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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 24 ottobre 2020, 21:12

COVID, FIPE-CONFCOMMERCIO RISPONDE A BERSANI: “HA PRESO A SCHIAFFI CHI È IN DIFFICOLTA, CHIEDA SCUSA”

Continua la polemica sulle azioni da intraprendere contro il corona virus, pubblichiamo l'intervento della FIPE contro Bersani che ci pare abbia una posizione ideologica in questo caso. Non avremmo difficoltà ad ospitare una replica dell'On. Bersani Roma, 24 ottobre 2020 – “Le parole di Bersani hanno fatto più male a......

COVID, FIPE-CONFCOMMERCIO RISPONDE A BERSANI: “HA PRESO A SCHIAFFI CHI È IN DIFFICOLTA, CHIEDA SCUSA”


Roma, 24 ottobre 2020 – “Le parole di Bersani hanno fatto più male alla categoria dei ristoratori di quanto abbia fatto il coronavirus. Non tanto e non solo perché dimostrano un retro pensiero superficiale e falso, ma soprattutto perché nascondono la voglia di una certa politica di dividere tra imprese di serie A, che meritano di essere salvate, e imprese che possono essere lasciate morire.
Non intendiamo accettare questa logica vergognosa e pretendiamo le scuse pubbliche immediate da parte dell’ex ministro Bersani che, è bene non dimenticarlo, con le sue riforme ha contribuito a penalizzare le realtà più piccole, cambiando il volto dei centri storici delle nostre città”.
Così Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe Confcommercio – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi risponde a Pier Luigi Bersani che, durante una trasmissione televisiva, giovedì aveva accusato i ristoratori di evadere il fisco.
“Bersani si dovrebbe scusare per queste parole, pronunciate in un momento in cui ci sono 400mila lavoratori dei pubblici esercizi a casa in cassa integrazione e il rischio concreto che entro fine anno muoiano 50mila imprese – aggiunge Cursano -. Non per colpa del virus, ma per la mancanza di un’adeguata copertura finanziaria necessaria a compensare le perdite delle imprese. Perché una cosa deve essere chiara: il governo ha il diritto di attivare le restrizioni che ritiene necessarie, ma non quello di scaricare i costi solo sui privati”.
“Il settore dei pubblici esercizi, in barba ai luoghi comuni di Bersani – conclude Cursano -, ha contribuito a tenere in piedi il sistema fiscale del Paese e ora chiediamo solo che un po’ di quanto abbiamo dato ci venga restituito per permetterci di sopravvivere. Il nostro settore conta 1,3 milioni di lavoratori, in larga maggioranza donne, e crea un valore aggiunto di oltre 90 miliardi di euro l’anno e merita qualcosa di più delle livorose parole di Bersani”.

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