ATTUALITA' REGIONALE | giovedì 03 dicembre 2020 02:31

ATTUALITA' REGIONALE | 21 novembre 2020, 10:14

In Veneto, il test “fai.da.te”, per individuare, in 2-3 minuti, il virus.

Parte la sperimentazione nelle microbiologie, che durerà circa un mese. L’iniziativa, presentata, dal presidente, Luca Zaia.

In Veneto, il test “fai.da.te”, per individuare, in 2-3 minuti, il virus.

Dopo essere stato precursore in Italia del test rapido antigenico, per l’individuazione del Covid-19, ora largamente diffuso in tutta Italia, il Veneto lancia una nuova sfida: sperimentare e accompagnare alla validazione dell’Istituto Superiore di Sanità, un nuovo, “rivoluzionario”, tampone, eseguibile in autosomministrazione, chiamato, per semplicità, “fai-da-te”. La novità, in anteprima assoluta per l’Italia, è stata presentata oggi nel corso del briefing sull’andamento dell’epidemia da Covid-19 in Veneto, tenutosi presso la sede della Protezione civile regionale, dal Presidente della Regione, Luca Zaia, affiancato dal dottor Roberto Rigoli, coordinatore delle 14 microbiologie venete e vicepresidente dei microbiologi italiani. Su questo test di autodiagnosi, il Veneto – segnala il comunicato del 16 novembre di Regione Veneto –  avvierà, in tempi rapidissimi, la sperimentazione, per verificarne la effettiva validità scientifica. Al termine del percorso, qualora i risultati in parallelo con i tamponi molecolari ne dimostrassero l’efficacia, sarà quindi avanzata richiesta di validazione alle competenti autorità scientifiche nazionali. “Quando lanciammo il test rapido antigenico” – ha ricordato Zaia – “fummo considerati dei visionari, e lo stesso potrà accadere con il fai-da-te, ma partiamo con la sperimentazione, convinti di poter raggiungere risultati positivi, primo perché, con Rigoli, ci stiamo ragionando da tempo, e, secondo, perché, come nel caso dei rapidi, si stanno facendo le cose molto bene, con precisione, dedizione, attenzione ai minimi particolari. Quando la cosa andrà in porto, sarà una rivoluzione storica, in una battaglia, che il 21 febbraio, scorso cominciammo, al buio più completo. In tempi non lunghi, ognuno potrà farsi il test da solo, con modalità semplicissime, sapere qual è la sua condizione e, in caso di positività, rivolgersi al sistema sanitario, per essere preso in carico e assistito a dovere. Una piccola busta, con le istruzioni per l’uso, contiene un tamponcino, una provetta, con il reagente, e una saponetta (simile a quelle dei test per la gravidanza) – il costo alla produzione del nuovo kit si aggira sui 3.-€ circa l’uno. Si inserisce il tamponcino, in entrambe le narici, non troppo in profondità, roteandolo, per cinque volte, a narice. Una volta compiuta questa operazione, il tampone andrà introdotto nella provetta, contenente il reagente, che andrà chiusa, dopo pochi secondi. Il contenuto della provetta dovrà quindi essere versato (solo 4 gocce) sulla saponetta che, in pochi secondi, darà l’esito. Tutta l’operazione dura da 2 a 3 minuti. Il dr. Rigoli: “Il merito, se tutto andrà bene, sarà di tanti colleghi e dei loro team, che stanno dando tutti sé stessi, ognuno alla guida del suo reparto”. La sperimentazione viaggerà in parallelo tra più microbiologie del Veneto: Mestre, Vicenza, Padova, Santorso e Treviso. In ognuna di queste sedi verranno effettuati 200 tamponi “fai-da-te”, in doppio confronto, con il tradizionale molecolare, verificandone il tasso di corrispondenza dell’esito. Le categorie prescelte sono pazienti testati, nei Pronto Soccorso e operatori del sistema sanitario. “Il testing, in Veneto, durerà circa un mese” – ha specificato Rigoli – “poi, prima della diffusione nelle farmacie, bisognerà attendere la validazione nazionale”. Buona volontà ed impegno, nel campo scientifico e della ricerca, procedono, con forza quasi superiore a quella di un virus, che dobbiamo combattere, in ogni modo, anche rispettando le normative, che prevedono “mascherina” e dovute “distanze”.

Pierantonio Braggio

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore