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ANNUNCI E VARIE | 12 febbraio 2020, 11:55

C’è ancora, a Verona,“el pàn del pistór”!

Una lunga esperienza artigianale diffonde, nel centro della città scaligera, “él parfùmo del pàn de ‘na vòlta”.

C’è ancora, a Verona,“el pàn del pistór”!

                
C’è pane e pane. Chiaro, che tanto l’uno, come l’altro, nutrono o sfamano, ma, il pane artigianale, prodotto dal “pistór” o fornaio, con i metodi “de ‘na vòlta”, con il suo particolare profumo – che già si diffonde nell’aria, dal forno, attraverso i vapori, che lo stesso emana –, con la sua caratteristica croccantezza e con il suo particolare sapore, è altra cosa… Altra cosa, che, solo se assaggiata, conferma le qualità citate, derivanti dall’impasto, d’origine antica, di farina di grano tenero o di semola di grano duro, e di lievito madre. Non tanti ingredienti, dunque, ma, massimo risultato, ci spiega Claudio Cipriani, settant’anni, da sempre “panetiér” o “pistór”, che, con il giovane amico, Devis Adami – ambedue, provenienti dalla Valpolicella – gestisce  “Sinfonie di Gusti”, a Verona, dal settembre 2018. Claudio e Devis sono maestri, in fatto di “arte bianca”, che prevede la conoscenza anche di minimi dettagli, atti ad ottenere “él pàn de ‘na vòlta”…  Veri artigiani, dunque, dei quali, la società, anche in altri settori, sente assoluto bisogno, quale essenziale  ossatura di buona parte del mondo economico, ci offrono alcuni dettagli sulla creazione del loro pane…  Si tratta di rosette soffiate (senza mollica), di zoccoletti o ciabattine,di mantovane, di kiefer, ecc., in grano duro e/o tenero, per l’ottenimento dei quali – metodo classico – nella misura di un quintale, per esempio, bisogna dimenticare la fretta e rassegnarsi a ad un minimo di 18 ore di lavoro, comprese due, di cottura…: un tutto, che significa iniziare l’opera, a partire, dalle dieci o undici di sera, lavorando tutta la notte, e sino alle tredici del giorno successivo… Due “pistóri”, che producono, oltr al pane, da ottimi artigiani, quali sono, all’antica, ma, ovviamente, adattandosi alle esigenze della  clientela, pure “gnòchi de patàta – su ricetta di quelli di nonna Vittoria – frittelle, galàni, biscotti, focacce, pizze ed altro… L’apertura dell’ambiente – che, in invero, contribuisce a dare colore e vita a via Cattaneo, più autostrada, che via di passeggio e di acquisti – avvenne per puro caso, con la studiata idea di “fàr pàn, cóme se dóvarìa ciàmàrlo” e, quindi, non “industriale”, anche se, i clienti “i préférìsse cómpràr quél, che còsta de mànco”! L’attività partì bene, anche se non senza qualche difficoltà, ed ora, colpisce, attira, non solo privati, ma, anche ristoranti famosi, che hanno ben capito cosa significhi quanto può produrre un esperto artigiano del pane, in un tempo, quello, attuale, in cui, tutto è standarizzato e non sempre di qualità. Due artigiani, Claudio e Devis, che s’impegnano, per passione e che, con il loro impegno, vanno pure incontro alle esigenze del cittadino, dando lustro a quell’artigianato, che, da sempre ha fatto grande Verona e che, anche oggi, la rende bella ed accogliente, con le sue diverse proposte e vetrine.
 
 
 

Pierantonio Braggio

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