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ESPRIME CULTURA | 15 febbraio 2020, 09:41

NUOVA ECCELLENZA CULTURALE A VERONA "PALAZZO MAFFEI

A facciata e ad interno, completamente restaurati, l’edificio maffeiano ospita l’eccezionale Collezione d’Arte Luigi Carlon.

NUOVA ECCELLENZA CULTURALE A VERONA "PALAZZO MAFFEI

Il 14 febbraio 2020, ha aperto i battenti, nel centro di Verona,  la Casa-Museo “Palazzo Maffei”, dopo due lunghi anni di lavori di delicati restauri, sia sulla facciata, che all’interno, del grande ed importante palazzo seicentesco, il Maffei, appunto, che domina una delle più colorite piazze veronesi, Piazza delle Erbe. Il grande edificio ospita, ora e definitivamente, in diciotto sale, la Collezione d’Arte Luigi Carlon. Collezione-esposizione, che, concentrata, su un prezioso ed antico passato, con un percorso di cinque secoli, non trascura il moderno, ad esso dedicando un’apposita, ampia sezione. Di qui, la sua doppia anima… Ma, non mancano, fra le oltre 350 opere esposte – di esse, quasi 200 i dipinti – oltre alla pittura, particolarmente veronese, scultura, arti applicate – mobili, vetri, ceramiche rinascimentali, maioliche seicentesche e, quindi, argenti, avori, manufatti lignei ed arte orientale – libri rari ed architettura, nonché disegni.  In evidenza, la passione per il Futurismo italiano e la metafisica. Nell’arte moderna e contemporanea presente, dominano capolavori e grandi maestri del XX secolo, da Picasso a de Chirico, da Miró a Kandinskij, da Magritte a Fontana, Burri e Manzoni. Un percorso affascinante, risultato di cinquant’anni di alto interesse per l’Arte, dicevamo, dell’imprenditore Carlon – nella nuova Casa-Museo veronese,  che costituisce un nuovo punto essenziale di riferimento, per gli amanti dell'arte, che potranno ammirare capolavori e curiosità, messi insieme da multiforme  passione collezionistica – reso più prezioso, dall’antico ambiente, tutto stucchi e pitture murali otiginali, che la ospita. Ambiente, peraltro, che permette una magnifica veduta della Piazza delle Erbe, scrigno di età, di opere e di stili… Casa-Museo, dunque, che, per i suoi importanti contenuti – si è lavorato per quattro mesi, onde ridare luce a tutto il materiale, poi, posto in esposizione – vuole diventare centro culturale per Verona, per l’Europa e per il globo, ovviamente, anche attraverso altre, ulteriori iniziative, mirate anche a coinvolgere i giovani, nell’affascinante mondo dell’arte. Ancora: Palazzo Maffei non vuole essere solo uno spazio espositivo, ma un’opportunità, un vivace e propulsivo luogo di cultura, in stretto dialogo con la città e le grandi Istituzioni culturali di Verona ed altre. Eventi, incontri, laboratori didattici ed iniziative diverse animeranno, fra breve, le giornate di Palazzo Maffei, che offre anche una biblioteca specialistica su prenotazione e – dalla balconata, che sormonta il palazzo, a dominare con le sue statue, che sembrano invitare alla visita, Piazza Erbe, un’impagabile, emozionante vista sulla città, di struggente bellezza… Luigi Carlon, cavaliere del Lavoro: ”Le opere, raccolte negli anni ed esposte, sono racconti di vita, gesti d’amore, testimonianze di quella sensibilità unica e singolare, che ho colto, negli artisti, fin da giovane e dalla quale sono rimasto affascinato e colpito”. Ci piace notare, come in Carlon l’interesse per la storia artistica veronese sia elemento di forte valore identitario della sua raccolta d’arte antica, interesse, confermato dalla presenza in mostra di artisti-pittori veronesi, quali Altichiero, Antonio e Giovanni Badile, Antonio Balestra, Marc’Antonio Bassetti, Felice Brusasorci, Giambettino Cignaroli, Liberale da Verona, Nicolò Giolfino, Jacopo Ligozzi,  Bonifacio de’ Pitati, Alessandro Turchi e Zenone Veronese… Grande segno di amore per l’Arte, ma, anche tanto amore per Verona, della quale, Luigi Carlon, ha voluto non fare mancare, alla sua collezione, una straordinaria “Veduta dell’Adige nei pressi di San Giorgio in Braida”, risalente al 1705, opera del celebre pittore olandese, Gaspar van Wittel. Luigi Carlon, Cavaliere del Lavoro, ma, anche Cavaliere dell’Arte!                                                          Pierantonio Braggio 

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