ECONOMIA VERONESE e VENETA | giovedì 03 dicembre 2020 01:13

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 14 novembre 2020, 00:26

Comune di Verona e rigenerazione della città.

La Variante 29 o Variante Sboarina, per lo sviluppo urbanistico, entro il 2030, attraverso il recupero di spazi dismessi ed abbandonati e evitando il consumo del suolo.

Comune di Verona e rigenerazione della città.

L’Attuale Amministrazione comunale sta ridando vita a 3 milioni e mezzo di metri quadrati di aree dismesse e inutilizzate – suoli ed edifici – oggi in stato di abbandono e di degrado, ma, dotate di grandi potenzialità, per il contesto, in cui sono inserite. Spiega il tutto, nella sua completezza, il seguente comunicato del Comune di Verona, datato 11.11.2020: “Ex Officine Galtarossa, ma, anche, ex Manifattura Tabacchi, la Gallerie Mercatali ed Adige Docks, sono tutti esempi del nuovo ciclo urbanistico, avviato, con coraggio, dall'Amministrazione, e già condiviso, da molti privati, che hanno colto la sfida, nonostante il difficile contesto causato dalla pandemia. Con la nuova Variante, la citata Variante 29, si apre l'importante partita dei bandi, per la raccolta di Manifestazioni di interesse: l'obiettivo è raccogliere la disponibilità di soggetti privati o pubblici a intraprendere interventi di riqualificazione urbana, ambientale ed edilizia, o azioni di riuso temporaneo. Tutti gli immobili e le aree segnalate saranno inseriti in un'apposita mappa e, nel momento, in cui partirà la fase istruttoria, potranno accedere ad una serie di incentivi e agevolazioni, onde il processo di rigenerazione possa avviarsi, in tempi certi e rapidi. Il Bando per le Manifestazioni di interesse si articola in quattro tipologie di avvisi. Il primo prevede la riqualificazione urbana, attraverso interventi localizzati in ambienti degradati, con possibilità di trasferimenti volumetrici nel rispetto del PAT, andando a lavorare, all’interno di un’urbanizzazione consolidata. Si prevede infatti di riusare lo spazio, creando nuovi luoghi efficienti, sotto tutti i punti di vista ambientali, con lo scopo di incentivare anche la socialità. Il secondo interviene sulle aree, soggette a degrado ambientale, e, quindi, su capannoni, magari di ambito agricolo o pericolosi, per la salute pubblica, che si vogliono demolire, rinaturalizzare, prendere in credito edilizio, spostando la volumetria, in altre parti, sempre all'interno del consolidato, dando così un giovamento all’ambiente. Il terzo prevede un riuso temporaneo di tre anni, prorogabile a cinque, di edifici dismessi o inutilizzati, riattivando così i luoghi, creando nuovi luoghi di aggregazione, coinvolgendo risorse culturali e associative, per stabilire nuovi spazi di vita, di lavoro, di studio e di svago. Gli edifici possono essere localizzati su tutto il territorio comunale, ad eccezione della zona agricola. Il quarto riguarda invece la segnalazione di ambiti di degrado, con i cittadini, che possono segnalare tutti quei luogo, che sono soggetti a problemi di decadimento, dal punto di vista urbano, sociale, architettonico e ambientale. Le Manifestazioni di interesse si raccolgono, a partire dal 17 novembre fino a Natale. Ex Officine Galtarossa: si tratta di un'area di 20 mila metri quadrati, di cui 18 mila, coperti, distribuiti, su sei edifici, alcuni dei quali già riqualificati e in uso. L'attenzione della proprietà, la società EO-Magis, Verona, si concentra, ora, sulla palazzina adibita, a suo tempo, a mensa e spazi accessori per tutti i dipendenti delle ex Officine Galtarossa. I professionisti incaricati stanno predisponendo lo studio di fattibilità. L'idea è di creare uno spazio dedicato al lavoro flessibile, coinvolgendo altri attori del panorama cittadino. Proprio qui, stamattina, il sindaco, Federico Sboarina, e l'assessore alla Pianificazione urbanistica, Ilaria Segala hanno illustrato la filosofia della Variante 29, detta anche variante Sboarina, e annunciato la pubblicazione del Bando per la raccolta delle ;anifestazioni di interesse. Era presente Andrea Pernigo, della società EO-Magis, come cennato, proprietaria dell'area. "Questa è la Variante del riscatto delle aree degradate e abbandonate - ha detto il sindaco -, che tornano a vivere, rigenerando intere zone e quartieri cittadini. Ma è anche la Variante del coraggio, quello di un'Amministrazione, che porta avanti le proprie scelte e non si ferma, nemmeno in un periodo particolare e difficile, come questo. Solo un cieco non vede che Verona sta cambiando volto, grazie ad un nuovo ciclo urbanistico, che rigenererà spazi industriali, che hanno fatto la storia della nostra città, per poi cadere nel declino negli ultimi decenni. Non è un caso, se oggi siamo qui, alle ex Officine Galtarossa, non solo luogo simbolo della nostra storia industriale, ma è anche esempio perfetto degli obiettivi, che perseguiamo con il nuovo documento urbanistico. Qui c'è il passato, il presente, ma, soprattutto, il futuro di una città, che va avanti con progetti innovativi e che resteranno nella storia. Penso all'area dell'ex Scalo Merci, dove sorgerà il Central Park cittadino: è la madre di tutte le rigenerazioni, un progetto che non troverà mai più eguali". "E' la prima Variante urbanistica, che pianifica il consolidato, lasciando intatte le aree verdi e intervenendo solo sul costruito esistente – spiega l'assessore Segala -. A Verona sono stimate superfici di aree dismesse o degradate, per circa 3 milioni e mezzo di metri quadrati: è qui che vogliamo intervenire, con il contributo di privati e di enti pubblici. Ma, anche i cittadini hanno un ruolo fondamentale, perché possono segnalare la presenza, su tutto il territorio, di aree da recuperare, da un punto di vista sociale, del degrado e della sicurezza. Per agevolare il processo di rigenerazione urbana, nel suo complesso, abbiamo previsto una serie di agevolazioni, in fase di istruttoria, dal cambio di destinazione d'uso, al passaggio dei crediti edilizi, su aree diverse da quelle segnalate. E' una nuova filosofia di pianificare la città, che tiene conto di una serie di indicatori, a cominciare da quegli elementi, che riteniamo fondamentali e qualificanti, per il territorio e per i suoi abitanti". Grande progetto, quindi, quello sopra descritto, destinato a trasformare luoghi dismessi e un tempo produttivi in luoghi generativi, progetto, che disegna la Verona futura, con spazi rinnovati e portati a nuova vita e creatori di nuova utilità per il sociale, non dimenticando l’esigenza di limitare al massimo il consumo del suolo, utilizzando il già costruito, e mai trascurando, al tempo, l’esigenza di aree verdi e, quindi, della tutela dell’ambiente, a giovamento della cittadinanza.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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