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ANNUNCI E VARIE | 22 maggio 2020, 18:03

A Concamarise, Verona, il virus non ha fermato la volontà d’impegno e la tradizione.

Giulio Lonardi, classe 1927, membro della “Confraternita dei Nostalgici del Tabàr di Sant’Antonio Abate”, produce, a mano, come in un lontano passato, scope di “ménega”, numerate e da cedere, pro Confraternita.

A Concamarise, Verona, il virus non ha fermato la volontà d’impegno e la tradizione.

Gli usi e i costumi della campagna veronese “stentano”, fortunatamente, ad essere dimenticati, grazie alla buona volontà di chi, nato e vissuto in campagna e di essa, anche ad età avanzata, appassionato, si dedica alla lavorazione di piante, che, un tempo, erano la materia prima, per la produzione di oggetti, necessari alla vita di tutti i giorni. È il caso di un saggio della lavorazione della terra e delle sue piante, che, fra le atre attività, all’età di 93 anni, essendo della classe 1927, sta lavorando la “ménega” o saggina, il Sorghum vulgare, erbacea annuale, in passato, molto usata per preparare scope. Parliamo di Giulio Lonardi, a Concamarise, vera istituzione e storia personificata, che ottimamente figura, come decano della Confraternita dei Nostalgici del Tabàr, sia per la sua grande esperienza di vita, sia normale, sia agricola – sa, acora oggi, curare la vite, fare vendemmia e vinificare – e, sia, di produzione, con le proprie mani, di oggetti da casa – caratteristiche opere d’arte – così come si faceva un tempo. Oggi, Giulio, crea, con la saggina, che egli stesso semina e coltiva, “spazzaóre”o scope, le quali, numerate, dato il tradizionale e paziente impegno, che richiedono, portano, intagliato, sul manico, il nome del produttore, per essere proposte, con tanto di certificato d’autenticità, a chi vorrà contribuire alla vita della Confraternita menzionata. Giulio racconta ed entusiasma, nel suo straordinario linguaggio dialettale, che a dire il vero, dovrebbe essere registrato, onde rimanga testimonianza, ai posteri, della parlata originale di Concamarise. Dove, la Confraternita del Tabàr, attenta custode delle tradizioni locali, anche religiose, richiede ai soci, per Statuto, di esprimersi, molto giustamente, in dialetto…, mentre Lonardi, l’antico e saggio Giulio, insegnerà, a chi vorrà, nel prossimo autunno, a costruire “spazzaóre”. Un caldo grazie, per averci molto benignamente indotto a scrivere del grande Giulio – che, con il suo attuale impegno, ci introduce in altrettanto grande cultura – alla signora Daniela Paolini – bella la foto di Giulio, avendo appeso, accanto a lui, il “lunario” del “Contadino Pojana Maggiore”! – e al presidente della Confraternita dei Nostalgici del Tabàr di Concamarise, Fabrizio Lonardi.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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