ECONOMIA VERONESE e VENETA | mercoledì 02 dicembre 2020 19:28

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 27 ottobre 2020, 19:28

“I luoghi della speranza”, docufilm girato a Bardolino e sul Garda veronese, nell’ottobre 2020.

L’opera del regista Enzo Dino pone in evidenza la gestione del malato oncologico, in un territorio, che sorride e crea speranza, con la collaborazione di Manuela Arcuri, Benedetta De Beni, Elena Rotari, Adriano Occulto, Jenny De Nucci, Cosima Coppola e Michele Franco.

“I luoghi della speranza”, docufilm girato a Bardolino e sul Garda veronese, nell’ottobre 2020.

Si intitola “I Luoghi della Speranza” e affronta il tema oncologico attraverso le tematiche universali dell’amicizia, dello sport e dell’amore, il docufilm drammatico, della durata di circa 80 minuti, del regista Enzo Dino, girato nell’ottobre 2020, tra Bardolino e Costermano sul Garda, con alcuni passaggi, anche a Roma e Torino. L’opera è stata presentata ufficialmente, il 26 ottobre 2020, alla presenza del sindaco di Bardolino, Lauro Sabaini. La storia – relazione medico-paziente, amicizia e speranza – prende spunto dalle vicende di Lucia Di Gruttola, bardolinese e aiuto regista, che ha combattuto la malattia e ha voluto raccontarla, attraverso il grande schermo, per dare al contenuto divulgazione scientifica, trovando, in Enzo Dino e nella casa di produzione DR Movie, gli interlocutori giusti, per realizzare l’iniziativa, patrocinata da Film Commission Piemonte e da Veneto Film Commission. Il docufilm, avente, tra i protagonisti, alcuni importanti nomi del cinema italiano, come Manuela Arcuri, Cosima Coppola, Jenny De Nucci, sarà distribuito, a gennaio 2021. «Come Amministrazione comunale, abbiamo, da subito sposato l’iniziativa e dato tutto il supporto possibile ad un progetto, che riteniamo, non solo importante dal punto di vista promozionale, ma, soprattutto, per quanto riguarda la sensibilizzazione, su un tema drammaticamente attuale, come la gestione del malato oncologico, sotto i profilo psicologico e sociale – ha evidenziato Domenica Currò, assessore alla cultura del Comune di Bardolino.– Sul fatto, che sia stato scelto Bardolino, come set per le riprese, dobbiamo ringraziare Lucia Di Gruttola, che, da concittadina, ha spinto affinché la Produzione s’innamorasse della nostra località e credo che questo primo obiettivo sia stato raggiunto». «La scelta della location è stato amore, a prima vista – ha affermato Elena Rotari, titolare di DR Movie .– La volontà di realizzare un docufilm, che trattasse un tema così delicato, doveva essere associato, anche ad un luogo, che sprigionasse positività, ottimismo e speranza. E Bardolino racchiude tutte queste caratteristiche, essenziali, per uno sviluppo ottimale della pellicola». Le riprese hanno visto la spontanea ed interessata collaborazione di numerosi bardolinesi, che si sono offerti nel ruolo di comparse e per brevi apparizioni, talché «La grande disponibilità della Produzione ha permesso a tutto il paese di sentirsi parte di questo film – ha proseguito Domenica Currò – rafforzando quel senso di comunità, che è ancora molto vivo e forte. Ricordiamo che a Bardolino abbiamo oltre 60 associazioni di volontariato, che, se rapportate al numero di abitanti, poco più di 6 mila, rende l’idea di cosa voglia dire mettersi a disposizione degli altri». Attiva, nel cast anche una bardolinese doc, Benedetta De Beni, nel ruolo di Adele, figura fondamentale nello sviluppo della storia… «Nel film si seguono parallelamente le vicende di un medico oncologo e di una farmacista, sottolineando l’importanza di unire le competenze, per dare un maggior supporto al paziente – ha concluso Elena Rotari, nel film, nel ruolo di Gaia.– Benedetta è la figura che instaura con il medico e la farmacista il rapporto più stretto e speciale, dai quali otterrà un grande aiuto, a supporto della sua situazione. Un ruolo molto importante e che, nonostante l’esordio, ha saputo gestire al meglio». Un film, comunque, dedicato al prossimo che soffre e dal grande contenuto didattico, anche per ricordare allo spettatore che c’è chi ha bisogno di noi e che la società non può dimenticarlo. Un film, inoltre, che è di grande valorizzazione del territorio.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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