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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 03 luglio 2020, 10:35

Cattolica Assicurazioni: Lettera al direttore di un socio arrabbiato

In questi giorni, caldissimi per Cattolica Assicurazioni riceviamo una lettera di un socio che esprime le sue posizioni su alcune vicende di cui è a conoscenza. Ovviamente siamo a disposizione per pubblicare le repliche che la Compagnia volesse inviarci

Cattolica Assicurazioni: Lettera al direttore di un socio  arrabbiato

TITOLO: DOVE VANNO I SOLDI DEI SOCI DI CATTOLICA? ATTO 1°

Come noto, nei prossimi mesi Cattolica Assicurazioni dovrà chiedere al mercato di sostenere un aumento di capitale nell’ordine di alcune centinaia di milioni di Euro. Non pochi, per una Compagnia che aveva lanciato business plan ricco di promesse, e sicuramente le turbolenze che hanno animato il consiglio di amministrazione nell’ultimo anno denotano un nervosismo inimmaginabile solo due anni fa. Gli organi societariillustreranno nelle sedi opportune le ragioni di questo bisogno di denaro ormai endemico, ma chi volesse spulciare i verbali delle ultime assemblee noterà che c’è una questione, spesso liquidata sbrigativamente dagli organi stessi, che sembra aver contribuito, almeno in parte, alla creazione di questa voragine nei conti, ed è la questione relativa alle modalità con cui la Compagnia procede al recupero dei propri crediti nei confronti dei clienti morosi.
Alcuni soci, da anni vanno denunciandoalcune stranezze rilevate a questo proposito, stranezze che vanno dai solleciti di pagamento relativi alle polizze disdettate a quelli conseguenti a un preteso rinnovo tacito delle polizze RCA (polizze che, dai tempi delle liberalizzazioni di Bersani, non si possono rinnovare tacitamente), per passare poi alle cause intentate alla clientela e poi abbandonate senza iscriverle a ruolo (in sostanza, la Compagnia cita in giudizio i propri clienti senza poi comparire alle udienze che essa stessa fissa, esponendosi in tal modo alle richieste risarcitorie della clientela). Non mancano casi in cui la Compagnia, pur dopo aver perso in giudizio nei confronti dei clienti, insista nel chiedere loro pagamenti non dovuti, o casi ancora più eclatanti in cui la Compagnia, invitata dal Giudice a desistere dalle proprie pretese, impedisca la definizione bonaria dei giudizi e poi venga condannata per “abuso dello strumento processuale”. Altri casi potrei segnalare  di questa natura che non  rendono onore al  nome di Cattolica Assicurazioni, ma rendono onore alle spese.
I clienti , a quanto ci risulta, si sono rivolti sia all’IVASS sia all’Antitrust per chiedere la cessazione di questi comportamenti, e ciascuna delle due autorità ha aperto proprie istruttorie sul punto. A margine di ciò, peraltro, resta il dubbio che la gestione del recupero crediti di Cattolica sia ispirata al principio del “forte con i deboli e debole con i forti”: da un lato, ci sono clienti che, per poche centinaia di Euro, spesso neppure dovuti, vengono trascinati in giudizio; dall’altro lato, posizioni debitorie ben più corpose vengono lasciate a dormire nei cassetti, in attesa di tempi migliori.
Qualche anno fa, un ex agente ebbe modo di segnalare al Presidente Dott. Bedoni che i tempi e le modalità di recupero dei crediti nei confronti della clientela non erano in linea con le esigenze di tutela degli interessi della compagnia, e si arrivò a tracciare una proiezione matematica per cui la Compagnia, per inerzia, lasciava sul tavolo circa 50 milioni di Euro all’anno. A fronte della denuncia dell’ex agente la Compagnia non ha adottato alcuna iniziativa, e neppure le denunce presentate dai soci al Comitato di Controllo e al precedente Collegio Sindacale hanno sortito riscontri esaustivi.
Viene da chiedersi se non sia il caso, prima di chiedere denaro al mercato, di implementare procedure efficienti di recupero del credito, abbandonando invece le azioni puramente vessatorie.
Per poi citare quella che  in altri contesti potrebbe far sorridere se non fosse grave: Cattolica viene citata in una causa, nonostante la mediazione assistita (alla quale è obbligatorio presentarsi) non si presenta e viene condannata in contumacia.
Cattolica dopo essere stata condannata in contumacia, cosa fa? Ricorre in appello , ma perchè non  l'ha fatto subito quando poteva  presentare  elementi di prova?
Ecco perchè, in sintesi, relativamente all'aumento di capitale io mi permetto di dire che non darò i miei soldi  in mano a gente così…………

Il socio di Cattolica
FinemaSrl - l'Amm. Unico Marcello Freddi

Marcello Freddi

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