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ANNUNCI E VARIE | 01 gennaio 2021, 23:07

L'Esercito Italiano, nel 2020.

Più di 11.000 militari, impegnati, anche durante le Festività, in operazioni all'estero e sul territorio nazionale, tra emergenza COVID e supporto ai cittadini.

L'Esercito Italiano, nel 2020.

 

Il 1° gennaio 2021, abbiamo ricevuto, da “Esercito Italiano”, il seguente, interessante comunicato, che, con piacere, pubblichiamo integralmente, non tanto, per semplificarci il compito, ma, per fornire fedelmente i Lettori di importanti dati e di notizie, che, di norma, sono sconosciuti al grande pubblico, pur essendo, gli stessi, in dicatori d’un impegno costante e costruttivo, compiuto, nel silenzio e nel più severo ossequio al dovere. “Continua, senza sosta, il lavoro degli uomini e delle donne dell’Esercito, impegnati, sia in Italia sia in missioni internazionali all’estero. Oltre 3.000 soldati italiani, provenienti da ogni reparto dell’area operativa o logistica dell’Esercito, sono impiegati in decine di missioni, a guida ONU, NATO e Unione Europea, e stanno operando, in diversi teatri di crisi. Più di 7.000, invece, sono i militari, che, in questo momento, stanno operando sul territorio nazionale, in supporto a cittadini e Istituzioni locali, in attività di concorso, a seguito di pubbliche calamità (tra queste, le attività volte a fronteggiare l’emergenza epidemiologica in atto) e in supporto alle forze di polizia, nel contrasto della criminalità e nella prevenzione di possibili attacchi terroristici. Con l’impiego all’estero di assetti operativi, specialistici e logistici, nonché tramite i propri advisors militari, deputati a consigliare e addestrare le Forze Armate di Paesi che versano in situazione di crisi, anche quest’anno, l’Esercito ha fornito il suo contributo, nella costruzione di quelle condizioni di sicurezza e di sviluppo. la cui mancanza è causa di instabilità di molte aree e regioni, considerate strategiche per l’Italia. In Afghanistan, il Comando del contingente, schierato a Herat, è affidato alla Brigata Alpina “Julia”, mentre da qualche settimana, presso il Quartier Generale della NATO a Kabul, l’Italia ha assunto il vice-comando della Missione Resolute Support. La Brigata “Sassari” è, invece, responsabile del settore ovest della missione UNIFIL, nel sud del Libano e nella capitale Beirut. Nell’agosto scorso, sempre in Libano, è stata condotta l’Operazione "CEDRI", con la quale si è intervenuti, con un ospedale da campo dell’Esercito e con diversi assetti specialistici, in soccorso alla popolazione libanese, in seguito alla deflagrazione di 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio, che ha devastato la città. In Iraq, i militari dell’Esercito, insieme a componenti di altre Forze Armate, addestrano le Forze di sicurezza curde (Peshmerga) e irachene, nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”, mentre attività analoga viene condotta in Somalia, Niger e Mali (con le European Union Training Missions). In Libia, il personale che opera presso l’ospedale militare da campo di Misurata, nell’ambito della missione MIASIT, continua a fornire assistenza sanitaria alla popolazione. In Kosovo, dove, dal 2013, l’Italia detiene la leadership della missione NATO, il contingente KFOR è, attualmente, su base 5° Reggimento Artiglieria Terrestre “Superga”. 200 soldati sono impiegati, nella missione NATO Enhanced Forward Presence, in Lettonia, e ulteriori contingenti sono dislocati in altri Paesi e aree del mondo. Per garantire una rotazione tra i reparti e una presenza costante all’estero, per tutto il 2020 l’Esercito ha addestrato e approntato le proprie unità, fornendo personale specialistico per numerosi altri impegni internazionali e mantenendo operativa un’aliquota di forze facenti parte delle Forze di Reazione Rapida della NATO. Contestualmente, i militari dell’Esercito, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, sono impegnati in 53 città, nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, per la vigilanza di installazioni sensibili e il presidio delle principali aree metropolitane del Paese. Nell’operazione si inseriscono le attività,condotte in Campania, in risposta all’emergenza "Terra dei Fuochi", per la prevenzione e il contrasto di crimini ambientali. Dall’inizio dell’operazione a oggi sono state arrestate complessivamente più di 16.500 persone; oltre 14.000 individui sono stati fermati e più di 26.000 sono stati denunciati, a piede libero. Sono stati inoltre effettuati controlli a circa 5 milioni e 300 mila persone e a più di 1 milione e 800 mila mezzi, sequestrati oltre 14.000 veicoli, 1352 armi e quasi 2 tonnellate e mezzo di sostanze stupefacenti. L’Esercito, inoltre, in stretto coordinamento con le altre Forze Armate, è intervenuto. sin dal mese di marzo, allo scoppio dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, mettendo a disposizione tutte le capacità e i mezzi necessari. per la gestione e il contenimento del virus: dalle sanificazioni di locali pubblici e di culto, al controllo di aree e città, sino all’allestimento di ospedali da campo. Attualmente, sono circa 1.400 i soldati impiegati, nell’ambito dell’Operazione IGEA, avviata nel mese di ottobre, su iniziativa del Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, volta a incrementare la capacità nazionale di effettuazione di tamponi. Sono stati allestiti Drive-Through-Difesa (DtD), su tutto il territorio e montati ospedali militari da campo ad Aosta, Perugia e Cosenza, mentre medici e infermieri dell’Esercito, presso gli ospedali militari di Milano o del Policlinico “Celio” di Roma, hanno assistito e curato giornalmente i cittadini colpiti dal virus. In questi giorni, l’impegno dell’Esercito, con le altre Forze Armate, prosegue, con l’operazione EOS a supporto della campagna di vaccinazione anti-Covid-19. "Voi, amici dell’Esercito Italiano, ci avete dato la lezione di una testimonianza di coraggio, che non ha fuggito i pericoli, ma, spesso è andata a cercare le situazioni più complesse e rischiose, incuranti della fatica e del pericolo”, con queste parole, Monsignor Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, ha voluto riassumere l’impegno dell’Esercito in questo 2020 di lotta al Coronavirus. Numerosi, inoltre, sono stati gli interventi dell’Esercito a seguito di eventi calamitosi, condotti in sinergia con la Protezione civile, per il soccorso della popolazione e il ripristino della viabilità: dall’alluvione, che il mese scorso ha colpito il paese di Bitti, nel nuorese, all’esondazione del fiume Panaro, a Nonantola (MO), in seguito alla quale reparti del Genio sono intervenuti, sin dalle prime ore dell’evento per fornire assistenza e far evacuare le persone rimaste isolate. Nell’estate scorsa, l’Aviazione dell’Esercito è stata impiegata nella Campagna Antincendi Boschivi e nella tutela del patrimonio naturale, conducendo missioni per 90 ore di volo e oltre 300 lanci di acqua, su roghi che hanno interessato Sicilia, Lazio e Piemonte e altre regioni, per un totale di 300 mila litri sversati. Esercito in prima linea anche al Mo.SE. di Venezia: i militari del 7° Reggimento Trasmissioni, stabilmente presenti nella control room della bocca di porto del Lido 3, forniscono supporto costante, nelle verifiche di funzionamento e mantenimento della rete di trasporto di dati, consentendo il sollevamento in contemporanea delle 4 barriere mobile protettive dell’importante opera ingegneristica della Laguna. In linea con le missioni assegnate alla Forza Armata, nel 2020 gli artificieri dell’Esercito, in forza ai reparti del Genio, hanno eseguito più di 2.700 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici (la maggior parte dei quali risalenti alla Seconda Guerra Mondiale), alcuni di notevole complessità e del peso di centinaia di libbre, come le bombe rinvenute a Mestre, Fiumalbo (MO), Palermo, Bolzano. Negli ultimi 10 anni, sono stati oltre 34.000 gli interventi di disinnesco e brillamento portati a termineL’ultimo intervento, in ordine di tempo, è il concorso alla Protezione Civile fornito dalla Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, in soccorso alla popolazione, colpita dal terremoto in Croazia. Un impegno dinamico e poliedrico, quello dell'Esercito, capace di rispondere a eventi e situazioni di emergenza, con una reattività di intervento tipica di una Forza Armata, coesa e disciplinata, che, nel 2020, si è confermata “faro di tecnologia e innovazione”, tanto per l’introduzione in servizio di nuovi sistemi, quanto per le molte campagne di sperimentazione volte allo sviluppo capacitivo di piattaforme ed equipaggiamenti (tra queste la campagna nel campo della Robotica e dei Sistemi Autonomi, lanciata lo scorso ottobre). Gli uomini e le donne dell’Esercito continueranno a operare, come hanno sempre fatto, per la difesa e la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini, consapevoli dei principi e dei valori peculiari di chi ha scelto di indossare l’uniforme e servire il Paese, in armi. Nel ricordare i sui motti, “Noi ci siamo sempre” e “Di più insieme”, l’Esercito augura all’Italia e agli italiani un 2021 di rilancio per tutti”. Dicevamo, nell’introduzione al comunicato, di cui sopra, che troppo poco, di norma, si conosce dell’impegno, quotidiano, del nostro Esercito, in Italia e all’estero… Esercito veramente e costantemente impegnato, a fini di bene, in mille compiti, che il comunicato in tema, ha giustamente, posto in evidenza, compiti di pace e di immediato aiuto, per fare fronte ai quali, uomini e donne, in divisa, sono sempre pronti e in grado “di rispondere a eventi e a situazioni di emergenza, con una reattività di intervento, tipica di una Forza Armata, coesa e disciplinata”.

Pierantonio Braggio. 

 

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