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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 31 maggio 2020, 21:49

Siccità, l’acqua dell’Adige basterà solo per 15 giorniFerrarese: “Se non pioverà i prelievi verranno ridotti drasticamente, seminativi a rischio”

La siccità sta diventando un problema per gli agricoltori , poi c'è il problema delle pesche e nettarine, per le quali si profila un calo di produzione del 30%. Spellini e Aldegheri, frutticoltori: “Tanti alberi espiantati non vengono sostituiti, siamo alla fine.

Siccità, l’acqua dell’Adige basterà solo per 15 giorniFerrarese: “Se non pioverà i prelievi verranno ridotti drasticamente, seminativi a rischio”


Verona, 29 maggio 2020 – Se non pioverà, l’acqua dell’Adige basterà solo per 15 giorni per irrigare a sufficienza i campi sempre più assetati. Sono le previsioni del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, che per far fronte all’arsura eccezionale sta pompando dal fiume e dal canale Leb 20 metri cubi di acqua al secondo per servire le aree irrigue a cavallo tra Verona, Vicenza, Padova e Venezia. Vale a dire 2 milioni di metri cubi al giorno. Ma se perdurerà la siccità, la portata del fiume calerà sotto la quota di 80 metri cubi al secondo a Boara Pisani ed entro un paio di settimane i prelievi irrigui saranno ridotti drasticamente. E per i seminativi del Basso Veronese sarebbe un disastro.

Confagricoltura Verona esprime grande preoccupazione per una situazione che, a memoria degli agricoltori, non si è mai vista in oltre 30 anni: “Da metà marzo il Consorzio sta prelevando acqua dall’Adige e dal Leb, quando di solito lo faceva da metà aprile – spiega Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona -. Per fortuna l’Adige quest’anno ha una portata molto alta, che attualmente è di 280 metri cubi al secondo a Boara Pisani, che ha consentito di prelevare l’acqua e consentire una buona irrigazione ai campi del Basso Veronese. Ma, se non pioverà, i guai veri arriveranno prima di metà giugno, perché il livello del fiume Adige si abbasserà e, quando arriverà sotto la quota di 80 metri cubi al secondo, non si potrà più prelevare l’acqua che serve. Ma purtroppo non piove mai, e, quando raramente piove, fa un millimetro o due che sono nulla”.

Senza le acque del Leb derivate dall’Adige, che nel periodo estivo di massima richiesta raggiungono la portata di 34 metri cubi al secondo, un’ampia area del territorio agricolo del territorio veronese andrebbe in grave difficoltà in caso di prolungamento del periodo di assenza di precipitazioni. “Gli agricoltori stanno sostenendo già costi elevatissimi per far fronte alla siccità – dice Ferrarese -. Parliamo di 150 euro all’ettaro per intervento. E ad oggi gli agricoltori ne hanno già fatti sia su mais e grano, sia sulle semine di soia. Le colture di cui si vede poco la sofferenza sono i cereali vernini come il frumento e l’orzo, ma in realtà in questo momento hanno grande bisogno di acqua per ingrossare i grani. La carenza idrica si ripercuote su quantità e qualità. Anche il tabacco, di cui è quasi finito il trapianto, avrebbe bisogno di acqua”.

Il presidente del consorzio Adige Euganeo, Michele Zanato, ha chiesto alla Regione Veneto di adeguare le concessioni di prelievo dall’Adige, alla luce dei cambiamenti climatici in corso da alcuni anni. “Le normative sono datate e risalgono a tempi in cui non c’era questa emergenza – riferisce Ferrarese -. In periodi come questo, c’è disponibilità di acqua grazie allo scioglimento delle nevi che però, non potendo essere prelevata a causa dei limiti di legge, finisce direttamente in mare. Bisognerebbe invece sfruttare il buon momento per irrigare i campi assetati. Ma servono anche investimenti per rendere disponibile la risorsa idrica a tutte le aziende e per limitare gli sprechi. Di fronte a queste situazioni di prolungati e frequenti periodi siccitosi anche gli agricoltori devono dotarsi di attrezzature che garantiscano la massima efficienza ed economicità”.

em.z

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