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FIERE ED EVENTI | 19 dicembre 2020, 22:27

Premio Giornalistico Nazionale “Natale UCSI 2020” alla memoria di Giuseppe Faccincani

Il presidente di Giuria don Bruno Cescon: «Premiati anche articoli e servizi che hanno messo in luce l’aspetto più umano, solidale, affettivo ed emotivo della pandemia. Segno di una informazione corretta, seria, documentata»

Premio Giornalistico Nazionale “Natale UCSI 2020” alla memoria di Giuseppe Faccincani



Commovente la testimonianza di Luigi Accattoli: «per raccontare il bene ci vogliono cuore puro e sguardo limpido».
 

Verona, 19.12.2020 – La pandemia non ha fermato il Premio Natale Ucsi, premio giornalistico nazionale promosso dall’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana), sezione di Verona, che anche quest’anno ha attratto 154 candidature da tutta Italia. Questa mattina, nella Sala Blu di Palazzo Barbieri, pur in forma ristretta e nel rispetto delle procedure anti-Covid, si è svolta la cerimonia di premiazione.
I vincitori della XXVI edizione, premiati in videocollegamento, sono stati: Emanuele Roncalli de L’Eco di Bergamo (Premio Ucsi-Fondazione Cattolica alla Stampa), Anna Maria Cremonini della Tgr Rai Emilia Romagna (Premio Ucsi-Fondazione Cattolica alla Tv), Cristina Carpinelli di Radio24 (Premio Ucsi-Fondazione Cattolica alla Radio), Felice Florio della testata web Open.online (premio speciale Targa Athesis), Linda Marino, del settimanale F (premio speciale Il Genio della donna-Fondazione Banca Popolare di Verona), e Luigi Accattoli (premio speciale della Giuria “Giornalisti e società: la professione giornalistica al servizio dell’uomo”), giornalista vaticanista, autore di tre antologie intitolate Cerco fatti di Vangelo, che oggi sul suo blog www.luigiaccattoli.it raccoglie “Storie di pandemia”.
Assegnate anche tre menzioni, andate a Mariangela Bonfanti, Elena Miglioli e Maura Bertanzon.
«I media sono lo specchio della nostra società, ed è per questo che molti contributi candidati a questa edizione non hanno potuto prescindere dall’emergenza sanitaria che ci attanaglia da inizio 2020, e che ci impedisce di lavorare con la consueta serenità», ha commentato in streaming il presidente della Giuria del Premio don Bruno Cescon, attestando l’eccellente qualità di tutti i servizi pervenuti. «La pandemia di per sé non è certo un bene, ma ci spinge ancora una volta a interrogarci sul senso della vita e della morte, sulla precarietà dell’essere umano. I lavori candidati, infatti, più che cavalcare la notizia del terribile flagello, ne hanno messo in luce l’aspetto più umano, solidale, affettivo e anche emotivo. Pertanto, anche quest’anno, abbiamo premiato l’informazione corretta, seria, documentata». Un’occasione di bilanci anche per l’iniziativa culturale nata in riva all’Adige. «Abbiamo constatato - ha proseguito Cescon - che sono aumentate le informazioni, ma forse non l’informazione. Il nostro premio, si inserisce dunque in questa grande corsa dei sistemi di comunicazione, vecchi e nuovi, di informare sulla valanga di avvenimenti che si stanno susseguendo a livello mondiale, senza lasciarsi da essi travolgere».
«Nel nuovo scenario segnato dal Covid, abbiamo sentito esperti che hanno detto di tutto e il contrario di tutto», ha quindi rimarcato Federico Sboarina,  sindaco di Verona, introdotto da Stefano Filippi, presidente dell’Ucsi Verona.  «Io stesso ho dovuto modificare la mia comunicazione istituzionale, per non ingenerare il panico. Mai come ora c’è davvero bisogno di dare messaggi di positività E io ringrazio i premiati per aver saputo fare questo anche in tempo di “guerra”».
«In tempi segnati da una pandemia che sembra precludere il futuro, questo tipo di giornalismo va premiato perché controcorrente: racconta il positivo che continua ad essere presente, conforta e dà speranza – ha detto Adriano Tomba, segretario generale di Fondazione Cattolica Assicurazioni, sostenitrice del Premio Natale Ucsi fin dalla prima edizione -. Il “bene” è presente nel mondo ma è discreto, si fa vedere e sentire poco. Per coglierlo occorre comprendere la realtà nel suo significato. Una volta scoperto e svelato riempie la vita e stimola a ricercarlo sempre più. Dedicare le proprie energie al Bene è in fondo il vero investimento di una comunità che guarda al futuro».
Presenti anche Maurizio Marino, presidente di Fondazione Banca Popolare di Verona e Luca Mantovani, caporedattore de l’Arena, che nel recare il saluto dell’amministratore delegato del Gruppo editoriale Athesis, Matteo Montan, ha spiegato: «Come gruppo editoriale il nostro impegno è stato quello di fare soprattutto una informazione di servizio. E in occasione del Natale abbiamo intenzione di portare delle pagine di storie “positive”».
In videomessaggio, monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona, ha auspicato che «tutti coloro che si ispirano al Vangelo portino il senso dell’incarnazione, e cioè la fedeltà ai fatti. Stiano con i piedi ben impiantati nella storia dell’uomo, ma sempre intravvedendo in ogni evento quel frammento di luce e di bontà che è in ciascuna persona. Cristo è venuto nel Natale per umanizzare l’umanità. Un compito grandioso, affidato a tutti noi, soprattutto a chi pratica l’arte dello scrivere». E nello specifico ai giornalisti dell’Ucsi ha detto: «Il giornalista cattolico è colui che oltre a quello della Natività coglie anche il mistero pasquale, partecipando dell’immensa sofferenza del genere umano, comunque si manifesti. Descrivendola e rendendola viva. Ma sempre con una apertura alla speranza».
Da remoto sono giunti anche i saluti di Lucio Bussi, consigliere dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, e di Gianluca Amadori, presidente dell’Ordine Giornalisti del Veneto (ordini patrocinatori del Premio), che ha lodato l’impegno di Ucsi Verona, «in una fase difficile come questa, nel corso della quale l'informazione sta vivendo cambiamento epocali, ancora più indispensabile». E rivolgendosi al primo cittadino scaligero ha osservato: «Vero che, talvolta, ci sono eccessi che riguardano anche l'informazione professionale, ma nel complesso in giornalisti hanno garantito ai cittadini un'informazione completa e corretta, nonostante le difficoltà con cui sono costretti a lavorare e un contesto ancor più difficile, nel quale le certezze scientifiche sono poche e i primi a dare messaggi contraddittori e allarmistici sono i rappresentanti politici, molti dei quali interessati ad ottenere un ritorno di voti dalle emergenze. L'informazione veneta riesce a tenere la barra dritta, grazie alle professionalità e ad un impegno quotidiano».
Quindi il conferimento a distanza dei riconoscimenti, con la recita delle motivazioni. Particolarmente toccante la testimonianza di Luigi Accattoli, Premio speciale Giornalisti e Società 2020: «Ho fatto 17 giorni in ospedale per la polmonite da Covid, avevo perso completamente la capacità di parlare, ora sto recuperando - ha dichiarato, con un filo di voce -. Fin dal marzo scorso ho immaginato che mi sarei dovuto occupare delle storie di pandemia, con lo stesso spirito con cui, per molti anni, ho seguito i “fatti di Vangelo”. In questa stagione straordinaria di bene e di male, mi era infatti sembrato necessario un cuore puro e uno sguardo limpido, per cogliere manifestazioni di bene che non avevano precedenti, che erano specifiche di una situazione drammatica. E le ho raccolte nel mio blog, per un totale di 60, mirando a quelle che avevano un elemento testimoniale più vivo, tra cui i messaggi che alcune delle persone morte hanno lasciato, tenendo conto che la grande maggioranza non ha potuto farlo».

PREMIATI E MOTIVAZIONI
Premio Ucsi - Fondazione Cattolica alla STAMPA: Emanuele Roncalli, caposervizio della redazione Cultura de L’Eco di Bergamo, per l’articolo «Io, supertestimone del delitto Livatino sono morto assieme al giovane giudice». Intervista esclusiva al testimone chiave del tragico assassinio: un uomo che, per onorare la giustizia, ha rinunciato persino alla propria “vita” e ai propri affetti, cambiando identità e residenza.
***Menzione speciale a Elena Miglioli, autrice dell’articolo «Il tempo del silenzio: nasce il linguaggio degli sguardi», pubblicato su Mantova Salute.

Premio Ucsi - Fondazione Cattolica alla TELEVISIONE: Anna Maria Cremonini, per il servizio «Attraverso una carezza», andato in onda nel programma Buongiorno Regione del Tgr Rai - Emilia Romagna: ritratto di un’infermiera che, a causa della pandemia, si trova a stravolgere il proprio stesso lavoro, e decide di portare in corsia carezze che infondono speranza, ma anche il dono dell’Eucarestia, a significare che “Dio non lascia da solo nessuno”.
***Menzione speciale alla veronese Mariangela Bonfanti di Telenuovo, autrice di un servizio sui «medici clown, dispensatori di sorrisi che alleviano la sofferenza presente, aprendo a un futuro più sereno», andato in onda per il settimanale di informazione Il bene di vivere.

Premio Ucsi – Fondazione Cattolica alla RADIO: Cristina Carpinelli di Radio24, per il servizio «All’ombra di un melograno», una storia che racconta il dolore dei bambini in cura nel reparto di oncologia pediatrica di Borgo Trento (Verona) attraverso gli occhi delle loro famiglie, che grazie al progetto di una casa di ospitalità messo in piedi da alcuni genitori, oggi possono dare ai propri figli una maggior dignità anche nella sofferenza.

Premio speciale TARGA ATHESIS: Felice Florio di Open - Il giornale di Enrico Mentana, che nel servizio online dal titolo «Coronavirus. L’epidemia, il dolore, la morte. Dove si nasconde Dio?», fa propria una domanda di molti, una questione complessa, raccontata con delicatezza e profondità.

Premio speciale IL GENIO DELLA DONNA-Fondazione Banca Popolare di Verona: Linda Marino, del settimanale F, che nel servizio «La voglia di aiutare è più forte della paura» raccoglie sei giovani storie di ardimento, dedizione, vicinanza tutta femminile. «Per scoprirsi più grati per ciò che si ha adesso», motiva la giuria.
*** Menzione per Maura Bertanzon della Tgr Rai Veneto, autrice di un servizio tv trasmesso dal programma della Tgr Il Settimanale, su una giovane di Murano, che sdoganando un’arte millenaria quale quella del vetraio dall’esclusiva maschile, segna una svolta storica, diventando simbolo di riscatto per tanti ragazzi della sua età.

Premio GIORNALISTI E SOCIETÀ della CET-Conferenza Episcopale del Triveneto:  Luigi Accattoli. Giornalista vaticanista prima di Repubblica poi del Corriere della Sera, racconta la vita della Chiesa e del Vaticano e, inoltre, colleziona “fatti di Vangelo” (esperienze di italiani dei nostri giorni che egli definisce «direttamente ispirate alle beatitudini e all’esempio di Gesù»), raccolti in alcuni libri. In questi mesi sul suo blog Accattoli ha cominciato a raccogliere anche “storie di pandemia”, testimoniando come da un male possa sempre rifiorire il bene.



Il Premio Natale Ucsi nasce dall’idea di un gruppo di amici, affermati giornalisti del territorio scaligero, aderenti all’U.C.S.I. (Unione Cattolica Stampa Italiana) di Verona, quale riconoscimento del valore di notizia anche alla “cronaca del bene”, incontrando subito il sostegno dell’Ufficio regionale delle comunicazioni sociali delle Conferenza Episcopale Triveneta e di Fondazione Cattolica Assicurazioni.
Negli anni abbracciano l’iniziativa anche altre istituzioni locali e non, fino al patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, che nel 2013 lo eleva a Riconoscimento “pienamente” nazionale.
Dopo la scomparsa, nel 1997, del giornalista Giuseppe Faccincani, il “profe” de L’Arena, il Premio (dedicato a giornalisti e reporter di carta stampata, online, TV e Radio, che attraverso i propri articoli/servizi testimoniano i valori della solidarietà, integrazione sociale, convivenza civile, fratellanza, attenzione verso il prossimo, difesa dei diritti e della dignità umana), viene  rinnovato alla sua memoria.  Fu per altro proprio lui a sostenere l’idea del premio lanciata da Gianfranco Tommasi, veterano dell’Ucsi di Verona.

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