studio, secondo Agsm e la Regione, nessun problema legato ai due camini progettati dalla sezione di essicazione e da cui fuoriusciranno polveri e aria per 58mila metri cubi/ora ognuno, acidi, metalli e ossidi in quantità significative, può interessare il territorio, l’ambiente e la popolazione residente di San Giovanni Lupatoto;
l’impianto di Ca’ del Bue rappresenta un elemento utile per il ciclo integrati dei rifiuti in un’ottica di economia circolare, nell’ambito del programma europeo Green New Deal, così come il revamping del sito, per la produzione di Biometano, costituisce una scelta importante per attuare la transizione energetica ma occorre evidenziare che nel decreto ci sono diversi passaggi che destano dubbi, come nel punto in cui si evidenzia che gli impatti del progetto si esauriscono nel Comune di Verona, per cui non si comprendono le motivazioni alla base dell’esclusione del nuovo progetto alla VIA, al fine di escludere ogni possibile ripercussione negativa sulle zone e le popolazioni interessate-:
se il Ministro interrogato, alla luce di quanto esposto in premessa, per quanto di propria competenza, voglia fornire chiarimenti circa le motivazioni alla base dell’esclusione dalla procedura di V.I.A. della variante del progetto approvato dalla Regione Veneto, per il miglioramento dell’impianto di essiccazione di Ca’ del Bue, al fine di impedire ogni eventuale rischio a livello ambientale e per tutelare la salute degli abitanti dei territori interessati.

                                                        Francesca Businarolo

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