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ANNUNCI E VARIE | 24 dicembre 2015, 16:01

Giubileo 2015-2016...

Papa Francesco invita alla meditazione ed alla bontà. Per realizzare questi due importanti elementi, un tempo, i pellegrini, si mettevano in cammino attraverso l’Europa, per raggiungere, per esempio, Santiago de Compostela, nella lontana e spagnola Galizia...

Giubileo 2015-2016...

Abbiamo usato, qui sopra la voce “cammino”, termine, che corrisponde a tragitto, percorso, quello cioè, che innumeri pellegrini, animati da sincera fede, intraprendevano e compievano a piedi, per giungere a determinati centri religiosi, nel nostro caso, concentrati soprattutto nel Veneto. Nel quale, si snoda la “Romea Annia”: duecento chilometri, immersi nella storia, e ideale dorsale di una rete di antichi e moderni Cammini di fede. I Pellegrini, o Romei, che giungevano dal nord Europa e dai Paesi dell’Est del vecchio Continente, confluivano verso l’importante centro romano di Iulia Concordia, oggi Concordia Sagittaria. Da qui, lungo la Romea Annia, percorrendo, per oltre 200 chilometri, tutta la bassa pianura padano-veneta da est a ovest, giungevano a Badia Polesine.
Da Aquileia a Padova, la via ripercorre l’antico tracciato della consolare Annia. Era un camminare dolce, immerso nella natura e nei colori della laguna, il primo tratto della via, segnata dai fiumi Piave, Livenza e Sile. Fiancheggiando l’argine San Marco da Caposile a Portegrandi, ci si dirige verso Quarto d’Altino e Mestre, per proseguire verso la Riviera del Brenta, ammirando le sfavillanti ville venete. Sul Brenta, passavano persone e merci tra Venezia e Padova, la città porta dell’Oriente e quella dedita alla libertà di cultura e di espressione. Due città legate non solo dalla loro comune appartenenza regionale, ma accomunate da un primato che le rende le perle della fede: Marco e Luca. Sì, perché chi intraprende il cammino sulla Romea Annia può vantare due preziosi protettori: San Marco, il cui corpo venne trafugato da Alessandria e portato nella nascente Venezia, custodito nella Basilica costruita in suo onore, e San Luca, i cui resti giunsero a Padova dalla basilica degli Apostoli di Costantinopoli, per salvarli dalle persecuzioni dell'imperatore Giuliano l' Apostata, nel IV secolo, ed oggi conservati nell’Arca, presso Santa Giustina. Da Padova, e dal respiro francescano della sua Basilica, dedicata al Santo, per eccellenza, Antonio, si punta decisamente verso sud, per giungere, proprio nell’Anno del Giubileo della Misericordia, presso il Santuario delle Sette Chiese giubilari di Monselice, posto ai piedi della Rocca di Ferdinando II, che richiama direttamente le sette basiliche giubilari di Roma. L’itinerario della Romea Annia continua attraverso la campagna veneta, alla scoperta del tesoro, che riveste l’antica Abbazia di Santa Maria delle Carceri, che sino dal 1200 ospitava i pellegrini diretti a Roma. Oppure, una volta giunti ad Este, ci si può dirigere verso la città merlata di Montagnana, dove non mancano le tracce del passaggio degli antichi pellegrini, come presso l’oratorio di Sant’Antonio Abate, che era retto dagli Antoniti, per l’accoglienza dei viandanti e dei malati, e dove diversi elementi architettonici e decorativi parlano della presenza dei cavalieri Templari. Raggiunta Badia Polesine, ultima tappa della Romea Annia, non resta che scoprire la singolare figura di San Teobaldo di Provins, esempio d’instancabile pellegrino che, assieme all’amico Gualtiero, si recò più volte a Santiago de Compostela e a Roma, desiderando ardentemente di compiere il santo viaggio verso Gerusalemme. Da Badia Polesine, la Via Romea prosegue verso sud, in direzione di Nonantola, per superare, poi, gli Appennini, convergere verso San Miniato, in Toscana, e, da lì, proseguire per Roma. Sul cardine veneto della Romea Strata, rappresentato dal percorso della Romea Annia, s’innestano altri cammini aggiuntivi, più che alternativi. Il cammino della Romea Postumia, ad esempio. Il quale, da Verona a Vicenza, percorre i territori attraversati dalla storica via Postumia, che in antichità collegava i due importanti porti di Genova e di Aquileia. La via costeggia la fascia ai piedi delle colline, nota per le ricche coltivazioni a vigneti, lungo canali, che conducono ad antichi paesi medievali, toccando l'Abbazia di Villanova a San Bonifacio e quella di Sant'Agostino alla porte di Vicenza. Da Verona a Montagnana, la Romea Porciliana segue l'ansa del fiume Adige per immettersi nella Romea Longobarda, che porta verso la Francigena e da lì a Roma. Si tratta di una strada, che coniuga l'aspetto naturalistico, tipico delle zone della pianura padana, e quello storico, portando a riscoprire le tracce degli antichi luoghi costruiti nel medioevo per accogliere i pellegrini, come la Magione Templare di Pressana, la Madonna della Stà, a Belfiore, e il monastero di Sabbion a Cologna Veneta. Poi, la Romea Vicentia, che da Rovereto a Montagnana ripercorre un itinerario molto usato fin dal medioevo dai viandanti che partivano dal centro Europa e che, attraverso il Passo Pian delle Fugazze, scendevano fino a valle, entrando a Vicenza.
La strada attraversa la selvaggia Vallarsa, in Trentino-Alto Adige, con i suoi boschi e le sue tradizioni e, scendendo verso Schio, costeggia le Alture del Pasubio. Una volta entrata a Vicenza, essa prosegue sulla pista ciclo-pedonale della Riviera Berica, realizzata sul tracciato dell'antica ferrovia della "Vacca Mora", che collegava Vicenza a Montagnana.
Su queste dorsali principali, si innestano molte altre vie di pellegrinaggio e itinerari locali: itinerari di fede, come il
Cammino di Sant'Antonio, il Cammino per Grazia Ricevuta, il Cammino Fogazzaro Roi, il Sentiero dei Girolimini, il Sentiero della Speranza, il percorso dalle Valli Vicentine alla Madonna della Corona, l’itinerario dei dieci Capitelli di Soave o il cammino delle Dolomiti. Alcuni già attivi in epoca medievale, altri di più recente istituzione, ma, tutti di grande fascino.Il Progetto Romea Strata si avvale della collaborazione della Regione del Veneto. ll progetto ‘Romea Strata’ si ripropone la valorizzazione e la riscoperta di un’antica via di pellegrinaggio che, come si è visto, dal nord, nord-est d’Europa portava a Roma. Si possono trovare ulteriori informazioni su tale progetto, su tappe ed altro ancora, visitando il sito www.romeastrata.it. Quanto sopra è stato diffuso a cura di “Romea Strata”, Ufficio Pellegrinaggi - Diocesi Vicenza, tel. 0444-327146 • fax 0444-230896, in collaborazione con Studio ESSECI, Sergio Campagnolo, tel. 049.663499, gestione1@studioesseci.net.

Pierantonio Braggio

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