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ATTUALITA' REGIONALE | 04 gennaio 2020, 23:25

Rassegna Nazionale dei Maestri Intarsiatori Lignei a Padova. Superati i 2500 visitatori

Una interessantissima mostra dell'artigianato da visitare a Padova. Guardate queste foto che i rispettivi autori ci hanno inviato tramite il curatore della mostra e vedrete quali vertici possono toccare i nostri intarsiatori.     Sedici intarsiatori (Arturo Biasato, Marcello Buccolieri, Carletto Cantoni, Bruno De Pellegrin, Giovanni De Poli, Nino Gambino, Fabrizio Giannerini, Lino Giussani, Francesco Lazzar, Vincenzo Mancini, Luigi Mandelli, Giuseppe Martini, Domenico Musi, Daniele Parasecolo, Alessandro Sun, Luca Vicentini, prendono parte alla 5^ edizione consolidando sempre più l’idea di far diventare questa fucina culturale ed espositiva un progetto continuativo, in un connubio tra valore espositivo e necessità di consolidare quest’arte.   Come sottolinea Martinelli: ogni anno proporremo due nuove edizioni della rassegna: l’intento è di mostrare l’eterogeneità del lavoro degli intarsiatori. Cercheremo di raggiungere ogni parte d’Italia per raccontare, oltre che con l’esposizione, attraverso conferenze e laboratori, il fascino di quest’antica arte, ancor oggi fonte di emozione, che rischia di subire un contraccolpo per la mancanza di artisti e artigiani di nuova generazione.   In occasione dell’inaugurazione, il 14 dicembre alle 17:00 si terrà un’introduzione tenuta dal curatore Federico Martinelli e dal direttore artistico Francesco Lazzar.   La necessità di dare un segnale culturale ha mosso l'entusiasmo dei partecipanti che, riuniti in questa collettiva, intendono mostrare come l'arte dell'intarsio sia in grado di rinnovarsi sia nella tecnica che nella raffigurazione dei soggetti.   Prosegue Martinelli: Accanto alle forme e alle immagini più classiche – ricordiamo i celebri lavori di Fra Giovanni da Verona e di Canozi da Lendinara – nel corso dei secoli e in particolare nel Novecento, si è assistito a un vero e proprio avvicinamento dell’intarsio alla raffigurazione e alla rappresentazione iconografica tipica delle Avanguardie. L'intarsio è anche questo: è racconto libero, energico, vitale... immediato! Troviamo immagini e linee oblique, spezzate, diagonali e ossimori prospettici. Troviamo, eccellente, il desiderio di raccontare tanto l'esperienza del passato quanto lo slancio del futuro,     La mostra è anche un invito a riflettere sull’opportunità di creare politiche a sostegno delle scuole d’arte e professionali, oggi più che mai necessarie per evitare il naturale decadimento di questa espressione d’arte attraverso la formazione di nuove generazioni.   Proprio per incentivare l'interesse gli organizzatori hanno trasformato la rassegna in un progetto itinerante, tant'è che eventuali contatti per portare la mostra in giro per l'Italia, saranno valutati per consentire anche alle altre realtà di valorizzare il proprio territorio.     Questa quinta edizione è parecchio gratificante; ogni nuova esposizione porta nel gruppo intarsiatori inediti al progetto, rinnova le opere esposte e permette di venire in contatto con il ricco patrimonio storico culturale di ogni città ospitante. In questo caso, nella pubblicazione, abbiamo avuto modo di approfondire l’opera dei Canozi da Lendinara, conclude Martinelli.

le foto  sono  relative ai lavori di, Mandelli, Giussani, Parasecolo, Giussani

le foto sono relative ai lavori di, Mandelli, Giussani, Parasecolo, Giussani

Prosegue, fino a 12 gennaio 2020, la Rassegna Nazionale dei Maestri Intarsiatori Lignei organizzata dall’Associazione CUlturale Quinta Parete di Verona, presso il Palazzo della Gran Guardia di Padova.

 

Sedici intarsiatori (Arturo Biasato, Marcello Buccolieri, Carletto Cantoni, Bruno De Pellegrin, Giovanni De Poli, Nino Gambino, Fabrizio Giannerini, Lino Giussani, Francesco Lazzar, Vincenzo Mancini, Luigi Mandelli, Giuseppe Martini, Domenico Musi, Daniele Parasecolo, Alessandro Sun, Luca Vicentini, prendono parte alla 5^ edizione consolidando sempre più l’idea di far diventare questa fucina culturale ed espositiva un progetto continuativo, in un connubio tra valore espositivo e necessità di consolidare quest’arte. 
 
Come sottolinea Martinelli: 
ogni anno proporremo due nuove edizioni della rassegna: l’intento è di mostrare l’eterogeneità del lavoro degli intarsiatori. Cercheremo di raggiungere ogni parte d’Italia per raccontare, oltre che con l’esposizione, attraverso conferenze e laboratori, il fascino di quest’antica arte, ancor oggi fonte di emozione, che rischia di subire un contraccolpo per la mancanza di artisti e artigiani di nuova generazione.
 
In occasione dell’inaugurazione, il 14 dicembre alle 17:00 si terrà un’introduzione tenuta dal curatore Federico Martinelli e dal direttore artistico Francesco Lazzar. 
 
La necessità di dare un segnale culturale ha mosso l'entusiasmo dei partecipanti che, riuniti in questa collettiva, intendono mostrare come l'arte dell'intarsio sia in grado di rinnovarsi sia nella tecnica che nella raffigurazione dei soggetti.
 
Prosegue Martinelli:      
Accanto alle forme e alle immagini più classiche – ricordiamo i celebri lavori di Fra Giovanni da Verona e di Canozi da Lendinara – nel corso dei secoli e in particolare nel Novecento, si è assistito a un vero e proprio avvicinamento dell’intarsio alla raffigurazione e alla rappresentazione iconografica tipica delle Avanguardie. L'intarsio è anche questo: è racconto libero, energico, vitale... immediato! Troviamo immagini e linee oblique, spezzate, diagonali e ossimori prospettici. Troviamo, eccellente, il desiderio di raccontare tanto l'esperienza del passato quanto lo slancio del futuro, 
 
 
La mostra è anche un invito a riflettere sull’opportunità di creare politiche a sostegno delle scuole d’arte e professionali, oggi più che mai necessarie per evitare il naturale decadimento di questa espressione d’arte attraverso la formazione di nuove generazioni. 
 
Proprio per incentivare l'interesse gli organizzatori hanno trasformato la rassegna in un progetto itinerante, tant'è che eventuali contatti per portare la mostra in giro per l'Italia, saranno valutati per consentire anche alle altre realtà di valorizzare il proprio territorio.
 
 
Questa quinta edizione è parecchio gratificante; ogni nuova esposizione porta nel gruppo intarsiatori inediti al progetto, rinnova le opere esposte e permette di venire in contatto con il ricco patrimonio storico culturale di ogni città ospitante. In questo caso, nella pubblicazione, abbiamo avuto modo di approfondire l’opera dei Canozi da Lendinara, conclude Martinelli.

em. z

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