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ANNUNCI E VARIE | 19 ottobre 2020, 23:44

Cos’è il MES… L’Istituzione europea propone all’Italia un prestito di 36 miliardi di euro, a sostegno del sistema Sanità…

MES o, in inglese, ESM, significa “Meccanismo Europeo di Stabilità” o, in altre parole, “meccanismo europeo salva Stati”, ovviamente, dell’Unione Europea e aventi in circolazione l’euro. Esso, impresa pubblica, con sede in Lussemburgo, è in essere dal maggio 2013, dopo essere stato approvato, in ogni dettaglio, da tutti i Parlamenti dei 27 Stati dell’Unione Europea e, quindi, anche dal Parlamento italiano. Il MES – i cui fondi derivano da quote versate dagli Stati dell’UE, in base al relativo Pil e all’entità della popolazione, nonché, in massima parte, da bonds, dal MES emessi – ha lo scopo di provvedere, su richiesta, al supporto finanziario, mediante ingenti prestiti, agli Stati citati, ripetiamo, a moneta euro, nei quali sia minacciata la stabilità finanziaria.

Cos’è il MES… L’Istituzione europea propone all’Italia un prestito di 36 miliardi di euro, a sostegno del sistema Sanità…

Esso interviene, nell’interesse della stabilità finanziaria degli stessi e dell’Unione Europea. I prestiti MES vanno rimborsati, remunerati da un certo tasso d’interesse. Del tutto normale è che il MES, come qualsiasi altra istituzione, ponga condizioni al beneficiario, condizioni rigorose, commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto. Tali condizioni possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche, al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite (art. 12, del Trattato MES, sulla concessione di prestiti da parte dello stesso MES). Del resto, è giusto e normale che il MES pensi ad un futuro rimborso del prestato e che il beneficiario faccia il massimo, per sanare la sua economia, dovendo il MES stesso salvaguardare la propria perfezione amministrativa e la capacità istituzionale di concedere prestiti. Il MES prevede, da tempo, per l’Italia – allo scopo di rafforzarne il sistema sanitario, duramente messo alla prova dal Corona virus – 36 mld di euro, pari al 2% del Pil 2019, ma, non tutta la politica italiana è d’accordo d’accettare tale disponibilità di credito, sia per il timore d’imposizione di condizioni troppo esigenti e dure – che, pur utili, potrebbero richiedere misure eccezionali, non certo popolari – sia, per una possibile la perdita di autonomia politica. Altre parti politiche, al contrario, vedono bene il prestito, atto a dare maggiore vigore alla sanità italiana. Dal lato del MES e di chi è a favore dell’accettazione dei 36 mld, d’altra parte, si sottolinea che, data l’eccezionalità della difficilissima situazione, italiana, il prestito, quasi a tasso zero – e, quindi, con modestissimi interessi a debito – verrebbe concesso, diremmo, eccezionalmente, senza condizioni. Ora staremo a vedere, non senza apprensione, come andranno le cose – 36 mld farebbero bene, servirebbero, eccome, al Paese, ma, un fatto è certo: come chiunque presta, anche il MES vorrà restituito, come già evidenziato, il proprio denaro… Ci domandiamo, quindi, come potremo proseguire – ecco, il vero problema, con un debito pubblico, sempre più, in pesante, drammatico aumento e, ad oggi, a oltre 2760 miliardi – accompagnato, da minori entrate fiscali, dovute ad un’economia sempre più debole, a causa delle restrizioni, causate da un virus, che anziché cessare, imperversa nuovamente, creando continua, nuova spesa… Pierantonio Braggio







Pierantonio Braggio

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