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ANNUNCI E VARIE | 25 marzo 2020, 15:20

Piano anti-Corona virus - “Epidemia Covid 19”. Presentato, ieri, 23 marzo 2020, esso mira ad interrompere la catena di trasmissione dell’infezione.

Il Piano è parte degli “Interventi urgenti di Sanità Pubblica”, che Regione Veneto e UniPadova hanno steso, con lo scopo di interrompere la circolazione del Corona virus. I contenuti del Piano sono stati presentati ieri, 23 marzo, nel corso dell’appuntamento, con il presidente della Regione, Luca Zaia, sull’infezione in corso. “Non abbassiamo la guardia, anzi, con questo Piano, la alziamo – ha detto Luca Zaia – perché si può e si deve accelerare ancora, andando a caccia dei positivi asintomatici e dei sintomatici lievi.

Piano anti-Corona virus - “Epidemia Covid 19”. Presentato, ieri, 23 marzo 2020, esso mira ad interrompere la catena di trasmissione dell’infezione.

Ogni asintomatico può contagiare 10 persone. Più asintomatici troviamo e isoliamo, più combattiamo la diffusione del virus. I 65 mila tamponi, già fatti in Veneto, dimostrano che è la strada giusta e la percorreremo, fino in fondo, pur rispettando l’esistenza di approcci diversi. Secondo noi, è il modo migliore, per salvaguardare la salute dei veneti e per uscire da questa emergenza, con le ossa meno rotte possibile”. Il personale dei Dipartimenti di Prevenzione coinvolto ammonta a 714 operatori, dei quali 121 medici, 30 specializzandi, 43 studenti (medici o infermieri), 277 assistenti sanitari, 128 infermieri, 28 tecnici della prevenzione, 31 altre figure sanitarie, 33 amministrativi. Il nuovo Piano punta a migliorare ampiamente la già ottima performance, ottenuta con la campagna di tamponi, finora realizzata, che, dal 27 febbraio al 22 marzo, con una curva in continua ascesa, ha portato, da zero a 15.736, i posti in isolamento domiciliare. Nella popolazione generale, s’intende avviare un Piano che, attraverso l’individuazione di soggetti “positivi” con sintomi lievi ed asintomatici, consenta l’allargamento dell’isolamento domiciliare fiduciario, attorno al caso “positivo”. “Si tratta di trovare e isolare i trasmissori inconsapevoli – ha chiarito il prof. Crisanti, ideatore scientifico del Piano – partendo dal caso positivo e allargando l’indagine, per cerchi concentrici, verso la famiglia, il condominio di residenza, il luogo di lavoro e via, allargando il cerchio. Inizialmente, ci aspettiamo un aumento dei casi positivi. Più casi positivi troviamo e isoliamo, meno si ammaleranno, e di conseguenza potranno calare i ricoveri e il ricorso alla terapia intensiva. Il punto di flessione, che ci darà la misura degli effetti ottenuti, si avrà, tra un po’ di tempo, quando ci si attende un calo contemporaneo, sia dei positivi, che dei ricoverati”. Il Piano sarà attuato dai Dipartimenti di Prevenzione della Regione del Veneto, con la collaborazione dell’Azienda Ospedale Università Padova e del Comitato Croce Rossa Italiana, attraverso il coordinamento della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria della Regione Veneto. Il Piano prevede di: individuare tutti i possibili casi sospetti, probabili e confermati; disporre, per tutti i contatti, le misure di quarantena e isolamento domiciliare fiduciario; rimodulare l’attività dei Dipartimenti di Prevenzione a sostegno dell’emergenza Covid-19; screenare tutti i dipendenti del Sistema Sanitario Regionale (SSR), i medici di Medicina Generale, i pediatri di Libera Scelta e i farmacisti, gli operatori delle Strutture, per non autosufficienti, al fine di potenziare la sicurezza degli stessi e degli assistiti ed individuare positivi, in categorie di lavoratori dei Servizi essenziali. Dalla ricerca puntuale e sistematica di tutti i casi confermati, sarà, infatti, possibile per i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) dei Dipartimenti di Prevenzione avviare le conseguenti inchieste epidemiologiche ed intervenire, con le disposizioni di isolamento domiciliare fiduciario e quarantena. Al fine di individuare un maggior numero di soggetti positivi, sarà necessario effettuare un numero più elevato di saggi diagnostici, con tampone naso-faringeo. I primi soggetti da screenare saranno i contatti di casa, famigliari, lavorativi, sociali/occasionali e anche medici e operatori del Sistema Sanitario Regionale (SSR), oltre che delle farmacie e delle strutture, per non autosufficienti, con criterio di contatto e di geolocalizzazione. Potranno pertanto esserci tamponi, effettuati, a seguito di indagine epidemiologica, condotta dal SISP-Servizio Igiene Sanità Pubblica e/o su attivazione di medici di Medicina Generale, pediatri di Libera Scelta o medici specialisti. Piano, dunque, importantissimo. Più si ricerca e si studia, si possono proporre misure ad hoc, atte a eliminare focolai d’infezione, opera di un virus, che, purtroppo, non guarda in faccia nessuno.

Pierantonio Braggio


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