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ANNUNCI E VARIE | 27 agosto 2020, 11:58

Regione Veneto: i danni del nubifragio del 23 agosto 2020, in agricoltura.

L’assessore veneto, Giuseppe Pan: “Avepa al lavoro, per monitoraggi, celeri e puntuali”, nelle provincie di Verona, Padova, Vicenza e Treviso.

Regione Veneto: i danni del nubifragio del 23 agosto 2020, in agricoltura.

In un suo comunicato del 25 agosto, Regione Veneto evidenzia quanto è in corso, per registrare e valutare i danni, creati dal maltemo, domenica scorsa 23 agosto. Il testo: I tecnici di Avepa – Agenzia veneta per i pagamenti – sono impegnati, in sopralluoghi tecnici, per la stima dei danni, subiti dalle aziende agricole, nelle località, colpite dal nubifragio e dalle grandinate di domenica. Così, l’’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan. Il quale, ancora, ha affermato: “Ho contattato il commissario straordinario, Marco Passadore, che mi ha confermato, che Avepa sta accelerando verifiche e sopralluoghi tecnici, in modo, da poter quantificare una stima, puntuale e documentata, sui danni colturali e infrastrutturali, subìti dai produttori, e sulla riduzione delle rese massime, per ettar, per vigneti, frutteti e colture estensive, al fine di poter attivare il ‘Fondo nazionale calamità’ e le altre misure di ristoro, per il settore primario. L’evento atmosferico di domenica si caratterizza per estrema violenza, ma, anche per i suoi effetti localizzati. In Valpolicella, ad esempio, sono stati colpiti solo 2 comuni, sui 19 del comprensorio (Verona zona est e San Pietro in Cariano). La grandine si è abbattuta su 400 degli 8 mila ettari delle terre dell’Amarone doc, pari al 5 per cento dell’intero areale della denominazione Valpolicella”. La ricognizione sui danni, subiti dalle strutture aziendali, si concluderà entro la settimana – ha aggiunto l’Assessore – grazie anche alle segnalazioni dei Comuni e di tutti i soggetti interessati. Seguiranno le verifiche delle perizie, effettuate sulle colture, già oggetto di copertura assicurativa. La Regione e Avepa hanno avviato il confronto, con i tecnici delle organizzazioni di categoria, con le Cantine sociali e con i Consorzi di difesa delle province interessate, per il dimensionamento circostanziato dell'area colpita, da avversità e relativa stima dell'entità economica dei danni”. Questo il primo report dei danni, secondo le rilevazioni di ieri di Avepa, in attesa degli esiti degli ulteriori sopralluoghi. Di seguito, informazioni, su quanto accaduto, nelle zone venete, più colpite dal nubifragio: – Verona:  Il violento nubifragio ha colpito, in modo particolare, la fascia subcollinare del territorio provinciale nella fascia, che va dai Comuni di Pescantina e Bussolengo, alla bassa Valpantena, sormontando la porzione nord del territorio comunale di Verona. La perturbazione grandinigena ha pertanto sviluppato la sua intensità, sull’arco pedo-collinare limitrofo al fiume Adige (Bussolengo, Pescantina, Verona), concludendo l’evento meteorologico, avverso al confine con il comune di San Martino Buon Albergo, dove la grandine ha cessato di intensità, convertendosi in abbondanti piogge.  La zona maggiormente colpita dall’evento grandinigeno è quella della Bassa Valpantena, in particolare le frazioni di Quinto, Pojano, San Felice, Montorio, Ferrazze, dove l’evento è stato di notevole intensità, ingenerando un danno quali-quantitativo importante. Dalla prima ricognizione effettuata, con le associazioni di categoria del settore primario, si riscontrano danni, sia alle strutture che alle produzioni: strutture frutticole (kiwi) abbattute e produzioni frutticole e vinicole compromesse.  Dal punto di vista agronomico, si manifestano problematiche di gestione fitosanitaria, collegate, sia ai danni da grandine, che alle abbondanti piogge, proprio nel momento in cui le aziende avevano da qualche giorno iniziato la stagione di raccolta. Seguiranno successivi sopralluoghi e monitoraggi, per determinare la riduzione delle rese afferenti al disciplinare del Valpolicella compromesso, sulla gestione dell’uva, in cernita per la produzione di Amarone e Recioto; – Padova: Le piogge abbondanti, che hanno superato i 60/70 mm, accompagnate da forti raffiche di vento, hanno determinato allegamenti, numerosi ed estesi, ma temporanei, sia di zone urbane, sia zone rurali. Sono stati rilevati alberi sradicati e pali del telefono e di Enel abbattuti, che hanno generato estesi e prolungati blackout. Più precisamente, nell’Alta Padovana, si registrano danni alle strutture aziendali, con parziali danneggiamenti di tetti pertinenti ad abitazioni, stalle e annessi e danni alla viabilità. Nella zona Colli Eugenei, le copiose precipitazioni hanno innescato locali smottamenti, con conseguenti danni alla viabilità, ma non si registrano danni particolari alle colture. Nella Bassa Padovana, la grandinata è stata circoscritta e ha interessato la frazione San Cosma di Monselice, il confine comune di Tribano e la frazione di Vanzo di San Pietro Viminario, causando temporanei allagamenti e prolungati blackout; – Vicenza: Si riscontrano danni da grandine di poco conto alle colture del mais e soia nei Comuni di Carrè e Sarcedo. Nel Comune di Breganze, si segnalano danni da vento alle strutture portanti di alcuni vigneti; – Venezia: L’evento di forte intensità ha colpito, in prevalenza, la zona meridionale della provincia, con vento forte e pioggia intensa. Ai tecnici di Avepa non sono comunque giunte segnalazioni, su eventi grandinigeni di particolare entità e/o danni a strutture e colture, salvo qualche allettamento su mais. Si attendono, nella giornata odierna, i riscontri, dalle zone del Cavarzerano e del basso Brenta; – Treviso: Non si registrano danni al settore agricolo, in provincia di Treviso, dove si è verificata una piovosità, tra gli 8 ai 15 mm in assenza, significativa, di vento. Dati precisi, ancorché non definitivi, che salvo, per quanto riguarda Treviso, creano scoraggiamento, attenuato unicamente dalla certezza, che l’agricoltura veneta, dotata di forza e di tenacia, saprà reagire e non perdere quella vivacità, che le è cartteristica e che le ha permesso, con la sua operosità, di superare le pur difficili prove del passato. Pierantonio Braggio




Pierantonio Braggio

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