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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 30 marzo 2020, 12:10

BOTTEGA: NEGOZIARE AZIONI CONCRETE CON GOVERNO CINESE

Finalmente un imprenditore italiano dice quello che molti suoi colleghi non hanno il coraggio di dire. La cosa viene ripresa financo dalla paludata stampa nazionale, cosa che in altre congiunture non sarebbe stata trattata con la necessaria evidenza. Speriamo che questo serva a far capire che è ora di cambiare anche in Europa

BOTTEGA: NEGOZIARE AZIONI CONCRETE CON GOVERNO CINESE


Lo sfogo di Sandro Bottega, costretto a fermare la produzione dal prossimo 15 aprile, puntando il dito contro la Cina, ha fatto il giro dell’Italia e non solo. Gran parte dei quotidiani ha ripreso la sua lettera di denuncia, il suo grido d’allarme. L’imprenditore trevigiano ora ha delle precise e molto concrete idee su come dovrebbe agire la politica. “Ho evitato di impartire lezioni visto che non sono un economista ma poiché sono emerse delle polemiche vorrei suggerire azioni semplici che possono essere negoziate con il governo cinese”, dice Bottega. Si dovrebbero togliere, o fortemente diminuire, i dazi sui prodotti italiani; semplificare le procedure per le importazioni, stendere degli accordi con la distribuzione cinese per ampliare la gamma dei prodotti Made in Italy in modo che possano trovare sbocco in quel mercato visto che l’occidente è tutto bloccato. Bottega spa è un’azienda solida, in ottima salute finanziaria, economica e la chiusura sarà solo temporanea e limitatamente ad alcuni reparti produttivi. In ogni caso ci sono da pagare 300 dipendenti, sperare che la pandemia duri poco, poi riprendere come se nulla fosse accaduto non sarà facile. L’unica cosa certa ora è che l’azienda spenderà 800 mila euro al mese per i dipendenti perdendo sei milioni di euro di ordini per il prossimo aprile.

G.N. e M.Z.

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