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ANNUNCI E VARIE | 25 luglio 2020, 14:47

XXVI San Giò Verona Video Festival, “senza frontiere”.

Organizzato da Ugo Brusaporco, e con la presentazione di opere, da 18 Paesi, si terrà, a Verona, nei giorni 23-27 luglio 2020. Proiezioni, in Santa Maria in Chiavica e nella Loggia di Fra’ Giocondo, Piazza dei Signori, Verona.

XXVI San Giò Verona Video Festival, “senza frontiere”.

Ci segnala, con entusiasmo e passione, l’esperto ed attivo Ugo Brusaporco, fondatore e direttore del Festival, che “Verona si illuminerà, dal 23 al 27, di questo luglio, con le immagini, senza frontiere, del San Giò Verona Video Festival 2020, presieduto da Michael Benson. Diciotto sono le nazioni – Albania, Argentina, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cuba, Francia, Germania, Hong Kong, Italia, Messico, Russia, Spagna, Svizzera, Tunisia, Vietnam ed USAche portano ventisei loro produzioni, nel ventiseiesimo concorso di questa rassegna internazionale di produzioni digitali. Dall’Albania al Vietnam, passando dal Brasile agli USA, dal Canada alla Svizzera, da Hong Kong alla Tunisia, sono arrivate, come abbiamo visto, produzioni, in un gioco, che vede quattro continenti, raccontare storie, per capire l’oggi, che stiamo vivendo, per regalare memoria. Fiction, animazione, documentari, biopic, drammi e commedie, corti e lunghi, tutto per aprire varchi, in un mondo di immagini, bloccato dal non dire dei media, con lo stantio sopravvivere delle immagini televisive, prive di una qualsiasi idea originale. Le proiezioni, ad ingresso gratuito, si terranno, al pomeriggio, da venerdì 24 a lunedì 25, alle  17, a Santa Maria in Chiavica. E, dal 23 al 27 luglio, dalle ore 21, nella Loggia di Fra’ Giocondo, Piazza dei Signori. I posti disponibili sono pochi, in entrambe le situazioni, a causa del Corona virus, che ha condizionato e condiziona, comunque, le scelte del nostro Festival. La maggior parte degli ospiti previsti non ha potuto raggiungerci, e, anche per un paio di film, abbiamo scontato il fatto, che non siano già passati per un Festival maggiore. Perché il Verona Video Festival è un Festival, rispetto ad altri, di nicchia… Un amico ci ha detto che siamo come una gioielleria, nel mondo dei Festival internazionali, che si riempiono di necessaria bigiotteria… Certo, anche no, in minima parte, paghiamo pegno alla cinematografia commerciale, soprattutto, per quel che riguarda le produzioni italiane, legate sempre a uno schema televisivo, che manca alle altre cinematografie, anche a quelle più attente a un ottocentesco narrare, come parte di quelle sudamericane, che si riempiono però di un fascino, che affonda in mistiche e leggendarie radici. Ma basta un film fondamentale come “Trastornos del sueño”, di Sofía Paloma Gómez e Camilo Becerra, a dirci della modernità del narrare, pellicola, che, in Cile è stato definito, come il film, che chiama alla sveglia generazioni intontite, dai piccoli schermi di computer e tv, un film crudo e crudele, sull’oggi, che condividiamo. E, da quel Sud America, arriva qui anche “Espero Tua (Re)Volta”, di Eliza Capai, che ci dice di un Brasile, di cui, non si parla dei giovani studenti e lavoratori, che credono in un possibile futuro. Si resta stupiti, di fronte a come, con semplicità, Paolo Zagaglia, nel suo ”ILS ( Loro)”, dal Belgio, ci dice, come cambia il mondo, restando sempre fermo, in un breve viaggio temporale, in un quartiere  popolare, che un tempo veniva detto spregiativamente “degli italiani” e oggi “degli arabi”, e lui, Zagaglia, è un simbolo del Festival; diventato cieco, egli continua a narrare, con le immagini, mescolando memorie e ombre, realizzando Cinema. E, ancora, come non dire di “Another World” di Ng Kai-chung, delicata animazione, che viene da Hong Kong, dove, una giova mort, sogna di reincarnarsi, in un mondo migliore: poesia, contro tutti i poteri, che opprimono il mondo. Che dire, poi, di MỘT KHU ĐẤT TỐT - BLESSED LAND, di Phạm Ngọc Lân, film vietnamita, che ci ricorda il nostro dimenticare, con una madr, che cerca la tomba, in un cimitero, finito sotto un supermercato…: non è quello, che abbiamo fatto noi, a Verona, non quello che è successo, in via Pigna o nelle strade, bombardate, durante la seconda guerra mondiale? A chi interessa la memoria? Il festival ricorda anche Carmen Basilio, l'unico pugile a detenere, sia il titolo dei pesi welter, che quello dei pesi medi. Ha battuto Sugar Ray Robinson, nello Yankee Stadium, per il campionato dei pesi medi nel 1957. Ring Magazine lo nominò Fighter of the Year nel 1957, e uno dei più grandi combattenti degli ultimi 80 anni.  Passando ad altro tema, pochi titoli-invito a viaggiare con un Festival, dedicato a Corso Salani (196 -2010),  grande regista e grande amico di questo Festival, senza tappeti rossi, perché è il film il vero protagonista. Salani – cui è dedicato il XXVI Festival – fu uno dei primi giurati, sarebbe rimasto contento di questa selezione 2020. Buon Festival a tutti”! IL XXVI San Giò è stato presentato ufficialmente, nella Loggia di Fra’ Giocondo, Verona, dall’assessore alle Manifestazioni del Comune di Verona, Filippo Rando, dal consigliere provinciale, delegato alla Cultura, Gino Fiocco, e da Ugo Brusaporco stesso, che ha sottolineato, come il Festival sia, ovviamente, dedicato alla presentazione e alla valorizzazione di pellicole e di video, anche veronesi – realizzati, per essere visti e capiti, dato che ognuno d’essi porta un suo messaggio – ma, anche, per fare conoscere Verona, il suo territorio, le sue tradizioni, la sua storia e la sua arte. Il programma del Festival – sempre studiato e attraente – sarà illustrato, giovedì 23 luglio, alle ore 21, nella Loggia di Fra’ Giocondo. L’assessore Rando: Da sempre, un Festival innovativo e originale. Per quest’anno, il San Giò ha messo in campo tutta la sua voglia di continuare a proporre alla città una manifestazione interessante, dall’alto valore culturale. Non si sono arresi e, nonostante le difficoltà del momento, hanno proposto una 26 edizione, composta da ben 26 titoli originali, tra film e corti, per un cartellone, che coinvolge complessivamente, oltre all’Italia, altri 18 Paesi”. “San Giò”: grande contributo veronese – dovuto al grande, illimitato impegno di Ugo Brusaporco – alla cultura nazionale ed internazionale e ad una sempre migliore e cosciente comprensione fra popoli.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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