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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 30 maggio 2020, 19:50

IVAS impone a Cattolica Assicurazioni l'aumento di capitale da 500 mln. Domenica 31/5 convocato un CdA straordinario.

Dopo la pubblicazione della lettera con cui IVAS chiede che entro il 30/9/20 sia dato un aumento di capitale e la lettera con cui Minali rassegna le proprie dimissioni da consigliere d'amminstrazione, riceviamo una lettera di un socio che offre il suo commento della situazione.

IVAS impone a Cattolica Assicurazioni  l'aumento di capitale da 500 mln. Domenica 31/5 convocato un CdA straordinario.

La lettera inviata da IVASS a Cattolica il 27 maggio, resa nota dall’Ansa, suscita preoccupazione.

I crudi dati esposti ed i toni insolitamente duri utilizzati dall’Autorità di Vigilanza non lasciano dubbi.

 La situazione di Cattolica sotto il profilo della patrimonializzazione e della solvibilità è gravissima.

 Il Solvency Ratio di Cattolica, precipitato al 1°3 % è non solo “il valore più basso dell’intero mercato assicurativo nazionale”, ma è pericolosamente vicino al minimo regolamentare del 100%.

 Quel che vieppiù preoccupa sono le modalità ed i tempi con cui si è arrivati a quella che è una tragedia sfiorata.

 Le soglie di propensione al rischio definite dal Gruppo Cattolica prevedono un Solvency Ratio compreso tra il 160 % e il 180 %.

 Ora, alla fine del 2019, il Solvency Ratio era nell’ordine di una confortevole percentuale del 175 %.

 Da tale momento, è stato un crollo inarrestabile, fino al 111 % dell’8 maggio e, addirittura, al 103% del 22 maggio 2020.

 Non si osa pensare dove si potrebbe arrivare se la curva di tendenza proseguisse tale andamento.

 Due riflessioni si impongono.

 Una prima: come è noto, il 31 ottobre il CdA di Cattolica ha deliberato la revoca delle deleghe conferite all’AD Alberto Minali: a prescindere dalle perplessità suscitate dalla motivazione addotta, in tale momento il Solvency Ratio era quello sopra ricordato.

 Oggi è quello, ben diverso, pure sopra evocato.

 Ci si chiede come possa essere valutata l’azione della Governance e del Management attuali di Cattolica al riguardo.

 Una seconda: la lettera di IVASS è stata inviata in data successiva alla delibera di convocazione dell’Assemblea Straordinaria ove all’odg si legge la richiesta di aumento di capitale di 500 milioni di Euro, con delega al CdA da esercitare nel quinquennio.

 La richiesta di IVASS di arrivare a tale aumento di capitale non oltre il 30 settembre fa sorgere il dubbio che la richiesta di aumento di capitale proprio per tale importo da parte di Cattolica non abbia nulla a che vedere con le opportunità da cogliere sul mercato delle acquisizioni, come recentemente comunicato in modo abbastanza vago e generico, salvo errori, dal Management a giustificazione dell’aumento stesso.

 Tale motivazione aveva scontentato gli analisti.

 Sarà comunque l’assemblea, in sede ordinaria e straordinaria, nella sua sovranità, a decidere fino a qual punto Management e Governance di  Cattolica potranno meritare la fiducia degli azionisti nella gestione della difficile situazione.

 Verona, 30 maggio 2020

 

Aldo Bulgarelli, socio Cattolica

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