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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 14 agosto 2020, 08:21

Confagricoltura: olive, caldo e sole ne favoriscono la quantità.

Turri: “Annata favorevole, ma le Regioni non danno sostegno al nostro olio d’oliva del Garda”.

Confagricoltura: olive, caldo e sole ne favoriscono la quantità.

Il caldo e il sole stanno favorendo la produzione veronese di olive, che, quest’anno, stanno segnando una grande rimonta, rispetto all’annata disastrosa del 2019. Il fenomeno cascola è molto ridotto e i frutti abbondano sugli alberi, soprattutto, nella zona del lago di Garda, che è stata meno colpita, in primavera, da bombe d’acqua e vento.

Laura Turri, presidente degli olivicoltori di Confagricoltura Verona e del Consorzio Olio Garda dop: “Se la stagione proseguirà così, contiamo di iniziare la raccolta, alla metà di ottobre. “Abbiamo avuto una fioritura ottima, dalla metà di maggio, grazie alle giornate soleggiate, che all’ulivo fanno molto bene. L’allegagione, cioè il passaggio dal fiore al frutto, è stata ottimale e, perciò, le piante sono cariche di olive. La cascola c’è stata, ma, in percentuali minime, che non hanno inciso sulle quantità. Gli olivi hanno, evidentemente, deciso di venirci incontro e di rimediare alle enormi perdite del 2019, quando l’olio Garda dop perse il 96 per cento della produzione”. Turri esprime, però, rammarico per la mancanza attenzione degli Enti regionali, per il settore: “Nessuna delle tre Regioni, cui fa capo il lago di Garda, ha risposto alle nostre richieste di aiuto, quando, al termine della scorsa stagione olearia, abbiamo chiesto lo stato di calamità. Né, il Veneto, né la Lombardia, né la Provincia autonoma di Trento. Evidentemente non ci ritengono un settore importante come altri, ma, dimenticano che l’olivicoltura è indispensabile, per il paesaggio del lago di Garda, che si caratterizza proprio per queste piante sempre verdi, tra cui tante secolari, che sono uno dei punti di attrazione, per il turista. Se noi olivicoltori abbandonassimo la coltura, l’ambiente risulterebbe impoverito e il territorio non sarebbe più così curato e in ordine, com’è oggi. Auspichiamo perciò che gli Amministratori diventino consapevoli dell’importanza del settore e ci sostengano, nelle annate a reddito zero, come il 2019, nelle quali, comunque, le spese di potatura e di manodopera rimangono immutate”.

Gli olivicoltori veronesi, che curano 3.560 ettari di superficie a olivo, sperano che il bilancio 2020 compensi le perdite dell’anno scorso. Da notare, che oltre all’olio Garda dop, nel territorio scaligero si produce anche l’olio Veneto dop, che, nel Veronese, ha la sottozona Valpolicella, coincidente con la zona di produzione del Valpolicella e dell’Amarone. Quanto alle caratteristiche, l’olio gardesano rilascia un profumo di erba fresca, di erbe aromatiche, di fieno e di carciofo, con un tipico retrogusto di mandorla, mentre, l’olio Veneto dop presenta sentori fruttati, di frutta secca e note speziate, con un retrogusto di mandorle e carciofo. Abbiamo, dunque, una buona notizia. Il meteo è stato di aiuto agli ulivi e gli ulivi stanno dando soddisfazioni. Gli olivicoltori lo meritano. Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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