ESPRIME CULTURA | martedì 14 luglio 2020 23:36

ESPRIME CULTURA | 26 marzo 2020, 23:02

.L’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, Verona, e il 25 marzo 2020, “Dantedì”.

La giornata dantesca è stata cancellata dal Corona virus.

.L’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, Verona, e il 25 marzo 2020, “Dantedì”.

Leggiamo, in un comunicato ad hoc, che l’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona, nell’attesa di ritornar nel chiaro mondo, nella Giornata nazionale, dedicata a Dante Alighieri – 25 marzo, data, definita dagli studiosi, come quella, in cui, il sommo Poeta cominciò il viaggio nella città dolente – “è presente”. Presente, nel senso, che l’Accademia avrebbe voluto rendere dovuto omaggio all’Alighieri, nel giorno, a lui ufficialmente dedicato, ma… Continua il testo, evidenziando che intenzione dell’Accademia sarebbe stata di ricordare il Fiorentino, raccontando la storia della statua, a lui dedicata, a Verona, in Piazza dei Signori, il cui modellino originale è conservato presso Palazzo Erbisti, nella sala, detta, appunto “Dante”. Si sarebbe, quindi, andati sù, el primo e io secondo, tanto da potere ammirare le cose belle che porta ’l ciel… e si sarebbe, quindi, usciti a riveder le stelle. Il Corona virus, invisibile nella sua diffusione, ma, reale, nei fatti, ha paralizzato, purtroppo, tale, già programmato, importante evento. Durante il “Dantedì”, si sarebbero letti, come la giornata celebrativa richiedeva, brani danteschi e riscoperto la “Commedia”, stesa, nel suo complesso, dal Florentinus natione, non moribus, fra il 1305 circa ed il 1321. Da notare che, delle tre cantiche, delle quali essa si compone, la terza, il Paradiso, è dedicata a Cangrande Della Scala, signore di Verona... L’annucio, di cui sopra, ci offre l’opportunità di segnalare, come, in una loro ricerca, le sempre attive signore segretarie dell’Accademia, Chiara Contri e Camilla Bertani, a suo tempo, avessero, saggiamente, già posto in luce il fatto che l’Accademia di Palazzo Erbisti custodisce, nientemeno che il modello originale, in gesso, della grande statua di Dante Alighieri, che, dovuta alla maestria dello scultore veronese, Ugo Zannoni (1836-1919), onora culturalmente e storicamente Verona. Il modello fu donato dal padre dello scultore, tale Giuseppe Antonio, alla comunità accademica, il 7 settembre 1865. Il testo della cennata ricerca avrebbe dovuto essere pure letto, nel Dantedì… Quanto alla storia della dedicazione di una statua a Dante, per lungo tempo, ospite degli Scaligeri, Contri e Bertani ci informano, nel loro rapporto, sopra menzionato, dal titolo: ”I busti dell’Accademia di Agricoltura Scienze e lettere, Verona”, 2019.   Per la storia, dunque: “Il 15 gennaio del 1863 Giulio Camuzzoni, presidente dell’Accademia di Agricoltura Commercio ed Arti di Verona, così si pronunciava: Dappoiché nel maggio 1865 sarà celebrata, con pompa degna, in tutta Italia... la sesta secolare ricorrenza dei natali dell’Allighieri, noi... prenderemo l’iniziativa di festeggiarla... A questo nobile intento tutti applaudirono e si stabilì che l’Accademia stessa e la Società di Belle Arti di Verona avrebbero stilato il programma dei festeggiamenti. che si sarebbe concluso con l’inaugurazione di un monumento. Per attuare tutto questo, le due Presidenze elessero una Commissione esecutiva che diramò a tutti gli artisti veronesi il programma di concorso, nella speranza che il monumento venisse scolpito proprio da un artista scaligero. Sette furono i modelli pervenuti, ma, sopra tutti, spiccò quello di un giovane artista, di nome Ugo Zannoni. La scelta venne, però, attuata sotto condizione: che tradotto quel modellino alla grandezza della statua, il secondo e vero modello riuscisse perfetto. in ogni sua parte e pienamente rispondesse all’altezza del tema. Questa riserva venne sciolta il 16 maggio 1864, giorno in cui lo scultore presentò, a Milano, il modello al giudizio della Commissione e questa pienamente lo approvò. La scelta dell’artista fu motivata, in realtà, soprattutto da questioni ideologiche; poiché l’opposizione del governo austriaco era molto forte, Camuzzoni scelse quel modello non tanto perché lo reputasse di tutti gli altri il migliore, quanto perché, a suo avviso, rendeva meglio il concetto della grandezza e terribilità di quel sommo e per di più lo ritraeva quale egli dovea essere in Verona, meditabondo, sul proprio passato, nobilmente mesto dei propri destini e vieppiù quelli della sua patria. La notte antecedente, il 14 maggio 1865, moltissimi vegliarono. All’ora che il sole spuntava dall’orizzonte, erano essi tutti raccolti nella Piazza dei Signori; e, in quell’istante, fu levato il velo, che copriva il simulacro. Il monumento  è una statua colossale dell’altezza di 3,20 metri, in marmo di Carrara, sorretta da un basamento – altrettanto alto – in marmo veronese. Il Poeta sta diritto e tiene nella mano sinistra il sacro Volume; la mano destra appoggiata al mento; il capo reclinato, sul lato sinistro, come a guardare le ospitali case scaligere. L’Accademia è stata, dunque, “presente”, ha ricordato, come possibile, condizionata dal morbo, che ci attanaglia, il grande Alighieri, non solo ricordandoci il suo capolavoro, la Divina Commedia, ma, al tempo, facendoci conoscere particolari ed interessanti dettagli, sulla dedicazione a Dante, della magnifica sua statua, che rende più straordinaria la scaligera Piazza dei Signori. Concludiamo con un semplice particolare: inizialmente, la statua era posta nell’angolo sinistro della piazza, osservando la stessa, una volta posizionati di fronte alla Loggia di Fra Giocondo.
Pierantonio Braggio

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