ECONOMIA VERONESE e VENETA | martedì 20 ottobre 2020 08:50

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 20 settembre 2020, 22:50

Il calo delle quotazioni del grano duro non è giustificato.

Confagricoltura: “…anche perché, quest’anno, il raccolto ha visto mediamente una flessione, intorno al 3%, rispetto allo scorso anno”…

Il calo delle quotazioni del grano duro non è giustificato.

“La brusca caduta registrata sul mercato di Foggia delle quotazioni di grano duro lascia interdetti, anche perché quest’anno il raccolto ha visto mediamente una flessione intorno al 3% rispetto allo scorso anno. Con l’obiettivo di evitare un calo della fiducia delle imprese agricole che coltivano frumento duro, Confagricoltura invita ad una riflessione, per scongiurare il ripetersi di episodi come questi e con l’obiettivo di rafforzare le relazioni interne alla filiera e la costruzione di un solido rapporto di sana collaborazione. Con il Covid-19, ricorda l’Organizzazione degli imprenditori agricoli, una delle filiere chiave del made in Italy ha dimostrato la sua tenuta. Secondo i dati Ismea, durante il lockdown la vendita di pasta è aumentata dell’8% e la pasta di grano 100 per cento made in Italy è sempre più in crescita con un aumento tendenziale dei consumi del 13% nel 2019 e del 20-30% nella prima metà del 2020. “Abbiamo investito molto – conclude Confagricoltura - nei rapporti interprofessionali di filiera, stipulando con tutte le altre organizzazioni, un accordo per valorizzare il grano duro nazionale di qualità, con mutuo vantaggio per gli operatori della filiera. Proseguiamo con fiducia su questa strada e invitiamo tutti a fare la loro parte, confidando che il mercato premi i comportamenti virtuosi di una filiera importante del nostro made in Italy”. Se, da un lato, bene non si spiega il calo dei prezzi del grano duro, nonostante un sensibile calo della produzione, nell’anno in corso, confortano i dati di maggiore vendita di pasta e di maggiore consumo della stessa, solo nei primi sei mesi dello stesso. A rimetterci, tuttavia, è pur sempre l’agricoltura.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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