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FIERE ED EVENTI | 04 gennaio 2020, 10:31

“Chanukkà”, la festa ebraica della “Consacrazione del Tempio” o “delle Luci”.

Si celebra, per otto giorni, dal 25 del mese di kislev, o dicembre, d’ogni anno

“Chanukkà”, la festa ebraica della “Consacrazione del Tempio” o “delle Luci”.

“Chanukkà” è stata celebrata anche a Verona, il 25 dicembre – kislev, in ebraico – 2019, come, ormai, da qualche anno, con folta presenza di pubblico, a cura della Comunità israelitica cittadina. La Festa ha avuto luogo,  velata dal dolore, causato dal recente attacco, proprio nel periodo di Chanukkà, in casa del Rabbino di Monsey, New York, con cinque persone ferite, delle quali, due gravemente. Odio e vergogna…! La voce “Chanukkà” significa “Consacrazione del Tempio” o, più comunemente, “Festa delle Luci”. Le due denominazioni, si riferiscono alla sconfitta, da parte di Giuda Maccabeo, dell’esercito del seleucide re Antioco IV di Siria, che, dominando dal 175 a.C., dal Medio Oriente, sino alla Mesopotamia, intendeva imporre la sua visione ellenistica, o greca, ai popoli sottomessi. Conquistata Gerusalemme – attraverso la quale, passavano le vie principali del mondo del tempo – Antioco IV la saccheggiò, ne devastò  il Tempio, ne asportò il materiale sacro, trasformando il Tempio stesso in luogo di culto pagano, e assassinò parte della popolazione di Gerusalemme. Egli tentò, quindi, di costringere i rimasti in vita, a rinunciare alla propria religione monoteista e ai propri usi e costumi, quali, per esempio, lo studio della Torah – che contiene, in cinque libri, le leggi stilate da Mosé –, i riti religiosi, il rispetto del sabato, e, quindi, ad onorare le pagane divinità greche. Tale imposizione non fu accettata dal mondo israelita – in particolare, dagli Amonei maccabei. I quali si ribellarono ad Antioco IV e, in una grande battaglia, sconfissero il seleucide, come sopra menzionato, nell’anno 165 a.C., e provvedendo alla riconsacrazione – Chanukkà – del Tempio dell’Eterno, ripristinandone l’altare. Bisognava, comunque, riprovvedere tutto… Fra, l’altro, erano state rubate dai seleucidi anche le ampolle, contenenti l’olio d’oliva consacrato, destinato a tenere accesi i sette lumi del candeliere d’oro, a sette braccia – a suo tempo, candeliere ordinato da Dio a Mosè e detto “Menorah” – posto all’interno del Tempio. Tra parentesi:  Menorah è simbolo della luce, che proviene da Dio e le sue sette braccia, ricordano i sette giorni della Creazione. Importante è, quindi, sapere, come sia stata trovata, nel Tempio, in un secondo tempo, un’ampolla, ancora intatta, d’olio consacrato, in quantità, adatta, però, a tenere accesa la Menorah, per un solo giorno… Ma, miracolo, i lumi di Menorah continuarono a bruciare, per otto giorni, quanti sono, oggi, quelli riservati alla Festa delle Luci o Chanukkà. Un particolare: il candelabro, caratteristico della Festa di Chanukkà, detto “Chanukkija”, ha nove braccia, più uno, laddove, otto braccia simboleggiano gli otto giorni della sopra descritta, miracolosa durata della fiamma, dovuta all’olio ritrovato, ed uno, al centro, che simboleggia il prescritto sabato festivo ebraico, di perfetto riposo. In fatto di preparazione del candelabro, le candele vengono inserite, da destra sinistra, mentre le stesse vengono accese da sinistra a destra, dopo avere acceso, per prima, l’ultima, da sinistra. Il nono lume, di centro, è considerato, per così dire, di servizio, nel senso che, non essendo permesso d’utilizzare, per scopi di normale uso, le altre otto fiammelle, esso permette di accedere al fuoco necessario, per l’accensione delle rimanenti otto candele. Da notare che, in occasione della Festa delle Luci – i cui giorni sono lavorativi – i bambini ricevono doni, così, come avviene da noi, in occasione del Natale.  
Pierantonio Braggio

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