ECONOMIA VERONESE e VENETA | lunedì 06 luglio 2020 21:22

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 26 maggio 2020, 21:20

I veronesi non sono stupidi

Ci pare giusto dare risalto alla lettera politica tratta dal sito L'OFFICINA in merito all'Aeroporto di Verona Villafranca che affronta in maniera chiara alcuni temi inerenti il nostro scalo. Speriamo cheserva a far capire meglio la situazione che è assai complessa   Published Maggio 26, 2020 by Maddalena Morgante Lettera Politica N. 184 www.lofficina.org/i-veronesi-non-sono-stupidi

I veronesi non sono stupidi

Che cosa vogliamo farne dell’Aeroporto? C’è da parte dei soci veronesi (Provincia, Comune, Camera di Commercio ) la volontà di rilanciarlo cambiando passo e coinvolgendo soci disposti a investire centinaia di milioni? Oppure, approfittando del coronavirus, lo vogliono lasciar chiuso per sempre per favorire la concorrenza di Venezia cui, attraverso SAVE, è stato sciaguratamente consegnato nel 2014?
Il declino è sotto gli occhi di tutti. Veronesi e non. Addetti ai lavori e non. Basta vederlo. Basta guardare i collegamenti senza importanza. Basta analizzare che tipo di passeggeri movimenta. Basta chiedere a chi ci lavora. E’ una desolazione.
E il tentativo di rappresentare una situazione diversa dalla realtà, estrapolando furbescamente dati e cifre date alla stampa, rasenta la mancanza di rispetto per i veronesi. Non siamo stupidi.
Dal 2015 i dati indicano un aumento di traffico del Catullo del 5% circa all’anno. Peccato che tutti gli altri aeroporti (Bergamo, Bologna, Treviso e Venezia) siano cresciuti almeno dell’8%.
Al bilancio dell’Aeroporto mancano gli investimenti: SAVE ha favorito solo l’Aeroporto di Venezia, investendo sul Catullo solo qualche spicciolo nell’intento di annullarlo e svuotarlo dal traffico nobile.
E poi c’è Montichiari, che se nel 2014 gestiva 40 mila tonnellate di merci l’anno, con la gestione SAVE è sceso a 30 mila, quando la sua potenzialità è di 250 mila.
Verona, il suo territorio e l’aerea del Garda possono sviluppare oltre 10 milioni di passeggeri e 300 mila tonnellate di merce l’anno con i due scali. Questo significa denaro in circolazione e sviluppo in tutte le direttrici che di questi tempi sarebbero ossigeno per la nostra economia.
Rimane inspiegabile l’accondiscendenza di alcune istituzioni veronesi di fronte all’annientamento programmato del nostro aeroporto.
E’ arrivato il momento di discuterne davanti a tutti i cittadini nelle sedi naturali che sono il Consiglio Comunale di Verona e quello Provinciale.

M.M.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore