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ESPRIME CULTURA | 24 agosto 2020, 23:18

Ottimo Gianni Schicchi per il debutto areniano

Il nostro inviato , esperto musicale, rilascia questo suo parere al recente debutto areniano di G. SCHICCHI

Ottimo Gianni Schicchi per il debutto areniano

Applausi scroscianti che aprono le porte a future riproposizioni (magari, l’intero Trittico?) per Gianni Schicchi, opera comica di Giacomo Puccini nata dalla penna di Giovacchino Forzano rappresentata in forma semi-scenica venerdì scorso all’Arena di Verona. Evento attesissimo grazie alla presenza dell’immortale baritono Leo Nucci, vero mattatore della serata nella duplice veste di protagonista e regista scenico, che con le sue idee e la sua voce snoda la vicenda il più fedelmente possibile al libretto con l’ausilio di pochi, semplici ma concisi movimenti che sono riusciti ad ammaliare il pubblico. Tutto il cast vocale si è mosso con disinvoltura sul palco centrale, novità esclusiva per la stagione 2020, in cui il canto convinto e limpido si è unito a un’idea registica trasposta ai giorni nostri che ha aiutato il pubblico a fruire meglio ogni azione e ogni parola. Particolare menzione ai due debuttanti areniani, Enea Scala nei panni di Rinuccio e a Lavinia Bini in Lauretta, acclamatissima per la limpida potenza vocale con cui senza indugio ha conquistato i presenti. In generale, ottimo tutto il cast vocale, messo alla prova da un libretto che non offre tregua nemmeno per un secondo: coeso, compatto, spiritoso, unito attorno alla figura di Nucci, leader indiscusso e punto di riferimento dietro le quinte e sul palcoscenico. Buona anche la prova dell’orchestra, guidata dalla bacchetta di ferro di Francesco Ivan Ciampa, il quale con molta sicurezza è riuscito a conferire alla compagine strumentale areniana il giusto equilibrio tra la ritmica sferzante e l’estremo lirismo tipico di Puccini. L’orchestra, si percepiva dagli spalti, suonava concentrata e con gusto, a dimostrazione del fatto che il “brivido” del titolo nuovo possa aiutare tutti nel trovare gli stimoli giusti e concepire uno spettacolo degno di essere ricordato. Che serva da indicatore positivo per le prossime stagioni. Insomma: un trionfo, meritato, per tutti!

 

Filippo Avesani

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