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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 05 agosto 2020, 10:52

STENA, TRA QUELLI CHE NON HANNO MAI POTUTO FERMARSI DAVANTI AL CORONA VIRUS.

Così come le strutture della sanità, le forze dell’ordine, le banche o la distribuzione dei beni di prima necessità, ci sono aziende che non hanno mai potuto fermarsi. Sono le aziende del sistema industriale delle economie circolari che si occupano del riciclo e recupero dei nostri rifiuti tecnologici (i cosiddetti RAEE : frigoriferi, lavatrici, piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, etc.)

STENA,  TRA QUELLI CHE NON HANNO MAI POTUTO FERMARSI DAVANTI AL CORONA VIRUS.

 

Grazie ai loro processi produttivi queste aziende recuperano la quasi totalità delle materie che compongono tali apparecchiature che così possono essere riutilizzate per realizzare nuovi prodotti dall’anima green e proteggere l’ambiente limitando l’impoverimento della terra.

 

STENA è una protagonista di questo settore.

Multinazionale svedese da circa 2,7 miliardi di euro, 19.000 dipendenti e più̀ di 6.000.000 di tonnellate di rifiuti trattati dai quali, grazie a tecnologie in continua evoluzione, estrae ad esempio: metalli ferrosi, rame, alluminio, acciaio, e plastiche.

Durante il lock-down si sono raccolti meno rifiuti, anche perché molte isole ecologiche erano chiuse, quindi anche STENA ha rallentato l’attività ma non ha mai potuto fermarsi, garantendo un servizio essenziale.

Con la salute sempre al primo posto, per Stena è importante la continuità̀ e la garanzia del lavoro o ancor meglio l’opportunità̀ di offrirne uno nuovo.

Si proprio così, STENA continua a creare nuovi posti di lavoro armonizzando gli obiettivi sociali con quelli economici con la finalità̀ di preservare il patrimonio ambientale, sociale e umano.

Le persone al centro.

È questo il driver del Protocollo antiCovid che STENA ha sviluppato per proteggere la salute dei dipendenti, delle loro famiglie, dei lavoratori interinali, degli appaltatori, dei fornitori, dei clienti, degli abitanti delle zone prossime agli impianti e di tutti coloro che vengono in visita.

STENA non ha atteso un obbligo e volontariamente ha investito importanti risorse per definire e attivare il Protocollo sviluppato insieme ad accreditati esperti dell’ambiente medico e legale per poi condividerlo con i principali Stakeholders.

Ci siamo fatti guidare dall’amministratore delegato Giuseppe Piardi in un viaggio virtuale nel layout del nuovo Protocollo e abbiamo visto come si sono trasformati gli spazi di lavoro negli uffici, negli impianti e nelle zone di accesso agli impianti stessi situati in Cavenago (MB) Carpi (MO) e Angiari (VR).

Da subito sono state adottate tutte le procedure previste per legge: turni, ampliamento delle distanze tra le persone, riprogettazione degli spazi lavorativi, sanificazioni e dotazioni di sistemi protettivi quali barriere divisorie all’interno degli uffici, dispensatori di igienizzanti, etc.

A questi si aggiungono complesse e severe procedure continuamente implementate sulle linee guida del nuovo Protocollo.
Anche il sistema industriale delle economie circolari infatti deve affrontare le difficoltà del momento con il vantaggio di essere per natura già̀ quotidianamente impegnato in una cura maniacale della sicurezza in tutti i suoi aspetti.

 “Sicurezza è una parola chiave delle nostre attività̀, continua Piardi, siamo abituati a gestirla. Questo è un lavoro estremamente complesso e influenzato da molteplici fattori; nulla può essere lasciato all’improvvisazione.

Credo si possa dire che le aziende impegnate nell’ economie circolari siano tra le più̀ controllate e questo non può che farci piacere”.

Approfondiamo allora il Protocollo anche attraverso le testimonianze dei rappresentanti del Comitato di Gestione del Protocollo, quali il Dr. Princivalle, coordinatore dei Medici Competenti degli impianti Stena, l’ing. Martina Scoponi RSSP e Covid manager, coadiuvata dall’ing. Evelin Pareschi, la dott. sa Elena Diliberto HR manager e l’Ing. Alberto Perali CFO, ai quali si aggiunge il consulente Avv. Mara Chilosi esperta in temi ambientali.

Già all’inizio del lock down sono state apportate le prime migliorie agli spazi lavorativi per garantire il distanziamento, seguite dall’ installazione dei tornelli in ingresso e dei sistemi di controllo installati sui portali con specifiche telecamere in grado di misurare la temperatura corporea.

Questi presidi permettono di consentire o meno l’accesso, nel totale rispetto della privacy.

La seconda fase necessitava di dati relativi ai test sierologici che garantissero un elevato livello di affidabilità, per la valutazione della situazione epidemiologica dei lavoratori, tutti effettuati da primarie strutture sanitarie con il coordinamento dei Medici Aziendali.

L’ing. Martina Scoponi ce ne parla sottolineando l’assoluta novità̀ dell’estensione dei test anche ai familiari, anche questa effettuata esclusivamente su base volontaria con l’approvazione dei diretti interessati.

Sono già due le tornate di test, giugno e luglio, eseguiti in tutti gli impianti produttivi (in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna).

I risultati restituiscono un quadro confortante soprattutto per l’evoluzione tra la prima e la seconda tornata che vede scomparire i pochissimi casi (2%) di positività al tampone del primo controllo.

È un impegno importante, necessario per ridurre ogni rischio di contagio e per proteggere le persone che insieme a noi danno vita ai progetti STENA e li rendono possibili.

Aiuta inoltre il SSN nel controllo dell’evoluzione epidemiologica, specie per quanto riguarda l’inserimento sociale e lavorativo del personale che rientra dall’estero.

Per quanto riguarda l’organizzazione, il “lavoro agile” continua ad essere utilizzato per tutti coloro che possono svolgere la mansione in remoto. Per i dipendenti che accedono agli impianti, oltre alla misura della temperatura, ne sono state adottate altre, stringenti, per il distanziamento sociale, la pulizia e sanificazione dei locali e in ultimo l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI).

” Tutto questo lo abbiamo fatto per le nostre persone che sono e restano la nostra risorsa più̀ importante e proprio a loro chiediamo ancora di aiutarci nella gestione del processo per il bene di tutti e delle comunità̀ che ci ospitano.”

Il dott. Piardi al termine della chiacchierata ringrazia tutti per la collaborazione e l’impegno dimostrati dalla “popolazione di Stena” e dalle autorità̀ che insieme a noi insistono per una ordinata e sicura ripresa delle attività̀.

STENA ci ha dimostrato anche qui un grande orgoglio e la volontà̀ di eccellere con un approccio etico che mette le persone e il loro lavoro al centro.

 

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