ATTUALITA' REGIONALE | giovedì 03 dicembre 2020 02:19

ATTUALITA' REGIONALE | 26 ottobre 2020, 18:34

SANDRO BOTTEGA: MA IL GOVERNO CONOSCE LA SITUAZIONE GENERALE?

Sandro Bottega, a capo dell’azienda vinicola che porta il suo nome, azienda leader mondiale del settore, ha un diavolo per capello davanti alle nuove imposizioni del governo.

SANDRO BOTTEGA: MA IL GOVERNO CONOSCE LA SITUAZIONE GENERALE?

 “È probabile”, dice l’imprenditore veneto, “ che alla base della decisione di ieri da parte del Governo ci sia una sostanzialemancanza di conoscenza dellasituazione generale, come pure un’insussistenza di fondi per farfronte sia all’emergenza sanitaria, che a quella economica.Aldilà dei numeri, di cui ogni azienda conosce la specifica gravità, questo Governo sta chiedendoagli italiani di fare il sacrificio di non uscire o di uscire di meno, e al mondo delle imprese e aipubblici esercizi di pagarne il conto. Degli aiuti promessi, nemmeno la cassa integrazione è una certezza. Come può un’impresa lavorare a settimane alterne? Come può rispondere a quesiti econsegne una settimana sì e una no?Chiudere dopo le ore 18 i bar e i ristoranti (una risorsa di oltre 300.000 pubblici esercizi in Italia)significa lasciare senza lavoro circa 1 milione di persone. Inoltre l’indotto, cioè tutto quello che siconsuma al bar e al ristorante, ovvero caffè, bibite, vini (che non si bevono la mattina a pranzo edurante le ore di lavoro), cibi, accessori, oltre ai trasporti, conta almeno altrettante persone.Va inoltre considerato che imprese, bar, ristoranti, cinema, teatri, palestre hanno investito peradeguarsi alle norme antiCovid, hanno ridotto la propria capienza, non hanno ricevuto nessuncontributo e sono stati presi in giro dal cosiddetto “click day”, che oltre ai soldi ha fatto perdere
tempo al 99% delle aziende italiane, in alcuni casi dando prova di dubbia trasparenza che nessunoha voluto verificare.Non ho né la competenza scientifica né tecnica per dare dei consigli, ma è chiaro che se qualcunodeve fare dei sacrifici, questi devono essere egualmente ripartiti e non caricati solo su un compartoo su un limitato numero di persone.Inoltre il rispetto di ogni funzione sociale è fondamentale. Un imprenditore non può sentirsi dire dalViceministro dell’Economia che la realtà è cambiata e che deve cambiare lavoro oppure dalPresidente dell’INPS che è pigro.Gli aiuti devono essere erogati immediatamente, contemporaneamente al DPCM, e non annunciatiper salvare una manciata di voti”. Una protesta civile, ragionata, che Sandro Bottega sa che non approderà a nulla ma, a volte, la speranza che qualcuno capisca è l’ultima a morire.

g. naccari

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore