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ANNUNCI E VARIE | 16 giugno 2020, 23:03

SICUREZZA DEL TERRITORIO: PER ANCE VERONA URGE UN LAVORO DI SQUADRA.

Il Presidente Carlo Trestini invita a creare un tavolo comune tra Enti Preposti, Associazioni imprenditoriali e Istituti di ricerca.

SICUREZZA DEL TERRITORIO: PER ANCE VERONA URGE UN LAVORO DI SQUADRA.

Le logiche emergenziali non pagano anzi, costano. Siamo ormai tutti consapevoli che è in atto un cambiamento climatico e i recenti eventi meteorologici in alcune zone della Provincia veronese hanno messo nuovamente in luce l’estrema fragilità del nostro territorio. Perciò il presidente di Ance Verona Carlo Trestini rilancia la proposta di costituire, quanto prima, un tavolo di lavoro condiviso per la messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture.

A seguire le considerazioni del presidente Trestini.

“Era il 2010 quando Ance Verona, a seguito dell’alluvione nell’est veronese, aveva proposto un patto per il territorio, un programma di medio-lungo periodo per la conservazione dell'ambiente e delle infrastrutture, condiviso tra tutti gli Enti preposti e le Aziende locali, con il quale calendarizzare le opere di sistemazione e mantenimento dando priorità alle situazioni più critiche, prevedendo contemporaneamente protocolli per il pronto intervento nel caso di eventi improvvisi.

Dopo dieci anni si prosegue con la politica dell’emergenza, si contano i danni e si richiede lo stato di calamità per coprire, almeno in parte, i costi per la messa in sicurezza e per le aziende e le famiglie colpite più duramente. L’osservazione sollevata da molti è che non ci sono i fondi necessari per far fronte a queste spese, soprattutto in un momento in cui l’economia intera e le casse dello Stato e degli Enti Locali sono alla disperata ricerca di quanto possa servire ad arginare i pesanti effetti del recente lockdown.

È difficile negare che quanto sopra sia vero, ma crediamo sia comunque necessario pensare anche ad aspetti che possono sembrare di secondaria importanza di fronte alle pandemie globali. Se infatti l’economia italiana è in ginocchio, è evidente che per risollevarsi ha bisogno di un territorio in cui gli scambi ed i rapporti commerciali siano garantiti, e non si interrompano improvvisamente a causa di un temporale, seppur di dimensioni a cui non siamo abituati.

Ad onor del vero, bisogna ammettere che questi fenomeni non sono più così isolati e sporadici. Aspetto noto ormai da anni e denunciato da molti in tutte le occasioni in cui si verificano frane, allagamenti o simili, salvo poi cadere nel dimenticatoio, coperto da fatti di cronaca che ne oscurano l’importanza e l’assoluta necessità di intervenire. Dovremmo piuttosto essere pronti a non farci cogliere impreparati.

Riteniamo che la mancanza di fondi sia superabile con una logica di lavoro di squadra, di rete e di filiera, coinvolgendo tutti gli attori a partire dagli Enti preposti (Comuni, Protezione Civile, ecc.), passando per le Associazioni Imprenditoriali e le imprese, fino ad arrivare agli Istituti di Ricerca come le Università.

Esistono strumenti che possono essere sfruttati, ad esempio, per avere un grado elevato di conoscenza anche dell’intensità dei fenomeni atmosferici, dove si verificano maggiormente e con quale frequenza. Dati da utilizzare per avere un quadro preciso dello stato di fatto, sulla base del quale mettere a punto quel programma di manutenzione a cui accennavamo.

Un programma che porterebbe enormi benefici sia dal punto di vista della sicurezza del territorio (e della sua piena possibilità di utilizzo) che dell’economia, con nuove occasioni di lavoro per le imprese”.

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