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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 21 novembre 2019, 16:37

Interessi negativi. Cresce in Europa la critica all’intervento non convenzionale - QE della BCE. Se esso cessasse, che ne sarebbe del pesante debito pubblico italiano?

Dal 2015, la Banca Centrale Europea ha acquistato, sul mercato, miliardi di Buoni del Tesoro di vari Stati membri dell’Eurosistema.

Interessi negativi. Cresce in Europa la critica all’intervento non convenzionale - QE della BCE. Se esso cessasse, che ne sarebbe del pesante debito pubblico italiano?

Pagando gli stessi, la BCE ha immesso sul mercato – buona iniziativa – denaro fresco, allo scopo di creare liquidità, ossia, maggiore disponibilità di denaro, in circolazione, in modo. che tale denaro diventasse a buon mercato, sia per cittadini, che per imprese. I quali, ottenendo prestiti o investendo, avrebbero, come hanno, nel recente passato, pagato interessi contenuti. Tale intervento, non convenzionale o Quantitative easing, mirava e mira, così, a sbloccare la non o debole crescita dei Paesi interessati, Italia, per prima, nel senso che il denaro meno costoso, induce, tra l’altro, anche a dare vita a maggiori consumi, sino ad arrivare agli acquisti al dettaglio. Purtroppo, tuttavia, non si sono ottenuti – non si tratta, in ordine al QE, di mossa errata, da parte della BCE, ma di situazione debole della varie economie nazionali e, fra queste, di quella italiana – i risultati desiderati, che vengono misurati, attraverso il raggiungimento di un’inflazione, che definiremmo nobile, se non del 2%, almeno vicina a tale percentuale. Inoltre, nel frattempo – 2015-2018 – la situazione economica, debole, a livello europeo, e, quindi, anche italiano, si è aggravata. Tale quadro, che naturalmente, preoccupa, ha spinto la BCE a riprendere l’acquisto di Buoni del Tesoro europei, per un importo di 20 miliardi di euro al mese, a partire, dal 1° novembre 2019, senza fissare, cosa nuova, una scadenza per l’operazione, che dovrebbe durare, sino a quando non sia raggiunto il 2% d’inflazione, sopra menzionato. La cosa più evidente e lampante all’occhio del cittadino europeo – e italiano – è, tuttavia, che il risparmio non è, oggi, per nulla remunerato: i Buoni del Tesoro non rendono quasi nulla (ma, è aumentato, in modo significativo il valore, in linea capitale, di quelli in circolazione al 2015) e, qualsiasi giacenza non rende il minimo d’interesse. Anzi, si corre il pericolo – la cosa non è, attualmente, in essere – che, in futuro, si debba pagare, su un importo depositato, un interesse, sia pure minimissimo, ma, interesse. Gli interessi zero, se, nell’intenzione e, in parte, nella pratica, dovrebbero, si spera, nel lungo termine, scuotere le economie europee, nella realtà effettuale, creano pure danno, a chi contava sull’incasso di un minimo d’interessi, ad arrotondamento delle proprie modeste entrate; ai fondi pensione, alle banche, ad altre realtà e, alla fine, alla normale liquidità stessa. Se, da un lato, poi, positivo, chi dovesse aprire un mutuo o investire in un immobile, una certa somma, è favorito, per il minore tasso d’interesse, dall’altro, il denaro a buon mercato sta favorendo, per esempio, in alcuni Paesi, il settore immobiliare, con devastante pericolo di bolle…, che si perquoterebbero, negativamente, è ovvio, sull’economia e sulla vita d’ogni giorno… Ovviamente, qui, siamo solo a qualche esempio. Un quadro, quindi, con luci ed ombre, dal quale è e sarà difficile uscire e che crea non poco malcontento, in sede europea, specie, nei Paesi, che di tanto Quantitative easing non avrebbero bisogno, che in minima parte, tenendo conto, tra l’altro, che, appunto, un minimo d’interesse remunerativo – a fine anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta del 1900, un deposito vincolato, per un anno, rendeva il 4%, e il BTP il 5%, essendo esso, peraltro, “esente da ogni imposta, presente e futura“ – è pur sempre motivo di movimento economico. Questo, poi, non dimenticando, come si pensi, anche, che tale QE sarebbe stato posto in atto, per salvare finanziariamente Paesi a grande debito pubblico, fra i quali l’Italia… Per il momento, dunque, l’acquisto di Bot italiani da parte della BCE è in atto e continuerà, creando ulteriore sollievo, per le italiche casse statali, che hanno emesso, di recente, e potranno emettere, Buoni, quasi a costo zero – per quelli emessi, sino al 2014, a tassi elevati, si stano pagando miliardi d’interessi l’anno…, a danno dell’economia nazionale. Un problema, per l’Italia, problema maggiore, sorgerebbe se il QE, o prima, o poi, dovesse cessare. Problema, che non s’affaccerebbe, se disponessimo di un’economia forte e di stabilità politica, accompagnata dalle necessarie riforme, da anni sollecitateci in sede internazionale e notoriamente molto più  produttive delle misure monetarie. Una cessazione degli acquisti, da parte della BCE, dei nostri Bot, in mancanza d’una economia vivace,  farebbe, purtroppo, togliere agli stessi la fiducia, sia pure modesta, della quale essi, attualmente godono…, con calo delle relative quotazioni, a causa di vendite, e relative conseguenze.                       Pierantonio Braggio


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