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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 14 novembre 2020, 00:21

“Magna Biblioteca Capitolare di Verona - Con giubilo, lo splendore di alcuni codici” è il titolo del nuovo lavoro di Lucia Beltrame Menini, Verona.

L’Autrice fa conoscere ai veronesi e traduce, nel suo dialetto, il carme “Versus de Verona” o “Ritmo pipiniano”.

“Magna Biblioteca Capitolare di Verona - Con giubilo, lo splendore di alcuni codici” è il titolo del nuovo lavoro di Lucia Beltrame Menini, Verona.

Già nota scrittrice, sia in lingua italiana, che in dialetto del Basso Veronese, al punto di avere pubblicato non meno di ventuno opere informative su tradizioni e storia della sua terra – San Pietro di Morubio e Verona – Lucia Beltrame Menini ha dedicato il tempo libero dei mesi scorsi, impostole dal confinamento, dovuto al Corona virus, allo studio d’importanti codici, onore e vanto della Biblioteca Capitolare e di Verona stessa. Ne è derivata la magnifica opera “Magna Biblioteca Capitolare di Verona - Con giubilo, lo splendore di alcuni codici”, 77 pp., 39 fotografie, copertina lavabile, Fratelli Corradin Editori, Urbana, Padova, 2020. Idea iniziale di Beltrame Menini era di tradurre nel dialetto di San Pietro di Morubio, il suo, quindi, qualche testo antico, in lingua latina, onde rimanesse traccia, almeno d’un codice, anche in tale madrelingua. La cosa è riuscita ottimamente, andando, tuttavia, ben oltre l’iniziale intento della Studiosa…, la quale, del resto, già aveva tradotto, nel suo dialetto, Il piccolo principe di Antoine de Saint Exupéry. L’attenzione di Lucia è caduta, particolarmente, sul “Versus de Verona”, che, in trentanove strofe, più un verso finale, nel suo originale, è in lingua latina, e che la Scrittrice propone, nel suo lavoro, oltre che in italiano, appunto, anche nel suo dialetto, sotto il titolo “Vèrsi par Verona”. Questo, com’era, alla base della sua iniziale progetto, che, tuttavia, non prevedeva quanto, poi, Beltrame ha saputo sapientemente aggiungere, sempre in tema di “Versus”, in fatto di note esplicative, a tale prezioso carme, soprattutto, riguardanti i personaggi – Beltrami Menini li evidenzia tutti quaranta – che l’estensore del “Versus” ha nominato, nei suoi latini versi. Note esplicative importantissime e di dettagliato contenuto, che sono grande storia, grande cultura e alto contributo a meglio capire il messaggio del “Versus” stesso. Non bastando, parlare di strofe, Lucia Beltrame Menini evidenzia, in ordine al “Versus de Verona” o “Veronae rytmica descriptio”, segnala che esso: “… è una composizione poetica della fine del secolo VIII, in onore della città di Verona, della quale autore è, forse, l’arcidiacono Pacifico (776-778 – 845) o, forse, un monaco benedettino zenoniano, che aveva, come modello, il testo Laudes Mediolanensis civitatis o Versum de Mediolano civitate, steso, in precedenza, al tempo del longobardo re Liutprando (712-744) e del vescovo milanese Teodoro II (725-739)”. “Si potrebbe anche ipotizzare” – continua Beltrame Menini – “che l’autore sia stato un poeta dello Scrittorio Capitolare. La Descriptio è stata composta subito dopo il periodo, in cui era stato vescovo Annone (750-760), quando a Verona, regnavano i longobardi Desiderio (754-774) e, quindi, il figlio Adelchi”. L’opera di Beltrame Menini è di grande importanza, perché fa conoscere, indirettamente, anche la storia della Chiesa veronese, oltre a quella civile ed umanistica, ed è chiamata anche Ritmo pipiniano, perché composta, probabilmente, in onore di Pipino (777-810), figlio di Carlo Magno e re d’Italia e di Verona, dopo la vittoria sugli Àvari (796), che minacciavano d’invadere il Friuli… Certo, per avere una visione completa del lavoro, in tema, bisogna assolutamente leggerlo e meditarlo, essendo esso fonte di dati su Verona antica. Un “Versus de Verona”, che, nell’opera di Lucia, è accompagnato da altri interessanti temi…, quali la “Civitas veronensis depicta” o “Iconografia rateriana” e “Il Velo di Classe”, ulteriori due gioielli, custoditi nella “Capitoiare” veronese. Circa l’Iconografia, Beltrame Menini segnala, fra l’altro, che trattasi della “più antica e preziosa immagine della città di Verona dell’Alto Medioevo, una pergamena dipinta, fatta realizzare dal vescovo Raterio di Liegi (890-973), dopo avere lasciato Verona, per l’abbazia benedettina di Lobbes, Belgio”. La straordinaria iconografia è un duplicato autenticato del testo originale dell’abate di Lobbes, Teodulfo, eseguito, su richiesta del letterato, erudito e collezionista veronese, Scipione Maffei (1675-1755). L’Iconografia lasciata alla Capitolare dal Maffei stesso. Anche, per questo eccezionale assunto, va attentamente letto il nuovo libro di Lucia Beltrame Menini, testo, intervallato e reso sorridente da meravigliose riproduzioni, peraltro, ottimamente spiegate. Il Velo di Classe è un prezioso drappo, fatto eseguire dal citato vescovo Annone, “a corredo ed onore” dei corpi recuperati dei due Santi, Fermo e Rustico, martirizzati dopo l’anno 250, sotto l’imperatore romano Valeriano, e ai quali è dedicata la basilica di San Fermo, in Verona, L’Autrice si sofferma sul “Velo”, non a caso, ma, perché dei due Martiri, per onorare i quali, come cennato, esso fu prodotto, parla il “Versus” stesso – vedi, alle pp. 30 e 32, le note 30, 31 e 32, poste, con mirabile attenzione, da Lucia – mentre la preziosa pianeta, formata da tre ampie fasce, in fili d’oro e di seta, è conservata presso il Museo Nazionale di Ravenna. Il Velo è detto “di Classe”, in quanto, inizialmente, era custodito, nella Basilica di Sant’Apollinare in Classe, Ravenna, città d’origine romana, denominata, appunto, in latino, “Classis”, con i sgnificato di “flotta militare” e, quindi, di “porto”. Un lavoro, dunque, d’alto livello, quello di Lucia Beltrame Menini, che pone, in viva luce, storia e dati, ben difficilmente a conoscenza dei più, nonché il settore “dialetto”, che, pur lingua locale, anche con questo ulteriore contributo, rimarrà vivo nelle pagine dell’Autrice. Pagine, che, riassumendo, per offrire una visione globale dell’opera, propongono le seguenti parti: Presentazione di Claudia Adami; La Biblioteca Capitolare; Versus de Verona o Ritmo papiniano – come dicevamo: in originale latino, in italiano e nel dialetto basso-veronese; Note al carme “Versus de Verona”; Iconografia rateriana – la più antica veduta di Verona; Note all’Iconografia rateriana; Il “Velo di Classe”; Post Scriptum (da parte dell’Autrice) e Bibliografia.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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