ECONOMIA VERONESE e VENETA | venerdì 30 ottobre 2020 14:28

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 25 settembre 2020, 08:28

Inquinamento del territorio e attività venatoria. Encomi a sei agenti della Polizia Provinciale, Verona.

Sei agenti della Polizia Provinciale, che si sono distinti in un’operazione, relativa all’ambiente e in una, in fatto di attività venatoria, hanno ricevuto dal presidente della Provincia, Manuel Scalzotto, e dal comandante della Polizia Provinciale, Anna Maggio, speciali encomi. Stefano Barana, Leonardo Pavan, Maurizio Bellini, Massimo Cavallini ed Enrico Dal Maso sono stati protagonisti dell’indagine che, tra il 2018 e il 2019, ha accertato l’esistenza di diversi depositi di rifiuti, anche pericolosi, nella Pianura veronese. In tutto, otto siti individuati, nei comuni di Zevio, Minerbe, Bevilacqua e Boschi Sant’Anna, dove, teli in plastica, tubazioni per l’irrigazione, materiali ferrosi ed edilizi, fusti metallici rotti, con residui di oli esausti, erano stati interrati illegalmente, spesso, a contatto con la falda, e in corrispondenza di aree coltivate, con prodotti destinati al consumo umano e animale. Un ulteriore encomio, consegnato a Paolo Zanini, riguarda un episodio, risalente al pomeriggio del 22 settembre 2019 e verificatosi, all’interno di un’azienda faunistico venatoria, nel comune di Sommacampagna.

Inquinamento del territorio e attività venatoria.                                                                               Encomi a sei agenti della Polizia Provinciale, Verona.

In tutto, otto siti individuati, nei comuni di Zevio, Minerbe, Bevilacqua e Boschi Sant’Anna, dove, teli in plastica, tubazioni per l’irrigazione, materiali ferrosi ed edilizi, fusti metallici rotti, con residui di oli esausti, erano stati interrati illegalmente, spesso, a contatto con la falda, e in corrispondenza di aree coltivate, con prodotti destinati al consumo umano e animale. Un ulteriore encomio, consegnato a Paolo Zanini, riguarda un episodio, risalente al pomeriggio del 22 settembre 2019 e verificatosi, all’interno di un’azienda faunistico venatoria, nel comune di Sommacampagna. L’agente era intervenuto, su richiesta di una guardia giurata, che lamentava la presenza in zona di decine di sedicenti animalisti, che avevano danneggiato alcune auto e sottratto un fucile a un cacciatore. Dopo aver bloccato l’accesso dell’azienda, Zanini era stato accerchiato da 30 persone, con il volto coperto e violentemente spintonato. Nonostante le provocazioni e le minacce, l’agente della Polizia Provinciale era rimasto sul posto, fino all’arrivo dei carabinieri. Gli stessi animalisti si erano resi protagonisti, la mattina, di un’aggressione, con lesioni, ai danni di una donna, che, all’interno di un cortile privato, era impegnata a “pulire” cacciagione. Se, giustamente, va lodato chi compie il proprio dovere, tanto più va riconosciuto chi, a causa del suo corretto impegno – nei casi sopra descritti, a favore dell’ambiente e della comunità, in rappresentanza della pubblica Autorità – corre pericoli imprevisti e pesanti.

Pierantonio Braggio



Pierantonio Braggio

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