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ANNUNCI E VARIE | 04 febbraio 2020, 11:12

700° anniversario della morte di Dante Alighieri (1265-1321).

al lavoro, Comune di Verona, Museo di Castelvecchio, Museo di Storia Naturale ed Università. Anche uno studio, che rivelerà il DNA di quel Cangrande I della Scala (1291-1329), che ospitò Dante a Verona.

700° anniversario della morte di Dante Alighieri  (1265-1321).

                                                                                                                           
Sulla falange di un piede e su una parte di fegato, campioni biologici, anni orsono, acquisiti durante lo studio dei resti di Cangrande della Scala, sarà effettuato uno studio completo del DNA del signore scaligero. Uno studio su reperti di tessuto osseo e di tessuto epatico, conservati, presso il veronese Museo di Storia Naturale, permetterà di analizzare la sequenza genetica di Cangrande. La ricerca-studio,  dal titolo“Il genoma di Cangrande della Scala: il DNA come fonte storica”e i cui risultati si avranno nel 2021 – in occasione del 700° anniversario della morte del Ghibellin fuggiasco –  prenderà in esame il genoma, o, più semplicemente, del DNA, ad ampliamento della ricostruzione storica della vita dello Scaligero, amico dell’Alighieri, cui egli garantì rifugio, e, dal quale fu celebrato nella terza cantica della Commedia, il “Paradiso”. Provvederà alla ricerca il Dipartimento di Biotecnologie dell’Uni Verona. Quanto sopra intende continuare l’indagine, iniziata, nel 2004, dai Musei d'Arte veronesi, che, in collaborazione con Autorità,  Università e, l’Azienda Ospedaliera di Verona, promossero l’apertura dell’arca di Cangrande della Scala, presso lo storico ed artistico cimitero scaligero, e, quindi, la ricognizione dei resti. Da notare, che, una prima volta, la tomba scaligera fu aperta nel 1921. Durante le ricerche scientifiche del 2004, si acquisirono alcuni campioni biologici del corpo del principe e si eseguì una prima analisi, circa la sua effettiva conformazione fisica, sullo stato di salute e sulle cause della morte. Oggi, moderne tecniche, permettono una particolareggiata indagine, su molecole sufficientemente integre, base per l’analisi dell'intero genoma. L’assessore Francesca Briani, in occasione del prelievo dei campioni biologici, da studiare, eseguito, in ambiente sterile, presso il Museo di Storia Naturale, Verona:
Un momento emozionante. Non capita tutti i giorni di poter tenere in mano dei reperti così preziosi e di poter far parte di un gruppo di lavoro che, per la prima volta, consentirà l’osservazione approfondita del DNA di Cangrande. Un secondo step di studio che, dopo l’acquisizione dei campioni realizzata nel 2004, completa il percorso di analisi sulla mummia del principe scaligero, dandoci la possibilità di scoprire nuove ed interessanti informazioni storich, sulla sua vita e, in particolare, sulla sua morte. Il progetto scientifico è uno dei principali appuntamen, che saranno realizzati sul territorio cittadin, in occasione delle celebrazioni dantesche del 2021”. Francesca Rossi, direttrice dei Civici Musei veronesi: ”Un progetto dallo straordinario interesse storico. Finalmente, i reperti custoditi, dal 2004 dal Museo di Storia Naturale, potranno completare il loro percorso di analisi ed offrire, con dati scientifici certi, proponendo importanti novità sulla vita di questo illustre veronese”.Dopo la realizzazione del primo vero calco del cranio del Cangrande, che mi ha visto personalmente protagonista, alcuni anni fa, con la mia equipe medica – segnala  Pier Francesco Nocini – l’Università di Verona è coinvolta, a pieno titolo, in un nuovo straordinario appuntamento con la storia. Questa nuova analisi scientifica, infatti, chiarirà ulteriormente le importanti qualità fisiche di Cangrande, che, per i suoi tempi – si tratta di un uomo del 1300 – presentava una struttura fisica imponente, caratterizzata da un’altezza oltre il 1,70 e una struttura cranica di ampie dimensioni”.È una scommessa scientifica – dichiara il genetista Delledonne  che il Comune, con i suoi Musei Civici, e l’Università hanno accettato, per rendere possibile un’ndagine genetica davvero particolare. I frammenti, da cui, sarà estratto il DNA di Cangrande, ci consentiranno, infatti, di tracciare un quadro genetico dell’uomo e un’approfondita analisi, sul suo stato di salute”. Un importante momento, per Verona, che con l’operazione, di cui sopra,
mira a fare vera storia, venendo a conoscere meglio le caratteristiche di un uomo, amico di quel grande Dante, che fu a Verona settecento anni orsono. Ci auguriamo di venire a conoscere nuove verità storiche, sulla vita e la morte dello Scaligero.

Pierantonio Braggio

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