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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 09 settembre 2020, 23:54

Dal Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto Soave, il grande volume “Soave Terroir”, nel 50° anniversario di fondazione del Consorzio stesso (1970-2020).

L’opera, ideata e coordinata, da Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio, e a livello universitario, è dedicata alle “33 Unità Geografiche Aggiuntive del Soave”, dopo vent’anni di ricerche e studi, sulle stesse.

Dal Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto Soave, il grande volume “Soave Terroir”, nel 50° anniversario di fondazione del Consorzio stesso (1970-2020).

Tutto parte, da “Soave Terroir”, l’innovativo progetto multimediale del Consorzio di Tutela Vino Soave, attivato nel 2020, dopo l’inserimento ufficiale delle 33 Unità Geografiche Aggiuntive, nel disciplinare di Produzione, del pregiato vino. Il progetto, di ampio respiro, si sviluppa, sia on line, che off line, e è sorto dall’esigenza di comunicare a un pubblico. più vasto possibile, la rivoluzione del sistema Soave, coinvolgendo nel racconto, sia i produttori, che tutti gli esperti, che, negli anni, hanno affiancato il Consorzio, nello studio del territorio. Il libro raccoglie 20 anni di ricerche e di studi, effettuati dal Consorzio, sui territori e i vini del comprensorio del Soave, ricerche e studi, che sono stati propedeutici al riconoscimento, nel disciplinare di produzione delle 33 Unità Geografiche aggiuntive, aprendo così un nuovo capitolo, nella storia moderna del Soave. La conoscenza di un territorio e la lettura della sua vera anima non sono un lavoro, che si conclude, solo con ciò, che si vede con gli occhi, attraverso uno sguardo fugace, ma sono un profondo studio di tutto ciò, che lo compone, del perché delle cose, in un contesto in cui ogni elemento è collegato ad un altro. Nasce, da questo presuppo, il libro “Soave Terroir”. Un’opera omnia, particolareggiata, corale, scritta a più mani, da vari, sapienti autori, che conoscono il Soave, nel suo profondo, trovando chiavi di lettura sempre nuove, per un territorio dalle mille sfaccettature. Il libro vede il suo testo, tradotto, sia in inglese, che in giapponese, dovendo essere presentato anche nei mercati di riferimento del Soave. Apre il lavoro l’eccellente Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio, che racconta il lungo processo che ha portato alla definizione delle Unità Geografiche aggiuntive, seguito da Chiara Mattiello che spiega il complesso percorso, che ha portato il Soave ad essere Patrimonio Agricolo Globale. La parola passa, poi, a Giuseppe Benciolini e a Roberto Zorzin, geologi e paleontologi di fama mondiale, che sottolineano perché Soave è un luogo unico, in fatto di suoli e della loro interazione, con la viticoltura, dai suo, alle Unità Geografiche Aggiuntive. Un’analisi approfondita di tutti gli aspetti pedoclimatici, ma, anche storici, legati alle citate 33 elette aree, per le uve del Soave, la Gargànega e il Trebbiano di Soave, alle quali sono legati i capitoli successivi, stesi da Ermanno Murari e da Giovanni Ponchia, che fanno una disamina, quasi intima, delle due uve. Originale e innovativo è, invece, lo studio di Gianfranco Caoduro e Andrea Lapern, che hanno analizzato l’ecosistema forestale del Soave e, quindi, le essenze dei bosco, che persistono, nell’area, e che sono in stretta connessione, con il vigneto. Infine, un’analisi metabolomica, effettuata da Luigi Bavaresco, da Luigi Odell e da Laura Salomon, per svelare segreti legati al patrimonio polifenolico. Dal li in tema, quindi, è partito un progetto video, nel quale i produttori delle Unità Geografiche, rivendicate nell’anno 2019, ne descrivono le peculiarità, attraverso il racconto dei propri vigneti e vini. I video continuano, con le Soave Pills, dove i contenuti del libro sono estrapolati e animati, con una grafica giovane e fresca, per parlare al pubblico dei social, in maniera innovativa. Questi video verranno caricati, sul nuovo sito del Soave, www.ilsoave.com, e utilizzati, nei canali social, per presentare e raccontare il volume stesso. “Queste Unità Geografiche del Soave sono un pilastro fondamentale dell’economia del territorio, rappresentando quei luoghi, in cui questo vino bianco può esprimere, al meglio, tutta la sua variegata espressività – spiega Sandro Gini, presidente del Consorzio di Tutela vino Soave –. La volontà di riconoscerle, nel disciplinare di produzione, come fosse una pietra miliare, nella storia della nostra denominazione, è stata presa, per due motivazioni: la prima, per dimostrare al mondo l’eccezionale diversità e creatività di una piccola, storica regione, come quella del Soave; la seconda, per creare consapevolezza, sul valore e sulla qualità di un prodotto, che cresce di anno in anno, e in grado di esprimere vini di eleganza e finezza”. “Il sostegno della Fondazione BPV, alla nascita di questo libro, è segno tangibile della vicinanza, che da sempre ci lega a questo territorio e al Consorzio Tutela Vini Soave. Un libro come questo – sottolinea Maurizio Marino, presidente della Fondazione BPV – ha un grande valore, in quanto rappresenta un segnale di incoraggiante fiducia in un prodotto, il vino Soave, che senza dubbio è un’eccellenza dei nostri territo, che va sostenuta e salvaguardata, con l’impegno e la partecipazione di tutti”. Prima di sfogliare il grande e dettagliato volume “Soave Terroir” – copertina cartonata, carta patinata, numerose, eccellenti riproduzioni, 268 pp., testi in italiano, inglese e giapponese – Consorzio Soave Editore, Verona; Tipografia Centrale, Colognola ai Colli, Verona, 2020 – conviene chiarire, in poche parole, il significato del termine “terroir”, che è alla base del volume stesso. Ricorriamo, in tal senso, ad alcune bene riassuntive righe, che sono parte dell’introduzione al prezioso volume, a cura di Maurizio Marino, presidente della Fondazione Banca Popolare di Verona, la quale ha supportato la pubblicazione dell’opera, in tema. Scrive il presidente Marino: usare la voce “terroir”, significa parlare di suolo, di clima e di viti, per indicare, non solo un prodotto, ma, anche, e soprattutto, un’area geografica, ben delimitata, dove le condizioni naturali, i fattori climatici e le condizioni fisiche, consentono la creazione d’un vino specifico, dotato di caratteristiche assolutamente proprie e ben riconoscibili”. L’opera è composta delle seguenti sezioni: Soave Terroir; Un percorso di conoscenza; Le vigne storiche; Dalla zonazione, alle Unità Geografiche; Il Soave, da paesaggio a patrimonio; I suoli, la carta dei suoli del Soave; Le colline vulcaniche, nei Comuni di Monteforte d’Alpone; Montecchia di Crosara e Roncà; Le 33 Unità Geografiche, con relative mappe; Castelcerino, Fittà, Ponsara, Frosca, Volpare, Tenda, Croce, Zoppega, Ca’ del Vento, Broia, Paradiso, Monte di Colognola, Duello e Roncà-Monte Calvarina. L’opera prosegue, con le voci: Una biodiversità Soave; Gli ecosistemi forestali dell’area del Soave; I versanti nord di Soave, in Val Tramigna; Versanti nord di Soave e Monteforte d’Alpone; Versanti sud di Soave, in Val Tramigna; Versanti sud di Monteforte, in Val d’Alpone; Versanti di Colognola ai Colli, Illasi e Mezzane; Versanti di Roncà e Montecchia, in Val d’Alpone; Unità Geografiche e profilo metabolomico (ricerca); L’Uva - La Gargànega; I numeri del Soave; Annate 2019, 2018, 2017, 2016, 2015, 2014 e, ancora, a ritroso, sino al 1998: valutazione e considerazioni; Disciplinari del Soave e del Soave Superiore; Disciplinare del Recioto di Soave; Bibliografia; Autori – nel numero di quattordici, cui va il plauso per questo magnifico studio, e I produttori del Soave. “Soave Terroir”, una opera, dunque, che con il suo straordinario contenuto, ricco di dettagli, in buona parte, pone in luce territorio, clima e paesaggio del “Soave”, paesaggio, che, tra l’altro, se appare d’incanto, lo è, pure, grazie al lavoro dei viticoltori, che con le loro viti, hanno dato e danno un elegantissimo contributo di geometrica bellezza al territorio stesso. Limitarsi a degustare il brillante “Soave”, comunque, non è sufficiente, per apprezzarne caratteristiche e qualità : bisogna conoscere la sua origine, il suo suolo, la sua storia, il vitigno, il clima, in cui, quest’ultimo prospera, le sue uve, e, questa volta, appunto, con l’aiuto del volume “Soave Terroir”.


Pierantonio Braggio



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