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ANNUNCI E VARIE | 14 agosto 2020, 08:12

Il Veneto riparte?

Dall’Osservatorio Turistico Regionale Federato e dall’Assessore regionale al Turismo, note e dati sull’andamento dei flussi turistici del primo semestre 2020, sulle prospettive per il prossimo futuro, sull’indice di soddisfazione dei clienti e sullo stato d’animo degli operatori, in Veneto.

Il Veneto riparte?

Il Veneto si conferma una delle destinazioni, che stanno reagendo in maniera più efficace alla prevedibile forte contrazione della domanda turistica nazionale e internazionale causata dal Covid-19. La strada che porta al superamento della grave crisi economica, che sta colpendo pesantemente il terziario, soprattutto il comparto turistico e le sue varie componenti, dalla ricettività ai servizi, dalla ristorazione all’accoglienza, è tutta in salita, ma dalle analisi dei dati e dalle proiezioni emergono segnali incoraggianti per una rimonta tutt’altro che impossibile, in forza dell’alto tasso di fedeltà della clientela e dell’attrattività per la variegata offerta veneta e dell’affidabilità del sistema sanitario della nostra regione”, ha affermato l’Assessore al Turismo di Regione Veneto commentando, insieme al Presidente di Unioncamere Veneto, i risultati delle indagini svolte dall’Osservatorio Turistico Regionale Federato sull’andamento dei flussi turistici del primo semestre 2020, sulle prospettive per il prossimo futuro, sull’indice di soddisfazione dei clienti, sullo stato d’animo degli operatori, illustrate da Stefano Landi e Damiano De Marchi.Il detto Osservatorio, rileva, in breve, che: -nel primo semestre 2020,la flessione registrata in Veneto, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è del -70%, leggermente migliore del dato nazionale (-71%); - con l’allentarsi del lockdown, da giugno si registra una tiepida ripartenza: confrontando i dati di questo mese, con quelli dell’intero primo semestre, si evidenzia che la flessione diminuisce fino a -67%; - la situazione dei comprensori: l’offerta balneare appare la più gettonata. per l’estate, quella che più risponde alla domanda di questo periodo; le città d’arte sono le mete più in sofferenza. per l’assenza di visitatori di lungo raggio e per il senso di eccessiva contiguità sociale, dato dagli agglomerati urbani; il Lago ha patito più di altri il lockdown primaverile, azzerando una parte significativa della stagione 2020; la montagna è riuscita a salvare buona parte della stagione invernale e ora sta ricevendo un buon riscontro per l’estate; le terme rimangono su percentuali stabili; - nel post-lockdown si evidenzia una trasformazione dei mercati di riferimento: oltre a un’inversione delle quote italiani/stranieri, rispetto all’anno scorso, scompare il lungo raggio, e, tra gli europei, tedeschi e svizzeri confermano il loro interesse per le nostre destinazioni, mentre calano le quote di tutti gli altri, con un crollo significativo del mercato inglese; tra gli italiani, che decideranno di spostarsi, in media, 1 su 5 sceglierà il Veneto, mentre tra i tedeschi e gli austriaci 1 ogni 10 opterà per una vacanza nella nostra regione; - punti di forza e debolezza dell’offerta veneta, in base ai giudizi degli ospiti: sono considerati eccellenti l’accoglienza, la pulizia, ottima la ristorazione e la qualità del cibo, buoni i servizi offerti al cliente: per la ricettività, possibilità di miglioramento di camere e bagni, in particolare, per le strutture extra-alberghiere, per la ristorazione del rapporto qualità/prezzo; sul tema centrale della sicurezza, legato al virus, i visitatori dimostrano un positivo rispetto alle norme anti Covid, messe in campo da territori e operatori, mentre gradiscono meno l’uso delle mascherine; - anche in Veneto si evidenzia la tendenza di tassi di invenduto ancora alti, compensati solo in parte, da una fruizione “last minute” delle offerte turistiche, spesso attraverso un rapporto più diretto con le strutture ricettive, facilitato dal fatto, che si tratta prevalentemente di un cliente domestico; guardando in prospettiva fino a fine anno, si rilevano circa 3,5 milioni di offerte disponibili in Veneto su tutte le tipologie, con un prezzo medio di 126 euro (132 euro l’alberghiero) e un tasso di occupazione dell’8%.“Dal campione regionale delle imprese turistiche - ha affermato l’Assessore al Turismo - si conferma un quadro migliore, rispetto alle attese, che si erano formate nel primo e secondo trimestre del 2020. La stagione estiva, soprattutto, nei comprensori, balneare e montano, sta fornendo segnali di speranza e indicazioni, sulla direzione, nella quale ci dobbiamo muovere, per recuperare gradualmente il terreno perduto. Ad avvalorare questa prospettiva, è anche il moderato ottimismo di alcuni operatori del settore, dopo l’incertezza e la negatività, espresse durante il lockdown”. Lenta, dunque, la ripresa, ma ripresa… Difficile dimenticare e cancellare il gravissimo danno subito e che si sta subendo, ma, qualcosa si muove. Non c’è grande massa di presenze turistiche, ma, quanto, sopra, leggiamo, ci fa sperare verso il meglio, un meglio, che, speriamo, si realizzi, nel breve, quando il virus non sarà, definitivamente, più in grado di colpire e, quindi, quando la sua presenza e i danni, di cui è stata capace l’infezione, saranno poco a poco, dimenticati, particolarmente, da coloro, che attendiamo, come visitatori e turisti. Importante, comunque, il coraggio e la volontà degli operatori economici, che sanno tenere duro, con impegno e sacrificio, e di coloro, che, senza lavoro, pazientemente attendono di potere essere utili, a sanare una situazione difficile e a collaborare, per tornare ai livelli pre-virus.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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