ECONOMIA VERONESE e VENETA | domenica 17 gennaio 2021 07:51

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 05 gennaio 2021, 21:00

Verona ed il suo export, nei primi nove mesi del 2020.I dati della Camera di Commercio: - 7,6%, contro il -11% del Veneto e il 12,50% dell’Italia.

L’export di merci e servizi di Verona è calato del 7,6%, nei primi nove mesi dell’anno a 8,1 miliardi di euro, con una riduzione del 20% a 9,7 miliardi di euro. contro il 23,6% dei primi sei mesi.

Verona ed il suo export, nei primi nove mesi del 2020.I dati della Camera di Commercio: - 7,6%, contro il -11% del Veneto e il 12,50% dell’Italia.

 Con un modesto rimbalzo nel III trimestre, la perdita di export rimane stabile a 666 milioni di euro, 19 milioni in meno rispetto ai primi sei mesi del 2020. Importazioni: riduzione del 20%: se, nel I semestre, sono andati persi 1,99 miliardi di euro di importazione di merci e di servizi, il dato, tra gennaio e settembre, quota 2,43 miliardi, quindi, 441 milioni di perdita nel III trimestre. “Verona ha tenuto di più, rispetto al Veneto (-11%) e all’Italia (-12,5%) – commenta il presidente della Camera di Commercio scaligera, Giuseppe Riello – L’arretramento inferiore alla media italiana e regionale, conferma che la polisettorialità dell’economia veronese ha un effetto anticiclico.  Il calo era inevitabile per effetto soprattutto del lockdown primaverile, ma c’è stato un importante recupero, nel terzo trimestre. Confermano la loro competitività l’alimentare, il tessile-abbigliamento e l’ortofrutta, che migliorano, rispetto al 2019; tutti gli altri settori arretrano (il vino -3,5%, gli altri a doppia cifra). A perdere terreno sono stati i macchinari, il marmo, le calzature, la termomeccanica, i mobili e altri prodotti. Il brusco calo dell’import è legato alla stagnazione economica dei settori legati ai consumi interni, in particolare del comparto auto, che ha registrato un calo di 1,6 miliardi, il 34% in meno”. Tra i primi dieci mercati di sbocco, tiene l’export della Germania, stazionario a 1,5 miliardi di euro (-0,5%) e aumentano la Svizzera del 76,8%, che passa da settimo, a terzo mercato, e il Belgio, ottavo mercato, in crescita del 38,9%. I risultati eccezionali di Svizzera e Belgio, si riferiscono all'export di tessile, abbigliamento e calzature, per la Svizzera, e ai prodotti farmaceutici,, per il Belgio. Sono in diminuzione tutti gli altri mercati, con percentuali quasi tutte a due cifre.“La competitività delle imprese italiane va sostenuta: senza interventi mirati a rafforzare la situazione finanziaria delle imprese come, in primis, un allungamento della durata del debito assunto, durante l’emergenza Covid, e senza un solido recupero di fatturato e cash flow dal 2021, in quasi tutti i settori di industria e servizi, l'eccesso di indebitamento mette a rischio il flusso di nuovi investimenti produttivi. La possibilità di spalmare le perdite di bilancio 2020, nei prossimi 5 anni, adottata nella finanziaria, è un passo avanti, verso la comprensione delle esigenze di liquidità delle imprese, ma il 2021 è iniziato con la spedizione di 50 milioni di cartelle esattoriali e con più restrittive norme sugli scoperti bancari.            Pierantonio Braggio

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore