ATTUALITA' REGIONALE | lunedì 18 gennaio 2021 14:36

ATTUALITA' REGIONALE | 26 dicembre 2020, 20:44

Imprese e digitalizzazione.

Aumento della produttività e risparmi, che vengono reinvestiti in azienda, anche per scopi sociali.

Imprese e digitalizzazione.

Da tempo, circolano le voci “digitalizzare”, “digitalizzazione” e il forte invito, a chi non l’avesse ancora fatto, a provvedervi. Non sempre, tuttavia, appare chiaro, a chi non è del mestiere, il perché di tale importante esortazione, non essendo essa riferita al solo concetto di modernizzazione dell’impresa, ma, anche alla sua stessa vita economica, in termini di risparmio. Chiaro, che non si tratta di introdurre la tecnologia, senza tenere conto dei vari settori produttivi, che, ovviamente, hanno, ciascuno, caratteristiche proprie e diverse, richiedendo, quindi, procedimenti particolari, non sostituibili, con la digitalizzazione, ma, digitalizzare, laddove è possibile, è, oggi, improcrastinabile. Investire in tecnologia, infatti, significa, abbiamo sopra appena accennato, poter trarre vantaggio economico dalla digitalizzazione e reinvestire i risparmi, dati dalla stessa, direttamente in azienda. Per quasi il 56% delle imprese è possibile: l’introduzione della digitalizzazione ha comportato o comporterà dei vantaggi economici. Il 30,4% delle imprese ha, infatti, riscontrato un risparmio immediato, dalla digitalizzazione, più evidente al Nord (Nord Est 32,5% e Nord Ovest 31,6%) rispetto al Centro Italia (28,8%) e nel Mezzogiorno (24,6%). In quasi il 15% del campione le digitalizzazioni apporteranno dei vantaggi futuri e nel 10,7% dei casi, l’eventuale risparmio non è ancora quantificabile, in quanto la digitalizzazione è appena avvenuta.  Hanno studiato l’assunto SAP Concur in collaborazione e CGIA, Mestre, in una ricerca dedicata a comprendere meglio il tema della digitalizzazione nelle medie-grandi imprese italiane, con più di 50 addetti, in un momento storico particolare, che le ha viste coinvolte nella gestione dell’emergenza sanitaria COVID-19. In particolare, si è cercato di indagare, sui risparmi, derivanti dalla digitalizzazione, per comprendere, in quale modo, tali vantaggi siano stati reinvestiti. Si tratta, comunque, sinora, di importi modesti di risparmio Ma, il 2% delle imprese ha dichiarato risparmi, per più di mezzo miliardo di euro. In particolare, riguardo alle imprese, che hanno avuto un risparmio, grazie alla digitalizzazione – scrive CGIA – in più della metà dei casi (57,2%), c’è stato un risparmio inferiore a 10 mila euro, nel 37,7% il vantaggio è compreso tra 10mila e 50 mila euro. Il resto delle frequenze si ripartisce, abbastanza similmente, negli importi più elevati, con quasi il 2%. Nell’83% dei casi, i risparmi vengono reinvestiti in azienda, in particolare: 1 su 3 (33,9%) reinvestirà, in parte, i risparmi in azienda, un altro terzo (34,4%) lo farà completamente e il 14,6% ha previsto di farlo successivamente. Al contrario, meno di 2 imprese su 10 (17,1%) utilizzeranno i risparmi per esigenze di gestione corrente, come liquidità. Considerando le aree di reinvestimento, prevalgono nettamente i nuovi investimenti in impianti, macchinari, software (40,3%). Seguono Ricerca e Sviluppo (18,4%) e formazione dei dipendenti (17,5%), nuove assunzioni (9,2%), welfare aziendale (6,5%), scelte sostenibili (5,9%) e trasformazione di contratti a tempo indeterminato (2,1%). Tra i benefit aziendali offerti prevale l’assistenza sanitaria integrativa (20,7%), rispetto al contenimento delle spese casa-lavoro, come buoni spesa e/o auto aziendale (16,1%), buoni pasto o mensa (15,6%) e smart working (15,3%). Seguono la previdenza complementare (12,1%), i congedi parentali aggiuntivi (8,4%), borse di studio e corsi di formazione (3,9%), servizi alla persona (3,9%), attività relative al tempo libero come palestre, cinema, teatri (1,8%). Chiudono altri premi (1,6%) e nido aziendale (0,7%). “Avere oltre l’80% dei casi, in cui i risparmi vengono reinvestiti in azienda, dipinge un quadro lontano dai cliché, dove, gli imprenditori non sono soltanto interessati al profitto di breve termine, ma, investono nel loro asset più importante - i dipendenti – attraverso formazione, assistenza sanitaria e buoni spesa. È un dato importante che fa ben sperare per il futuro del nostro Paese”, commenta Alessia Poletti, Senior Field Marketing Manager per Italia, Malta e Grecia, di SAP Concur. Ha provveduto al sondaggio CGIA di Mestre, tramite interviste telefoniche (sistema CATI) a 500 titolari/soci, direttori/dirigenti, quadri/funzionari di imprese con almeno 50 addetti, nelle seguenti 4 macro-aree in Italia: Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole. L'indagine è stata condotta tra giugno e luglio 2020. Il campione analizzato è, per il 56%, quadro/funzionario d’azienda, per il 27% direttore generale/dirigente/manager, e, per il 17%, titolare/socio. Il mercato delle aziende, prese in esame, è per il 35,9% esclusivamente italiano, mentre il restante 64,1% lavora anche all’estero. Il fatturato delle aziende, prese come campione, è per il 46,3% tra i 10 e i 50 milioni di euro, il 33,6% fattura tra i 5 e i 10 milioni di euro, l’11,3% oltre 50 milioni di euro e l’8,8% meno di 5 milioni di euro. Le aziende analizzate lavorano n ei settori: manifatturiero (70,6%), servizi alle imprese (8,6%), commercio (5,6%), servizi alle persone (4,6%), trasporti (4,3%), edilizia (3,9%) e utility (2,3%). Un ricerca e risultati della stessa importanti e tali da dovere essere presi in seria considerazione, perché non solo apportatori di modernizzazione, nel processo produttivo, ma, anche, perché permettono, indirettamente e, in buona parte, di volgere maggiore attenzione al lato sociale.
Pierantonio Braggio

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