ECONOMIA VERONESE e VENETA | mercoledì 02 dicembre 2020 07:46

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 15 ottobre 2020, 10:51

E Cattolica Assicurazioni Va.... a 4,45. Ora aspettiamo notizie, in particolare sul diritto di recesso.

Si è concluso da qualche giorno l'esercizio del diritto di recesso per gli azionisti che non hanno condiviso la scelta di trasformare in Spa la storica compagnia veronese. Il titolo, complice il clima generale, oggi 14/10, chiude a 4.45€

E Cattolica Assicurazioni  Va....  a 4,45. Ora aspettiamo  notizie, in particolare sul diritto di recesso.

Cogliamo l'occasione di questa ulteriore,  improvvida,  discesa  del titolo di Cattolica Assicurazioni  sul mercato borsistico,  per cercare di capire  alcuni scenari possibili nei prossimi giorni. Crediamo  che, di notizie ragionate, dopo quelle ad uso spettacolo  ed altro che abbiamo visto, ce ne sia bisogno. Le uniche certezze  sul futuro potremmo leggerle da  comunicati ufficiali  della Compagnia . Immaginiamo  che l'argomento possa interessare  azionisti, soci, dipendenti e tutti  gli stakeholders  che ruotano attorno a Cattolica,  per cui ci attendiamo interventi  della società  o delle autorità sui prossimi passi.

Prima un rapido riepilogo.  Cattolica  andrà  ad aumentare il capitale fino a  500 mln nei prossimi anni,   come  richiesto da IVAS. Parte di questi, 300,   sono stati riservati, limitando il diritto di opzione, a Generali Assicurazioni  che diventerà così il primo azionista. Inoltre, in base all'accordo  stipulato tra Cattolica e Generali, altre rispettabili clausole, come la trasformazione in Spa, cominceranno a produrre effetti.

L'aumento di capitale  per Generali è fissato a 5.50€ e dovrebbe  aver luogo entro  il 31/10/2020. Intanto  la cooperativa  prosegue fino al 31/3/2021 e quindi fino a quella data continueranno ad esserci  soci ed azionisti, decine di migliaia. Per chi non  ha condiviso  la scelta di trasformare  la società in Spa,  sia chi ha votato contrario, sia chi   non  ha partecipato al  voto ( la stragrande  maggioranza dei soci),  si è  aperta la possibilità di  recedere. Il recesso è il potere riconosciuto al singolo socio di sciogliere il rapporto societario e chiedere il rimborso  dei suoi soldi. La percentuale di chi  ha chiesto   il recesso entro  il 24/9, in termini  di capitale,   è stata pari a poco più dell'11, 6%,  corrispondenti a 20.294.811 di azioni, come recita il comunicato della società.  La procedura di recesso è assai   complicata, ma  la società ha già stabilito, e non ci pare ci siano state contestazioni ad oggi, che il  prezzo di recesso sia pari a 5,47€ per azione.  Se qualche socio  avesse protestato il prezzo, contestualmente alla dichiarazione di recesso,   si sarebbe aperto  un contenzioso legale,  che  successivamente  richiederebbe del tempo per essere dipanato. Noi  presupponiamo che  nessuno abbia contestato il prezzo proposto da Cattolica e quindi si possa passare al resto.  Però sarebbe utile saperlo dalla Società  giusto per una prospettiva sui tempi. Proseguiamo nella nostra ipotesi dando per scontato  che non  vi siano state contestazioni. Questo  facilita un po' la procedura ma non la completa.

Cosa  può accadere quindi? Diverse sono le ipotesi per pagare ai soci i 111mln di euro, circa,  che rappresentano le richieste di recesso.   Prima ipotesi:  qualcuno  compra le azioni, oppure tanti azionisti le comprano  pro-quota. Ciò   consente di esercitare il diritto di opzione ( potrenne farlo ad es. Buffet).  Se nessuno degli azionisti procede,  allora possono acquisirle  terzi    sul mercato.  Ma  può darsi che tutte  o parte  di questi titoli  non trovino acquirenti, ed allora  è la società  che deve  rimborsare  al socio . Dove troverà Cattolica  oltre 110 milioni,  ammesso che ci siano riserve  o utili disponibili? Ricordo, inoltre, che Cattolica ha la proprietà di svariati milioni di azioni proprie comprate  negli anni passati.

Se  nessuno dei soci opta per l'acquisto,  e se il mercato  non le compra a 5.47  quando  la quotazione è a 4.45€,  cosa potrebbe succedere? E se non ci sono riserve  ed i relativi soldi? Allora agli amministratori non resterà altro che convocare  una assemblea straordinaria  per ridurre il capitale.
Ma  anche  in questo caso possono sorgere problemi.  Si applica, infatti, la disciplina prevista per la riduzione volontaria del capitale
sociale (art. 2445 commi 3 e 4); ricordiamo che in quei casi è prevista l'opposizione dei creditori sociali alla riduzione (ad esempio un  fornitore). Nel malaugurato  caso che  questa opposizione vi sia, e che il tribunale l'accolga, la società dovrà sciogliersi. Ora non crediamo che  questa  sia la fine di Cattolica,  ma è evidente che questa operazione  di trasformazione voluta dal CDA a seguito dell'accordo di Generali  ha creato moltissime questioni di cui  alcune ancora da risolvere. C'è chi auspica una OPA , Offerta Pubblica di  Acquisto,  di Generali Assicurazioni che metterebbe fine formalmente all'autonomia di Cattolica Assicurazioni . Purtroppo questo pare  lo scenario  più plausibile.

mz

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