ECONOMIA VERONESE e VENETA | sabato 08 agosto 2020 11:43

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 01 luglio 2020, 17:51

Rendiconto 2019: aumenta l’avanzo, cala ancora il personale. Comunicato della Provincia di Verona.

Il Consiglio Provinciale si è riunito, oggi pomeriggio, lunedì 29 giugno 2020. Tra i punti all’ordine del giorno, il rendiconto di gestione 2019, approvato, con 11 voti favorevoli e tre contrari. L’Ente ha rispettato gli equilibri di bilancio, con una quota di avanzo non vincolato, pari a 54,2 milioni di euro (erano 35,6, nel 2018). Le entrate tributarie si sono attestate a 76,7 milioni, di cui 35,7 dall'imposta sulle assicurazioni R.C. Auto, 5,5, dall’addizionale provinciale rifiuti e 35,3, dall'imposta di trascrizione (IPT).

Rendiconto 2019: aumenta l’avanzo, cala ancora il personale. Comunicato della Provincia di Verona.

. Per quest'ultima, che deriva in massima parte dai passaggi di proprietà dei veicoli usati e dalle immatricolazioni dei veicoli nuovi, le prime proiezioni conseguenti alla crisi del mercato dell'auto, dovuta all'emergenza Covid-19, indicano una contrazione di diversi milioni di euro, per il 2020. Infatti, nei soli mesi di marzo e aprile, il calo del gettito, rispetto al medesimo periodo del 2019, è stato – rispettivamente – del 40,1 e del 93,6%. Uno squilibrio di entrate tributarie, che la Provincia potrà colmare, proprio grazie alla disponibilità del cospicuo avanzo di amministrazione non vincolato, registrato dall’Ente. Tra i trasferimenti dello Stato nel rendiconto, anche un contributo annuale di 5,3 milioni, per piani di sicurezza di scuole e strade. La spesa corrente si è attestata a 102,1 milioni di euro (erano 111,7 nel 2018). A incidere, per circa il 70 per cento, il trasporto pubblico locale (39,9 milioni, sostenuti in buona parte dai trasferimenti da Comuni e Regione) e il prelievo forzoso dello Stato (31,2 milioni). La spesa per il personale è ammontata a circa 10,2 milioni di euro, in riduzione rispetto al 2018. Infatti, il personale in servizio è calato di sei unità, rispetto all'anno precedente, arrivando a 214 dipendenti a tempo indeterminato (erano 457 nel 2014, prima della riforma “Delrio”). Infine, il debito dell’Ente è diminuito ulteriormente: dai 33,2 milioni del 2018 ai 28,5 del 2019. “Abbiamo i conti in ordine. Ci troviamo però di fronte a un paradosso: al crescere dell'avanzo di bilancio corrisponde un calo del personale – sottolinea Manuel Scalzotto, Presidente della Provincia –. Così si rischia di rendere vana questa disponibilità di risorse. Ai buoni risultati in termini di manutenzioni, intendiamo aggiungere anche gli investimenti che il nostro territorio aspetta da tempo. Per raggiungere questo obbiettivo, attraverso l'Upi, abbiamo avanzato una proposta affinché si permetta agli Enti che, come il nostro, hanno un rapporto tra numero di dipendenti e di residenti di gran lunga inferiore alla media, di procedere a nuove assunzioni. Un atto che ritengo necessario, per correggere, almeno in parte, le diseguaglianze provocate dal taglio lineare del 50% post riforma Delrio, che di fatto ha avvantaggiato le Province con uffici già 'corposi' rispetto a quelle virtuose come la nostra. L'altra proposta che le Province Venete hanno avanzato in emergenza Covid al Governo, contempla la riduzione dei tempi di alcune procedure di gara, consentendo così di investire nei propri territori, in un momento di crescente difficoltà economica, fondi già a disposizione. Non ci siamo limitati però alle sole proposte: abbiamo individuato, nei parametri di legge, la possibilità di potenziare a breve, almeno temporaneamente, le risorse umane per lo sviluppo dei grandi progetti: scuole come il Giorgi, la variante alla strada provinciale 10, la sistemazione del Palazzo Scaligero, le infrastrutture. Infine, appena l'emergenza in atto lo permetterà, riprenderemo gli incontri con i colleghi Sindaci veronesi per sostenere e individuare, in collaborazione con i Comuni, ulteriori interventi migliorativi ersonale è ammontata a circa 10,2 milioni di euro, in riduzione rispetto al 2018. Infatti, il personale in servizio è calato di sei unità rispetto all'anno precedente, arrivando a 214 dipendenti a tempo indeterminato (erano 457 nel 2014, prima della riforma “Delrio”). Infine, il debito dell’Ente è diminuito ulteriormente: dai 33,2 milioni del 2018 ai 28,5 del 2019. “Abbiamo i conti in ordine. Ci troviamo però di fronte a un paradosso: al crescere dell'avanzo di bilancio corrisponde un calo del personale – sottolinea Manuel Scalzotto, Presidente della Provincia –. Così si rischia di rendere vana questa disponibilità di risorse. Ai buoni risultati in termini di manutenzioni, intendiamo aggiungere anche gli investimenti che il nostro territorio aspetta da tempo. Per raggiungere questo obbiettivo, attraverso l'Upi, abbiamo avanzato una proposta affinché si permetta agli Enti che, come il nostro, hanno un rapporto tra numero di dipendenti e di residenti di gran lunga inferiore alla media, di procedere a nuove assunzioni. Un atto che ritengo necessario per correggere, almeno in parte, le diseguaglianze provocate dal taglio lineare del 50% post riforma Delrio, che di fatto ha avvantaggiato le Province con uffici già 'corposi' rispetto a quelle virtuose come la nostra. L'altra proposta che le Province Venete hanno avanzato in emergenza Covid al Governo, contempla la riduzione dei tempi di alcune procedure di gara, consentendo così di investire nei propri territori, in un momento di crescente difficoltà economica, fondi già a disposizione. Non ci siamo limitati però alle sole proposte: abbiamo individuato, nei parametri di legge, la possibilità di potenziare a breve, almeno temporaneamente, le risorse umane per lo sviluppo dei grandi progetti: scuole come il Giorgi, la variante alla strada provinciale 10, la sistemazione del Palazzo Scaligero, le infrastrutture. Infine, appena l'emergenza in atto lo permetterà, riprenderemo gli incontri con i colleghi Sindaci veronesi per sostenere e individuare, in collaborazione con i Comuni, ulteriori interventi migliorativi lungo la viabilità provinciale. Come abbiamo fatto a fine 2019 firmando le ultime convenzioni per 7 milioni di euro di contributi per 40 interventi, in altrettanti Comuni, finalizzati alla sistemazione di incroci e intersezioni tra strade provinciali e comunali”. Nell’esprimere il voto contrario del gruppo ‘Insieme per Verona’, il Consigliere Alessio Albertini ha affermato che: “di fatto, rispetto a quanto annunciato negli ultimi mesi, non ci sono stati avanzamenti di rilievo e l’avanzo di amministrazione è aumentato ulteriormente. Ci saremo aspettati qualche proposta più concreta. Abbiamo mantenuto sempre un atteggiamento di collaborazione positiva, ma non vogliamo che venga inteso come corresponsabilità per i risultati che riteniamo non raggiunti. Ci sono un gruppo di maggioranza e uno di minoranza. Votiamo no al rendiconto anche con spirito propositivo per trovare delle soluzioni, come ad esempio la co-progettazione con i Comuni o finanziamenti in misura fissa per le opere pubbliche degli enti locali, come sta facendo il Governo da alcuni anni”. Contrario anche il Consigliere Zeno Falzi, del Gruppo ‘Civici per Verona’: “Abbiamo le risorse e vorremmo spenderle. Soprattutto in un periodo di difficoltà per i Comuni come questo in seguito all’emergenza Covid, si deve fare di più per aiutare le amministrazioni locali anche in collaborazione con le stesse. Non è un voto contrario alle persone, o agli aspetti tecnici del rendiconto, ma è un ‘no’ politico”. Infine, durante il Consiglio, è stato votato lo schema di accordo per il Pati, Piano di Assetto del Territorio Intercomunale, relativo al progetto di un centro commerciale ad Affi, in località Canove e in prossimità del casello dell’A22. Dal 2017 la normativa regionale prevede, in caso di una nuova grande struttura di vendita con superficie superiore a 4.000 mq (8.000 nei Comuni capoluogo), che vi sia la pianificazione coordinata che comprenda anche i Comuni confinanti. Ovvero, nel caso del centro commerciale di Affi: Bardolino, Cavaion Veronese, Costermano sul Garda e Rivoli Veronese. Lo schema ha raccolto dieci voti favorevoli e tre astensioni. L’adozione spetterà nei prossimi mesi ai Consigli Comunali degli enti coinvolti.


 






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