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ANNUNCI E VARIE | 22 maggio 2020, 18:02

Festa di San Zeno, a Verona.

A formato ridotto, ma “festa”, il 21 maggio 2020”, davanti alla grande Basilica, dedicata al Patrono della città scaligera.

Festa di San Zeno, a Verona.

Non poteva trascorrere inosservato il giorno, dedicato a San Zeno, da secoli, Patrono di Verona. Per correttezza, va detto che, in origine, la festa, dedicata al Patrono di Verona, cadeva il giorno 12 di aprile, ma, per diversi motivi, pratici, è stata spostata, appunto, al giorno 21 maggio. Un 21 maggio, quello del 2020, che, a causa del Corona virus, non ha permesso celebrazioni di ampia portata, come d’uso, specie nel veronesissimo quartiere di San Zeno, ma, che ha visto presente, alle 11,30, sul sagrato della romanica Basilica abbaziale, dedicata al Santo, il sindaco di Verona, Federico Sboarina – con tanto di gonfalone della città scaligera, sorretto da agenti della Polizia municipale, in alta uniforme – accolto dall’abate-parroco, mons. Giovanni Ballarini. Una cerimonia del tutto simbolica, tenutasi, quasi due mesi dopo lo scorso 28 marzo, quando, a città completamente chiusa, Sindaco e Vescovo di Verona si recarono nell’antica Basilica ad invocare la protezione del Santo Patrono, in un momento difficilissimo per Verona, colpita dal virus. In merito, aveva precedentemente affermato il Sindaco:” “Non voglio che la festa del patrono passi inosservata solo perché quest’anno non si possono fare le manifestazioni. Per questo andrò la mattina nella piazza simbolo di San Zeno come testimonianza a tutti i veronesi che è il giorno di festa della nostra città. Ma c’è un doppio valore simbolico, andrò anche per ringraziare il patrono della sua protezione sulla nostra città. Ricordo come fosse ieri quel sabato mattina di due mesi fa, con piazza san Zeno deserta, circondata dal silenzio più assoluto. Erano i giorni più drammatici per Verona, con il numero dei contagi, che non si arrestava, insieme, purtroppo, a quello delle vittime. Sembrava di essere caduti in un tunnel senza fine, di cui in lontananza non si vedeva nessuno spiraglio di luce. Perciò chiesi protezione alla figura in cui da secoli i veronesi si riconoscono, la chiesi per tutti coloro che erano in prima linea contro l’emergenza sanitaria, ma anche per le famiglie e il mondo economico. Oggi, seppur con sacrifici enormi, siamo riusciti a superare quelle settimane difficili. La città è molto legata alla figura di San Zeno, il sorriso impresso sul suo volto trasmette fiducia. L’auspicio, è che la cerimonia di domani possa davvero chiudere un cerchio, e piazza San Zeno, così come tutte le bellissime piazze della nostra città, tornino al più presto vive e vissute da veronesi e turisti”. A fine cerimonia – la quale lascerà pure positivo il segno, con soddisfazione dei veronesi, perché ripresa da diversi media di comunicazione – il sindaco Sboarina e mons. Ballarini si sono recati presso l’urna del Santo, nella cripta, onde rendergli grazie, per avere preservato Verona da un maggiore imperversare del virus, per chiedergli aiuto a superare la pesante eredità economica, lasciata dal virus e per ricevere la benedizione, a nome di San Zeno, da parte dello stesso Abate Ballarini. Ancora il Sindaco: “Sono passati due mesi dalla mattina di sabato 28 marzo, quando, in pieno lockdown e nei giorni di massimo contagio del virus, venni in questa cripta, insieme con il vescovo, per invocare la protezione del patrono nel momento più difficile per la comunità veronese – ha detto il sindaco -. Erano i giorni di massimo contagio del virus, con la comunità chiamata a fare sacrifici enormi per combattere l'epidemia. Allora la piazza era deserta, circondata solo dal silenzio. Oggi, invece, è animata da famiglie e bambini, segnale evidente che il peggio, dal punto di vista sanitario, è passato. Ma ora c'è una nuova battaglia da vincere, legata alla ripartenza della nostra economia. E nel chiedere una nuova intercessione al nostro santo Patrono, sono certo di interpretare il sentire di tutta la comunità veronese, credente e non. Perché, se è vero che, mai come ora, il futuro è nelle nostre mani e dipende dai nostri comportamenti responsabili, il forte legame della città con San Zeno, ci aiuterà a superare anche questo momento”. Le parole di mons. Ballarini: “Solo in apparenza quella di oggi può sembrare una cerimonia in tono minore – ha detto monsignor Ballarini -. In realtà, in questa piazza c'è tutta la cittadinanza rappresentata dal sindaco, che si stringe unita intorno al suo Patrono. San Zeno è stato molto amato dai veronesi, non solo perché ottimo predicatore, ma, perché conquistati dal suo sorriso e dalla sua grande energia, sostenuta dalla fede. Oggi, egli ci inviterebbe a “darci una mossa” e lavorare, tutti assieme, per il bene comune”. Al pomeriggio, alle ore 18, si è tenuta la Santa Messa, in onore del Santo, celebrata dal vescovo, mons. Giuseppe Zenti. Nel quadro della celebrazione, ha avuto luogo, pure, la cerimonia dell’offerta dell’olio, per la lampada votiva, cerimonia, introdotta, nel 1413, che ha visto il sindaco Sboarina deporre un’ampolla d’olio, sull'altare della cripta, destinato alla lampada, posta accanto all’urna del Vescovo moro e che arde senza perennemente.
Quest'anno, oltre al Sindaco di Verona, erano presenti anche i sindaci di Buttapietra e di S. Giovanni Lupatoto, in quanto partecipavano simbolicamente alle celebrazioni anche le parrocchie delle 4 Vicarie della città di Verona –Verona Centro, Verona Nord-Ovest, Verona Nord-est, Verona Sud. Una suddivisione, della quale fanno parte pure le parrocchie di San Giovanni Lupatoto e Buttapietra.


Pierantonio Braggio

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