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ANNUNCI E VARIE | 28 settembre 2020, 23:22

Latte, prezzi ancora in discesa: ai produttori, dai 34 ai 35 centesimi al litro. Il rischio: chiusura delle stalle.

Sale la preoccupazione degli allevatori, a causa dei prezzi del latte, in preoccupante caduta libera. Una discesa iniziata in primavera, con l’emergenza Coronavirus, che non accenna a fermarsi, nonostante gli appelli che, già nel maggio scorso, il presidente regionale degli allevatori di Confagricoltura, Fabio Curto, aveva rivolto all’industria, invitando a porre fine alle azioni speculative, che avevano causato il crollo del prezzo, da 40 a 36 centesimi al litro.

Latte, prezzi ancora in discesa: ai produttori, dai 34 ai 35 centesimi al litro.                                         Il rischio: chiusura delle stalle.

Oggi, il quadro è ulteriormente peggiorato, perché il latte viene pagato ai produttori dai 34 ai 35 centesimi al litro. “Vogliamo dare voce, non solo alla preoccupazione, ma anche alla rabbia di chi si vede pagare compensi così bassi, a fronte di costi di produzione superiori ai 40 centesimi – sottolinea Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona e allevatore egli stesso -. Produrre latte è faticoso e costoso, l’allevatore rinuncia a una vita normale, per dedicarsi al benessere degli animali e lo fa in un Paese come il nostro, dove i costi di produzione sono molto diversi da quelli del Nord Europa. Ricordiamo, non senza nostalgia, un tempo lontano dove il prezzo del latte lo si fissava a livello regionale, con una trattativa fra le parti, partendo dai costi di produzione alla stalla. Un sistema, che oggi non viene più riproposto, in base alla miope idea che il prezzo deve essere fissato dall’incontro fra la domanda e l’offerta. Peccato che, in questo modo, si finisca soggetti a speculazioni d’ogni genere. Occorre trovare una via intermedia, fra la vecchia trattativa regionale e il mercato globalizzato, senza regole. Occorrono dei correttivi, affinché i prezzi dei prodotti agricoli, e quindi anche del latte, possano dare a chi produce una giusta remunerazione”. Un appello importante, che dev’essere ascoltato, pena la chiusura di ulteriori stalle, con relative conseguenze economiche e sociali e con il pericolo, fra l’altro, di perdere una produzione, che è garanzia di genuinità.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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