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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 08 maggio 2020, 00:00

Investire nei mercati volatili e la speculazione sul petrolio

Per investire nei mercati volatili bisogna essere a conoscenza della loro caratteristica principale. Questi sono infatti contraddistinti da una forte oscillazione di prezzo e si muovono in maniera spesso imprevedibile.

Investire nei mercati volatili e la speculazione sul petrolio

L’imprevedibilità è dovuta ai beni che vi sono quotati: le materie prime hanno un carattere più volatile rispetto ad altri prodotti finanziari. Certamente la volatilità è una caratteristica mutevole che interessa tutti i mercati in momenti diversi, ma alcuni ne sono più soggetti di altri.

La volatilità è correlata al rischio e più il mercato è volatile, più sarà rischioso fare trading. L’investitore dovrà sempre decidere che tipo di speculazione vuole mettere in atto e, organizzata una buona strategia di trading, potrà operare in Borsa.

È bene chiarire che nella maggior parte dei casi il rendimento è bilanciato con la volatilità, ovvero con il rischio. Nonostante questo è importante sviluppare un piano operativo che indichi un tetto massimo di guadagno e, nel caso dei mercati più volatili, di perdita.

Un trader non deve mai correre più rischi di quelli che oggettivamente si può permettere: se un investimento subisce un deprezzamento improvviso, questo non deve significare per il trader la perdita dell’intero capitale iniziale.

È possibile misurare i rischi? Sì, e deve essere la prima azione da compiere nella pianificazione della propria strategia. Grazie all’indicatore di deviazione standard, solitamente incorporato nelle statistiche di mercato, sarà possibile vagliare i rischi intrinsechi all’investimento.

L’indicatore di deviazione standard

In statistica la deviazione è un indice di dispersione, ovvero un indicatore di volatilità. Grazie all’indicatore di deviazione standard è possibile comprendere la variabilità del rendimento annuo di un titolo o di un portafoglio.

È bene ricordare che i mercati possono subire delle forti oscillazioni sia verso l'alto che verso il basso, dunque la volatilità non è per forza sinonimo di perdita, ma piuttosto comporta il rischio di subire perdite consistenti proprio perché offre anche la possibilità di ottenere altissimi profitti.

Nel mercato contraddistinto da volatilità, 3 giorni su 7 possono esserci “inversioni”: il valore dei prodotti finanziari si muove nella direzione opposta a quella del mercato. In un mercato forte, anche le inversioni sono forti e dunque i rischi legati alla speculazione sono maggiori.

Il trader che vorrà investire nel petrolio, e dunque in un mercato che è soggetto a brusche inversioni di valore, dovrà preparare una strategia di trading che calcoli la volatilità tipica del settore riguardante le materie prime, magari verificando i fondi sovrani con l’indicatore di deviazione standard.

Investire sul petrolio: cosa sono i fondi sovrani

Con fondi sovrani si vuole fare riferimento a dei fondi di investimento gestiti da uno Stato, che possiedono un potere condizionante sull’andamento dell’economia e della finanza mondiale. I più famosi sono quelli norvegesi, russi, arabi e cinesi.

Di frequente questi fondi traggono le proprie risorse dai ricavi derivanti dalle materie prime del Paese che li controlla, come nel caso del Medioriente e della sua materia prima più preziosa: il petrolio. Quando si parla di fare trading sul petrolio si pensa immediatamente alla speculazione su fondi sovrani poiché questi fondi sono nati soprattutto nei Paesi che esportano “oro nero”.

Gli Stati che li posseggono investono le risorse dei fondi sovrani nei mercati azionari o su altri prodotti tipici della speculazione borsistica quali obbligazioni, immobili e via dicendo. Per tale motivo i fondi sovrani hanno la capacità di condizionare l’andamento dei mercati e i valori dei loro prodotti.

La correlazione che c’è fra l’andamento dei principali indici borsistici e la variazione del prezzo del petrolio è ovvia. Solitamente un aumento dei prezzi del petrolio fa aumentare i costi di produzione aziendali, che a loro volta fanno aumentare il costo dei beni e, di conseguenza, il loro valore strettamente finanziario.

s.s.

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