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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 18 settembre 2020, 21:10

I BASTA SMART WORKING: I DIPENDENTI DI BOTTEGA VOGLIONO TORNARE IN AZIENDA

La maggior parte dei dipendenti di Bottega spa, la casa vinicola trevigiana conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini e le sue grappe ha inviato una lettera al presidente Sandro Bottega per manifestargli la loro volontà di voler tornare a lavorare in azienda stanchi dello smart working.

I BASTA SMART WORKING: I DIPENDENTI DI BOTTEGA VOGLIONO TORNARE IN AZIENDA

 “In un mondo che promuove il lavoro da casa”, si legge nella lettera, “vogliamo far sentire la nostra voce per dirvi che non è vero che migliora l’efficienza e produttività. Non siamo macchine ma cervelli che pensano, risolvono problemi, aiutano a trasformare un tralcio di vite in un prezioso calice con il quale brindare alla vita. Vogliamo tornare alla normalità perché il lavoro da casa porta alla solitudine che inibisce la personalità. Gli esseri umani sono fatti per stare insieme. Non vogliamo essere soli”. Insomma i dipendenti di Bottega vogliono riprendere a condividere il successo e le problematiche professionali per uno scambio continuo con i colleghi, per vivere la socialità aziendale. “In un momento in cui lo smart working viene presentato come modello” afferma Sandro Bottega, “occorre rispettare il giusto equilibrio tra lavoro da casa e lavoro in azienda considerando l’indotto, dai ristoranti e bar ai trasporti, viene fortemente penalizzato. Inoltre le aziende perdono il confronto interno e il contatto diretto con il prodotto. Per fare il vino buono gli enologi devono essere presenti in cantina e non davanti al computer, a controllare da remoto la temperatura delle autoclavi. La lettera ha confermato l’attaccamento all’azienda dei dipendenti, la volontà di tornare come ai vecchi tempi. In azienda lavoriamo con i massimi criteri di sicurezza”.

g.naccari

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