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ANNUNCI E VARIE | 29 giugno 2020, 10:51

Il biologico, in Italia, più forte del virus…

A Veronafiere, nei giorni 23 e 24 novembre 2020, si terrà “B/Open, rassegna del Bio foods & Natural e del self-care”. 

Il biologico, in Italia, più forte del virus…

Crescono in Italia i consumi di bio anche durante il lockdown (+11%), con una forte accelerazione nel periodo compreso fra il 9 di marzo e Pasqua (+20%, trascinato prevalentemente dal Nord Italia) a conferma di un appeal molto forte sul consumatore. Anche il numero di operatori, nei primi cinque mesi del 2020, aumenta… Questo si è saputo, nel corso della presentazione di B/Open – la nuova rassegna del Bio foods & Natural e del self-care, prevista, a Verona, il 23 e il 24 novembre 2020,www.b-opentrade.com. Un settore in salute, dunque, e con grandi opportunità, chesi mantiene stabile – con una percentuale di crescita che oscilla da +1,34% a +1,5% – arrivando a 80.105 unità, contro i 79.046 del 2018. “Sembra confermata una continua crescita, seppure più rallentata, un po’ come era avvenuto anche nel 2018”, ha esordito Riccardo Cozzo, presidente di Assocertbio, l’Associazione, che certifica attraverso i propri soci, circa il 95% degli operatori del biologico.
Su un terreno positivo il trend nei primi cinque mesi del 2020 (+117 unità, pari al +0,15%), “meno frizzante con ogni probabilità per l’effetto delle difficoltà nella trasmissione delle notifiche da parte dei Centri di assistenza agricola nella fase di confinamento, anche se la ripresa delle attività, a giugno, lasciano ipotizzare che, nel secondo semestre gli operatori certificati possano aumentare”.

  Le superfici bio, nei primi 5 mesi del 2020, evidenziano una sostanziale tenuta della Sau o Superficie agricola utilizzata, con circa 10.000 ettari certificati in più (+0,57%), che potrebbero essere confermati anche nelle proiezioni di fine anno. Identikit delle imprese agricole bio, nei primi mesi del 2020: il 45% ha una superficie inferiore ai 15 ettari, il 25% si estende tra 15 e 50 ettari e il 30% occupa una Sau superiore ai 50 ettari. Calabria, Sicilia e Puglia si confermano anche, nei primi mesi del 2020 le regioni, nelle quali, è presente il maggior numero di operatori biologici. Il settore, ha grande potenzialità e, secondo Francesco Giardina, responsabile dell’Associazione produttori biologici di Coldiretti, “deve rimettere al centro l’impresa agricola, monitorando le produzioni, per evitare bolle pericolose, che potrebbero travolgere un comparto. I dati delle non conformità legati alle importazioni di biologico, sono allarmanti, e, proprio per questo, bisogna sostenere il Made in Italy, per rispondere alle esigenze di trasparenza e alla domanda crescente dei consumi. Strategici, in tal senso, i mercati di Campagna Amica, dove il valore aggiunto dell’acquisto direttamente dal produttore rappresenta una garanzia, per agricoltori e consumatori”. Luigi Tozzi, responsabile Ufficio Qualità e sicurezza alimentare di Confagricoltura, ha posto l’accento sul tema della burocrazia eccessiva. “Serve un cambio di mentalità, perché non basta aumentare le superfici bio, se poi manca il prodotto e se l’iter burocratico è troppo complesso, tanto che gli ettari, in conversione, diminuiscono – ha specificato –. Inoltre, dobbiamo ottenere la reciprocità fra le regole di produzione e certificazione bio comunitarie ed extra Ue”. Andrea Bertoldi, vicepresidente di Federbio: ”Accanto al tema burocrazia, resta da risolvere il nodo della redditività. In tal senso, egli lanciato l’iniziativa per il giusto prezzo dei prodotti biologici. “Dobbiamo sostenere i giovani e le imprese agricole a fare redditività, altrimenti non si verificherà il ricambio generazionale che è necessario per il settore”, ha detto, quindi, Bertoldi. Olivicoltura: l’Italia è al secondo posto, fra le superfici bio al mondo, con 235.741 ettari (26,70% della superficie mondiale a olivo bio, alle spalle della Tunisia (254.411 ettari) e davanti a Spagna (195.114 ha) e Turchia (81.586 ha).
“Con un valore al consumo di 7,1 milioni di euro – ha detto Riccardo Meo, Ismea – 40.099 tonnellate di olio bio, 44.903 operatori, 1.620 frantoi biologici, il settore ha grandi opportunità di crescita, sfruttando le politiche comunitarie, l’aggregazione in organizzazioni di produttori, la crescita delle vendite che nella grande distribuzione è aumentata del 200% negli ultimi dieci anni”.
Un grande comparto agricolo, in costante progresso, dunque, che si presenrerà a Verona, presso Veronafiere, nel prossimo novembre. 

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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