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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 10 dicembre 2020, 21:38

Studi, sulla “vite” e sul suo territorio nel veronese.

Vigneto e bosco, in simbiosi, nelle Unità geografiche del Soave. Durante il 2020, mappate, tutte le aree boschive, a conferma della grande biodiversità e sostenibilità della denominazione.

Studi, sulla “vite” e sul suo territorio nel veronese.


“Caratterizzazione degli ecosistemi forestali delle Unità geografiche aggiuntive di Soave” è la denominazione del progetto del Consorzio Tutela Vini Soave che, in collaborazione con la World BiodiversityAssociationonlus e con lo studente Andrea Laperni,laureando di Tecnologie Forestali e Ambientali, presso l’Università di Padova,ha permesso di mappare, attraverso moderni criteri di cartografia, l’intera superficie boschiva del comprensorio del Soave. Un risultato importante, tenendo conto cheboschi e foreste giocano un ruolo fondamentale, in fatto di tutela della biodiversità e dicontenimento del rischio idrogeologico, non dimenticando che il territorio è fonte di reddito, per il viticoltore. Boschi e foreste fungono, spesso, da barriera contro i parassiti e producono effetti mitiganti, sul microclima locale. Conoscere, quindi, l’estensione e la composizione, nel suo complesso, del territorio, permette, non solo di conservarlo e di gestirlo, in maniera razionale, ma, anche di spiegare alcune differenze organolettiche, che presentano i vini. La discontinuità, data da aree boscate, siepi e prati aridi,può favorire, inoltre, il controllo dei parassiti dei vigneti,a cura di numerosi predatori naturali, presenti nell’ecosistema,facendo del bosco una sorta di elementoprotettivo del vigneto.Il contenuto della ricerca in tema, durata un anno, è stato anticipato nel libro “Soave Terroir”, recentemente uscito. Le aree boschive, presenti nelle singole Unità geografiche aggiuntive sono state inizialmente individuate e misurate, con foto satellitari e con un software cartografico. Si è proceduto, quindi, ad un vero e proprio inventario forestale, mediante indagini. sul campo, registrando le informazioni necessarie alla realizzazione del database. Il quale, consultabile e modificabile, contiene informazioni, legate alle caratteristiche della singola area boscata (posizione, pendenza, esposizione, quota media, ecc.), dati geo-pedologici, e i principali parametri forestali (struttura, composizione, densità e forma di governo). Le formazioni boschive sono state catalogate (querceti, faggeti,..) e la mappatura è stata completata, con schede di rilievo, per ogni singola area e con elaborazione cartografica. Disponiamo, dunque, di un vero e proprio inventario forestale, che permetterà, in futuro, il monitoraggio dello sviluppo dei boschi, rilevando, periodicamente, eventuali contrazioni o espansioni della copertura boschiva, e modificazioni, nella composizione dei popolamenti, anche in relazione ai cambiamenti climatici in atto. «Un lavoro estremamente prezioso, quello effettuato da WBA e da Andrea Laperni – dice Sandro Gini, presidente del Consorzio del Soave.– Da sempre, il Soave ha lavorato, per studiare e incentivare la preservazione del suo paesaggio, attraverso uno studio puntuale dell’ambiente, scelta premiata anche dalla FAO, nel 2018. Quello del Soave, è un territorio, che lavora, tutto insieme, per la sostenibilità, non solo, per il numero sempre crescente di aziende, che si stanno convertendo all’agricoltura biologica, ma anche, e soprattutto, per le scelte consapevoli dei nostri viticoltori, a partire dalle certificazioni di sostenibilità o dai progetti, sulla confusione sessuale, che comprendono grandi areali del nostro territorio. Lavoreremo, per crescere sempre di più, in questa direzione, consapevoli della responsabilità di essere i custodi del nostro territorio». Soave dispone, ora, di un lavoro di consultazione e di ulteriore studio, di pregio, atto a proseguire, con ulteriori ricerche, per una sempre maggiore qualità del vino e per la conoscenza delle sue caratteristiche.

Pierantonio Braggio

 

 

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