ECONOMIA VERONESE e VENETA | martedì 29 settembre 2020 15:56

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 11 giugno 2020, 12:11

Il 2020 promette una buona raccolto, per l’olivicoltura veronese. Lo segnala Confagricoltura, Verona.

Siamo lieti di potere offrire una bella notizia. Almeno una, e, questa volta, in fatto di agricoltura-olivicoltura…! Buona partenza, scrive, infatti, Confagricoltura, Verona, per l’olio di oliva extravergine del Veronese, dopo l’annata disastrosa dello scorso anno, ridotta quasi al 95% in meno, rispetto al 2018. Giornate calde e soleggiate di aprile e di maggio 2020 hanno favorito una fioritura generosa e abbondante.

Il 2020 promette una buona raccolto, per l’olivicoltura veronese.                                          Lo segnala Confagricoltura, Verona.

E i produttori veronesi, che coltivano 3.560 ettari di superficie a olivo, sperano, ora, in un futuro meteo favorevole. “Quest’anno, siamo partiti con il piede giusto” – sottolinea Laura Turri, presidente degli olivicoltori di Confagricoltura Verona e del Consorzio Olio Garda dop -. “Abbiamo avuto una fioritura ottima, dalla metà di maggio, grazie a giornate soleggiate, che all’ulivo fanno molto bene. Ora, siamo in attesa di vedere l’allegagione, cioè il passaggio dal fiore al frutto, da cui capiremo, se le piogge di questi giorni hanno influito. Abbiamo, però avuto, così tanti fiori che, anche ne fossero caduti in parte, avremmo, comunque, la certezza di una produzione abbondante. Bisogna, però, che, d’ora in avanti faccia il clima giusto. Con una partenza così, dovremmo metterci alle spalle la stagione disastrosa del 2019, quando l’eccesso di piogge, in primavera, e i forti sbalzi termici compromisero l’intera annata. L’olio Garda dop perse il 96 per cento della produzione. Molti olivicoltori non tirarono fuori neppure le reti, per la raccolta, tanto la produzione fu decimata. Tutto il contrario dell’annata 2018, coronata da 220.000 quintali di olive, in Veneto”. Enzo Gambin, direttore del Consorzio Olio Veneto dop: “Quest’anno, ci sono tutti i presupposti, per una buona stagione. Abbiamo, complessivamente, circa un 15% di fiori in meno, rispetto al 2018, ma quella fu un’annata straordinaria. Dobbiamo attendere la settimana prossima, per capire, se abbiamo perdite. Le bombe d’acqua e il vento hanno creato problemi in alcune zone, staccando i frutticini, in formazione. Ci preoccupa un po’ la situazione della Valpolicella bassa, mentre il lago di Garda ha avuto minori criticità. Ci è andata comunque bene: l’ondata di maltempo, rispetto all’anno scorso, è arrivata con venti giorni di ritardo, risparmiando quindi la fase delicata della fioritura. Speriamo che l’estate abbia le giuste temperature, affinché non ci siano attacchi importanti della mosca olearia”. Giovanni Ederle, tra gli olivicoltori di Confagricoltura Verona, che segue gli ulivi, sulle Torricelle, ora, carichi di fiori: “Mai vista una fioritura, come quella di quest’anno. Neanche nel 2018, che fu un’annata eccezionale, nella quale raccogliemmo 700 quintali di olive. Verona vanta anche ottimi frantoi, che lasciano intatte le caratteristiche organolettiche del prodotto. Noi abbiamo molti clienti stranieri che apprezzano e comprano l’olio Veneto dop. Speriamo che, pian piano, finita l’emergenza Covid, tornino ad acquistarlo”. In Veneto, il 70% degli investimenti è localizzato a Verona (3.560 ettari), seguita da Vicenza (562 ettari) e Treviso (550 ettari). Gli oliveti del Consorzio Olio Garda dop si trovano, sulle colline dell’anfiteatro morenico del lago. Il relativo olio è caratterizzato da un colore verde intenso, con possibili sfumature di giallo e da un profumo è di erba fresca, di erbe aromatiche, di fieno e di carciofo, con un tipico retrogusto di mandorla. L’olio veneto dop si produce, nel Veronese, anche nella sottozona Valpolicella, che coincide, guarda caso, con il territorio di produzione del Valpolicella e dell’Amarone, una fascia collinare, che si estende, dalle pendici del monte Baldo, ai confini, con il territorio di Soave. L’olio, che se ne ricava, presenta colore giallo, con lievi tonalità verdi, ed un profumo con sentori fruttati, di frutta secca e di note speziate, con retrogusto di mandorle e carciofo. Una bella notizia, dicevamo, che appare come arrivo di cielo sereno, capace di allontanare l’oscurità, addotta dal virus, notizia, che, auguriamo, si consolidi e che dia il via a momenti migliori, anche per la preziosa agricoltura. Questa volta, con il suo pregiato “olio”.

Pierantonio Braggio

Pierantonio Braggio

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