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ESPRIME CULTURA | 13 giugno 2020, 09:32

Lo scultore Ugo Zannoni di casa alle Stimate

La comunità stimmatina inaugura una mostra nel centenario della morte

foto dell'autore

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 Era di casa alle Stimate di via Montanari a Verona l’artista Ugo Zannoni (Verona, 21 luglio 1836 – Verona, 3 giugno 1919), uno tra i maggiori scultori dell’Ottocento. Di lui la nostra città può ammirare la  statua di Dante Alighieri nella Piazza dei Signori, i busti di Michele Sanmicheli e di Nicola Mazza nella chiesa di San Tommaso Cantuariense, sempre nella stessa chiesa, il gruppo scultoreo per l’altare Dolcetti, numerose tombe nobiliari nel Cimitero monumentale, alcuni busti nella protomoteca cittadina (oggi ospitata alla biblioteca civica di Verona) ed il monumento ad Aleardo Aleardi.
 Ma non si può nemmeno dimenticare che ben 11 anni (1904-1915 Zannoni insegnò disegno ed arte plastica alla Scuola del Patronato operaio in funzione alle Stimate dal 1904.  
Alle Stimate lo scultore aveva anche il proprio atelier che si affacciava sul cortile interno della scuola. Un ambiente spazioso, ricco dei propri lavori, delle acquisizioni di opere altrui da lui scelte e dei modelli di studio che adoperava nell’insegnamento.
 Segno dell’attaccamento a questa sua “residenza” alle Stimate si possono considerare le cinque statue da lui realizzate per la chiesa delle Terese, luogo di culto del Patronato e poi Santuario dedicato alla Madonna di Lourdes in Cittadella, che sorgeva dove oggi si trova il Teatro alle Stimate. Quattro di esse (le statue di San Luigi, di San Giuseppe con il Bambino, di Santa Teresa d’Avila e del Buon Pastore) adornavano gli altari laterali della chiesa. La quinta, una grandiosa statua della Madonna (alta metri 2,65), era collocata nella grotta, imitazione di quella di Lourdes, posta in alto dietro l’altare maggiore.
 Nel 1945 il Santuario subì gravissimi danni durante un bombardamento alleato scatenato sulla città di Verona, ma le statue vennero recuperate pressoché indenni ed ora si trovano al nuovo Santuario dedicato alla Madonna di Lourdes che domina la città di Verona dal colle San Leonardo, sulle fondamenta dell’omonimo forte austriaco. La statua del Buon Pastore è, invece, collocata nel giardino della casa della comunità stimmatina di via Montanari.
 Alla morte, per sua espressa volontà testamentaria, l’artista volle che i propri funerali venissero celebrati nel Santuario che tanto amava ed aveva collaborato ad adornare.
 Dello scultore Zannoni agli Stimmatini rimangono parecchi bozzetti in gesso, finemente modellati e firmati, lavori realizzati poi in città e altrove e, soprattutto, per il Cimitero della città di Verona, dove si trova anche la tomba della sua famiglia, da lui progettata e realizzata.
 Una curiosità che vale la pena di annotare: alcuni dei bozzetti in gesso presentano due possibili soluzioni studiate dal maestro: Soluzioni che sottoponeva all’esame dei committenti perché potessero scegliere quella che più soddisfaceva le loro aspettative.
 Insieme ai gessi di Zannoni gli Stimmatini conservano anche l’autoritratto in marmo ed una statua realizzata di San Luigi Gonzaga, l’Immacolata di Lourdes in marmo, un bozzetto originale di quella grande Madonna presente al Santuario sul colle ed un piccolo bozzetto in bronzo dell’Addolorata, dono personale dell’autore al Superiore Generale di allora padre Gian Battista Tomasi, successivamente realizzata per il Santuario della Corona, altro luogo di culto impreziosito dall’opera di Zannoni.
 A questi preziosi documenti dell’attività artistica dello scultore Ugo Zannoni, in occasione dei cento anni dalla morte, la comunità religiosa degli Stimmatini dedica ora una significativa e bella sala al piano terra del suo convento. L’inaugurazione ufficiale, pur in clima di coronavirus per cui gli inviti sono stati limitati, è avvenuta venerdì 12 giugno, giorno scelto perché anniversario della morte e festa di San Gaspare Bertoni, fondatore degli Stimmatini. Nell’autunno prossimo la mostra verrà presentata anche al grande pubblico.
 Questa che è stata inaugurata il 12 è la prima  sala di un percorso museale che in seguito intende comprendere i beni artistici acquisiti nel tempo e che la comunità degli Stimmatini vuole rendere fruibili alla città.
 Quaranta sono le produzioni di Zannoni raccolte e presentate in questo ampio spazio espositivo. Interessanti, in particolare, i bozzetti in gesso, trascurati nel passato, ma che vengono ora giustamente rivalutati in quanto sicure produzioni della mano dell’artista, mentre le opere finali spesso vedono la collaborazione della sua “bottega”.
 La realizzazione di questa mostra va ascritta all’intuizione e al coordinamento di fratel Patrizio Orlandi, della comunità stimmatina, che ha operato con il sostegno dei propri superiori. Ma occorre sottolineare anche i preziosi consigli ricevuti dagli esperti e la decisiva collaborazione per il restauro e lo studio da parte delle allieve della Scuola di Restauro dell’Accademia delle Belle Arti di Verona che hanno riportato quei gessi alla loro bellezza originale dove è possibile ammirare la mano felice e splendida con cui Zannoni lavorava la materia nell’intento riuscito di darle vita e forma artistica. Peccato che la fama di questo scultore veronese sia più diffusa all’estero che casa sua.
          Giuseppe Corrà

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