ESPRIME CULTURA | domenica 05 luglio 2020 04:59

ESPRIME CULTURA | 09 giugno 2020, 08:47

“La mano, che crea”, Verona. Mostra, dedicata ad Ugo Zannoni (1836-1919), dal 26 giugno 2020, al 31 gennaio 2021, Verona.

Egli, fra i maggiori scultori dell’Ottocento veronese, non solo, onorò Verona, con i suoi lavori, ma, anche donando ai Civici Musei la sua collezione di opere d’arte, contribuendo alla creazione, nella città scaligera, della Galleria d’Arte Moderna.

“La mano, che crea”, Verona. Mostra, dedicata ad Ugo Zannoni (1836-1919), dal 26 giugno 2020, al 31 gennaio 2021, Verona.

Siamo su una nuova strada. È molto più di una mostra, quella che i Civici Musei di Verona proporranno, dal prossimo 26 giugno 2020, sino a tutto gennaio 2021, presso la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti,  nel Palazzo della Ragione, e dedicata a quel mecenatismo, che ha creato molte, grandi collezioni pubbliche, la ricchezza e la strodinarietà delle quali, permettono, oggi, mostre eccezionali. Per Verona, ci riferiamo al lavoro di uno dei maggiori scultori dell’Ottocento veronese, Ugo Zannoni, e alla collezione di opere d’arte, da lui lasciata ai Civici Musei di Verona, e al quale, la direttrice dei Musei veronesi, Francesca Rossi, in collaborazione con il Comitato scientifico, composto da Maddalena Basso, Camilla Bertoni, Elena Casotto, Tiziana Franco, Sergio Marinelli, Patrizia Nuzzo e Pietro Trincanato, sta dedicando una grande mostra. Zannoni visse una lunga carriera, all'insegna di relazioni artistiche tra Verona, Milano e Venezia, volgendo sempre attenzione alla cultura e ai musei cittadini. Talché, fra il 1905 e il 1918, Zannoni donò ai Musei Civici veronesi la sua importante collezione di opere d'arte, la quale costituì la base, per la costituzione della Galleria d’Arte Moderna della città del’Adige. L’assessore alla Cultura, Francesca Briani: ”Un omaggio, che la città di Verona rivolge ad un artista, che possiamo annoverare, tra i fondatori della Galleria d’Arte Moderna cittadina. Realizzata, in stretta connessione, con la comunità veronese, l’Università di Verona, l’Accademia di Belle Arti, il Centro Culturale Gaspare Bertoni - agli Stimmatini, e i Musei Civici - Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, la mostra ricorda, allo stesso tempo, il generoso e solidale pensiero di un artista-cittadino, che ha donato alla sua città, le sue opere e la sua collezione. Un messaggio, che giunge al pubblico. in un particolare momento storico. La situazione, che stiamo vivendo è, infatti, difficile e faticosa, ma, è pur vero, che, proprio in frangenti come questo, la cultura rappresenta un rifugio sicuro, alla solitudine, per far fronte all’emergenza”. Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici, Verona: ”La mostra ha, quindi, il merito di offrire il primo studio approfondito, sulle vicende della collezione Zannoni. Grazie a una sistematica campagna di ricognizione, le circa 200 opere donate, sono state oggetto di ricerche, interventi conservativi, di documentazione fotografica e di schedatura. Per questo, nell’attesa della riapertura della Galleria, sono stati organizzati appuntamenti virtuali, pillole video e visite guidate, per raccontare la mostra, all’interno dell’iniziativa ‘Museo Agile’, diffusa, tramite il portale internet e i canali social dei Musei Civici”. Duecento sono le opere donate a Verona – soprattutto con generi figurativi del paesaggio e del ritratto –  dal Zannoni, opere di artisti, che egli ha frequentato e di animatori di ricerche scultoree e pittoriche, significative del secondo Ottocento, tra realismo, umori risorgimentali e nuove poetiche della luce. Qualche nome: Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono, e il più moderno pittore divisionista Angelo Morbelli. Tra i veronesi, Angelo Dall'Oca Bianca, Francesco Danieli e il cugino dello scultore, Giuseppe Zannoni. Tornando all’esposizione, nell'ampia quarta sala della Galleria d’Arte Moderna, saranno rievocati l’atelier dello Scultore e la collezione dell'Artista, tipica di una galleria privata dell’Ottocento. La mostra fa rivivere, anche, l'ordinamento della prima Esposizione civica d'Arte moderna, nelle cosiddette "Sale Zannoni", allestita, in tre sezioni. nel Museo Civico a Palazzo Pompei. dal 1908 al 1938 – con opere di Ugo e Giuseppe Zannoni, con opere di artisti veronesi e 'forestieri’. Senza dubbio, la notorietà di Zannoni è legata, soprattutto, al suo monumento-simbolo, la celebre statua di Dante Alighieri, che, dal centro della piazza dei Signori, volge lo sguardo ai palazzi Scaligeri, nei quali il Poeta, durante l’esilio da Firenze, fu accolto da Cangrande della Scala e stese il ‘Paradiso’. Zannoni eseguì il monumento-Dante, da giovane, non ancora trentenne, aggiudicandosi la vittoria di un importante concorso, promosso, per la ricorrenza del VI centenario della nascita dell’Alighieri. Il monumento fu eretto nel 1865. L’esposizione in tema, quindi, viene proposta al pubblico, in concomitanza la prossima apertura ufficiale dell’anno, il 2021,dedicato alle celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante (1265-1321), prevista, per il prossimo settembre 2020. In tal senso, sarà esposto il bozzetto in bronzo, del citato monumento dantesco, atto a rappresentare l’episodio cruciale del percorso artistico dello scultore. Chiaro è che la più importante tappa della carre anche risvolti meno popolari della vita dello scultore veronese e, in particolare, esplorando il contesto delle amicizie, degli affetti familiari e delle relazioni, che ne hanno segnato il percorso, in un’epoca di grande fervore civile della città e della Nazione. Durante il periodo di mostra, si enucleerà il tema del collezionismo e del mecenatismo contemporaneo, grazie a testimonianze dirette di collezionisti veronesi. Hanno collaborato alla realizzazione dell’esposizione – traendone giovamento culturale e pratico – studenti veronesi e non, nonché l'Università di Verona, Dipartimento Culture e Civiltà, e l'Accademia di Belle Arti di Verona. Un’esposizione eccezionale, quindi, destinata a creare alta cultura, adatta e capace, come sarà, non solo di portare in pubblico tesori sconosciuti, segno della storia dell’Arte, ma, di dare respiro anche alla letteratura, ricordando quell’Alighieri, padre dell’Italiano. Ad ampliamento di quanto sopra, vedere anche “www.veronaeconomia.it L’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, Verona, e il 25 marzo 2020, “Dantedì””.

Pierantonio Braggio

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore