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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 01 agosto 2020, 00:12

Consorzio Vini Valpolicella, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Verona.

Il presidente uscente, Andrea Sartori: “Comparto, in salute, ma congiuntura difficile. No a compromessi su prezzi e qualità”.

Consorzio Vini Valpolicella, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Verona.

L’assemblea dei Soci del Consorzio Vini Valpolicella ha approvato il bilancio 2019 e ha insediato il nuovo Consiglio d’Amministrazione, che durerà, in carica, tre anni, e il cui presidente sarà nominato nel primo Consiglio utile. Importantissima, la notizia del riconoscimento del marchio ‘Amarone’ in Cina. Positivo l’esercizio dello scorso anno, in particolare sul fronte delle attività di promozione e internazionalizzazione, grazie anche ad un sensibile aumento della partecipazione degli associati (+10%), unito alle azioni, in difesa dei marchi della Doc, su scala mondiale, registrati oggi in 44 Paesi. “Contestualmente – ha rilevato il direttore del Consorzio tutela Vini Valpolicella, Olga Bussinello – si sono operate importanti economie di scala, attraverso l’internalizzazione delle attività organizzative, a partire dall’incoming di buyer e giornalisti, fino ai servizi logistici delle tappe estere. Un risparmio – ha proseguito – di circa 190mila euro, reimpiegato in promozione, formazione, comunicazione e tutela a consolidamento del brand collettivo. Ed è stato proprio l’aumento delle azioni di tutela, a generare l’unica voce di spesa in crescita di oltre il 30% sulla media del triennio”. Bene infine, in un bilancio, che chiude a quasi 2,2 milioni di euro, anche con l’incremento di finanziamenti pubblici e sponsorizzazioni private, per progetti targati Consorzio, in primis Anteprima Amarone, e la crescita dei ricavi sui servizi agronomici. “Chiudiamo un triennio, in linea con gli obiettivi generali – ha detto il presidente uscente del Consorzio, Andrea Sartori -, primo fra tutti, assicurando il mantenimento in equilibrio di tutta la filiera, nel medio e, si spera, nel lungo termine. Si spiegano, così sia le modifiche dei disciplinari, quanto i provvedimenti sulle rese e sugli impianti. Massimo impegno anche nelle azioni legate al mercato e alla tutela nei nostri brand, a partire da quello dell’Amarone, il cui nome appartiene alla denominazione e non a compagini private, come stabilito dal Tribunale di appello di Venezia. Lasciamo un comparto in salute – ha concluso Sartori – ma, anche un’eredità pesante, vista la congiuntura degli ultimi mesi, che richiederà la responsabilità di tutti e l’impegno di non scendere a compromessi, su qualità e prezzi”. Tra le azioni, che hanno contraddistinto il triennio guidato da Sartori, anche gli accordi anticontraffazione, con l’Icqrf (Ispettorato centrale qualità repressione frodi del Ministero delle Politiche agricole), ch, dal 2018 a oggi, ha contato oltre un centinaio, tra azioni legali e segnalazioni complessive, e - recentemente – quello sottoscritto con il Comando regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza. Al centro dell’agenda, la crescita delle politiche green, a partire dal progetto RRR (Riduci, Risparmia, Rispetta): dal 2017 la superficie rappresentata dalle aziende aderenti è infatti cresciuta di circa il 40%, arrivando a coinvolgere quest’anno 1.269 ettari vitati e 151 cantine (+32,5%). Formazione e cultura della denominazione in primo piano poi, grazie al Vep (Valpolicella education programme), il corso nato nel 2018, che, a oggi, ha certificato 28 esperti provenienti da 13 Paesi su oltre 150 candidature da 20 nazioni. Grande operatività, grande costruttività, grandi risultati, che, auguriamo, possano essere raggiunti anche in futuro, superando le difficoltà create dal virus, nell’interesse dell’economia della Valpolicella e di Verona.

Pierantonio Braggio

 


Pierantonio Braggio

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