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ATTUALITA' REGIONALE | 09 novembre 2020, 09:54

Crediveneto: una storia complicata in una lettera

Riceviamo e riteniamo doveroso dare notizia di questa lettera scritta col cuore da un protagonista della vicenda . Questa vicenda, come altre accadute con altre motivazioni , hanno lasciato increduli e stupiti molti risparmiatori. La sintesi: le grandi banche del Veneto non ci sono più. AVV. FRANCESCO SALVATORE

Crediveneto:  una storia complicata  in una lettera

Egregio Prof. Maurizio,

quella che intendo sottoporre alla sua attenzione è la sorte di una Banca di Credito Cooperativo , Crediveneto nata piùdi un secolo fa , precisamente il 24 agosto 1892. Una banca sorta dalla fusione di altre realtà di Credito Cooperativo più piccole che, anche grazie all’impegno e alla solidarietà dei suoi soci, membri delle comunità locali delle province di Mantova, Verona, Vicenza e Padova è cresciuta, contribuendo così allo sviluppo e alla crescita dell’economia del proprio territorio e che, con un blitz di Bankitalia, è stata sottratta ai suoi soci. Proprio per comprendere cosa è successo alla nostra banca, perché, senza un minimo di informativa, senza comunicazione alcuna, senza contraddittorio è stata compiuta una scelta tanto drastica dall’Organo di Vigilanza, abbiamo costituito un comitato denominato “ Comitato per la salvaguardia dei diritti e interessi dei soci diCrediveneto”. Con esso ci proponiamo di promuovere ogni iniziativa necessaria a tutelare gli interessi dei soci e della collettività tutta, nonché di sensibilizzare l’opinione pubblica e di tutti gli organi istituzionali, perché intervengano in modo diretto e indiretto in questa vicenda. Succintamente, Crediveneto nasce nel 1999 dalla fusione tra Banca Scaligera Orientale e Cassa Rurale del Montagnanese dando origine alla Bcc Montagnanese Scaligera; successivamente nel 2001 viene acquisita per aggregazionela Cassa Rurale di Roveredo di Guà e diventa Credito Cooperativo Interprovinciale Veneto (CREDIVENETO). Negli anni, con l’apertura di una filiale all’anno raggiunge il numero di 30 filiali divenendo, con i suoi 150 mln  di attivo e circa 20 mln di capitale sociale e i suoi circa 10.000 soci, una delle più grandi e solide BCC del Veneto. Una crescita sempre supportata dal rapporto fiduciario con i suoi soci e con il tessuto economico locale. Purtroppo con il manifestarsi della crisi economica, non diversamente da tutte le altre banche nazionali, la banca subisce un importante deterioramento del credito e pur tuttavia si attesta su livelli di perdita accettabili fino a registrare persino un utile di bilancio nell’ultimo esercizio (2014). Ed è anche per questo che la liquidazione della banca decisa da Bankitalia appare incomprensibile oltre al fatto che il provvedimento è arrivato due giorni prima (il 6 maggio) di quello fissato per l’assemblea dei soci, assemblea non tenutasi, appunto, a causa del provvedimento di liquidazione, di cui è stato datosolo uno scarno comunicato sul sito di Bankitalia. Quel giorno, l’8 maggio u.s, lo ricordo bene, come fosse ora, eravamo lì, circa un migliaio di soci, sul piazzale dell’ex Perfosfati di Cerea, dove avrebbe dovuto tenersi l’assemblea, ad attendere fiduciosi che gli amministratori della nostra Banca ci illustrassero il bilancio annuale e le loro strategie per il suo rilancio. E invece ci siamo ritrovati soli, assieme ad un centinaio di dipendenti della Banca, increduli anche loro per ciò che stava accadendoe incapaci di fornirci alcuna informazione su ciò che stava accadendo. Rimanemmo per qualche ora, attendendo che o gli amministratori di Crediveneto o i liquidatori o l’organo di vigilanza, insomma che qualcuno, ci spiegasse l’accaduto e invece non si presentò nessuno. Solo più tardi e senza che ci fosse alcuna comunicazione ufficiale siamo riusciti a sapere che nel giro di poche ore la banca era stata posta in liquidazione Coatta Amministrativa. Il laconico comunicato presente sul sito di Banca d’Italia diceva: “Il 6 maggio è stato emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, su proposta della Banca d’Italia, il decreto di liquidazione coatta della BCC Crediveneto. Le attività e i rapporti con la clientela di Crediveneto sono stati rilevati da BancaSviluppo (Gruppo ICCREA). L’intervento assicura la tutela di tutti i creditori della banca, inclusi gli obbligazionisti subordinati. I clienti di Crediveneto non subiscono alcuna conseguenza da questo passaggio: gli uffici e gli sportelli sono regolarmente aperti e pienamente funzionanti; tutte le operazioni bancarie possono essere effettuate senza variazioni, ma sotto la responsabilità di Banca Sviluppo. La liquidazione di Crediveneto si è resa necessaria a causa di perdite eccezionali che hanno irrimediabilmente compromesso la situazione patrimoniale della banca

AVV. FRANCESCO SALVATORE 

 

mz

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